Annie Proulx.
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Pelle di corteccia.
Parte 2.
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Titolo originale: Barkskins.
Traduzione di: Silvia Pareschi.
2018. Mondadori Libri, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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INDICE di questa parte.
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PARTE TERZA. TUTTI QUESTI BOSCHI UN TEMPO ERANO NOSTRI. 1724 1767.
23. Cani e farabutti.
24. Auguste.
25. Senso di possesso.
26. Mi'kma'ki.
27. Consanguinei.
28. Il segreto delle foglie verdi.
29. Testa d'alce arrosto.
30. Perdere terreno.
31. Seguimi.
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PARTE QUARTA. IL SERPENTE MOZZATO. 1756 1766.
32. Un funerale.
33. Un caso interessante.
34. La cosa nel baule.
35. Etdidu.
36. Nuvole.
37. Cambiamento.
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PARTE QUINTA. NEI CAMPI DEI TAGLIALEGNA. 1754 1804.
38. La casa nella baia di Penobscot.
39. Il dottor Mukhtar.
40. Taglialegna e uomini di fiume.
41. I campi sul Gatineau.
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Fine Indice.
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PARTE TERZA.
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TUTTI QUESTI BOSCHI UN TEMPO ERANO NOSTRI. 1724 1767.
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Capitolo 23. CANI E FARABUTTI.
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Rimase seduto per un'ora su una panca di pino dura e nodosa
prima che il segretario del governatore gli facesse cenno di entrare.
Quando era un giovane missionario, Louis-Joseph Crme
aveva prestato servizio in Nuova Francia. Pi tardi era stato
mandato a Port Royal, in Acadia, un territorio veramente selvaggio,
e vivendo fra i mi'kmaq aveva cominciato a prendere
appunti sul ricco vocabolario con cui descrivevano le strutture
geologiche, il tempo e le stagioni, le piante, gli animali, le
creature mitologiche, i fiumi e le maree. Si era accorto che la
lingua rifletteva il loro profondo legame con il mondo naturale,
e che le due cose erano indissolubili. Sembravano convinti
di essere spuntati da quel luogo cos come gli alberi spuntano
dal terreno, come le nuove pietre emergono dal sottosuolo in
primavera. Secondo Pre Crme il termine rappresentativo di
quel modo di pensare, weji-sqalia'timk, meritava un intero dizionario tutto per s.
Ora, stempiato e artritico a soli quarant'anni, si present davanti
al governatore, scosso dai brividi per una malattia incipiente.
Dormire per terra non gli si addiceva. Non apparteneva
a quel luogo, non era spuntato l, e per lui il terreno era duro.
Il governatore era uno snob arrogante, un bcheur con una
fossetta sul mento e una protuberanza sulla gola grassa. Dava
l'impressione di essere rimasto appeso dentro un sacco di seta
nella stanza accanto, finch non era dovuto uscire per assolvere
i doveri del suo mandato. I suoi occhi rimasero puntati sulla
parete, senza mai incontrare quelli di Pre Crme.
Non ho certo bisogno di dirvi che gli inglesi della baia di
Hudson spingono dal Nord, spingono dal mare, schiacciano
l'Acadia, spingono verso est dalla valle dell'Ohio. La Nuova
Francia  piena di spie, scout, inglesi e ranger della Nuova Inghilterra.
La zona di pesca costiera  depredata dalle navi degli
inglesi e dei bostoniani.
Il missionario pens che ogni frase pronunciata da quell'uomo
avesse un significato nascosto, che per lui non riusciva
ad afferrare. Vostra Eccellenza, i mi'kmaq vengono costantemente
chiamati a combattere per la Francia, anche se
ormai hanno pochissimi uomini in grado di farlo. Un tempo
erano una trib forte, numerosa come i capelli sulla testa
di dieci uomini. Oggi hanno solo qualche centinaio di guerrieri.
A mano a mano che muoiono perdono le loro sensibilit,
il loro sapere svanisce. Sperava di non svanire anche lui.
Gli girava la testa.
Le loro sensibilit! Quelli sono maestri nell'inventare crudelt.
Vi faccio l'esempio del giovane marinaio di un peschereccio
catturato dagli indiani. Le donne, che sono ancora pi
disumane degli uomini, lo hanno torturato con il fuoco e il coltello.
Gli hanno bruciato i piedi, le mani e le parti intime con
ferri roventi. Lo hanno tagliato finch non ha buttato sangue
come un torrente in aprile, poi gli hanno ficcato i piedi bruciati
dentro una pentola di ferro piena d'acqua bollente. Perci non
parlatemi delle loro "sensibilit". A voi spetta solo di occuparvi
delle loro anime. E inculcare in loro l'amore e il rispetto per
le Roi notre prince, il Re nostro principe. E incitarli a combattere
gli inglesi. Questo  il vostro compito. Parlava come un
uomo sicuro della propria posizione di potere.
Pre Crme sapeva che il potere temporale aveva i suoi limiti,
a volte piuttosto imprevisti, a giudicare dalla storia recente.
Cerco umilmente di svolgerlo in ogni occasione disse, sentendo
i brividi trasformarsi di colpo in un calore febbrile. E
ad ogni modo quel marinaio era un inglese, un protestante.
Questo non c'entra. Mi sembra che consideriate gli indiani
persone speciali. Non sono altro che uomini, e per giunta poco
affidabili. Siamo costretti a impiegarli come combattenti quando
il nostro territorio, con il grande forte che stiamo costruendo
a Louisbourg,  minacciato dagli inglesi. Quel forte sar la
porta dei nostri possedimenti nel Nord America. Voi conoscete
l'importanza dell'Acadia per la Nuova Francia. La Francia
deve riprenderla.  un indispensabile accesso al mare. Intrecci
le dita e le stiracchi.
Pre Crme evit di dire che il forte non poteva proteggere
le vie d'acqua; quello era compito della flotta francese. Si limit
a dire: Vostra Eccellenza,  vero che gli indiani soffrono.
Che provano sentimenti. Amano il loro paese, che noi stiamo
conquistando, amano i loro figli, che noi stiamo corrompendo
con le nostre merci e i nostri metodi aggressivi. Dicono che
la Francia li disprezza. E questa  sempre stata la loro terra,
dove innumerevoli generazioni hanno vissuto indisturbate.
Ma davvero. Sapete, Pre Crme, mi sembra che manchiate
di fervore per la causa della Francia.
No, no. Provo solo piet per loro. Hanno perso tante cose,
tanti uomini. Perch quell'uomo non riusciva a capire che i
mi'kmaq volevano solo vivere la loro vita come avevano fatto
per molte generazioni, e che questo diventava ogni giorno
sempre meno possibile?
Anche la Francia ha perso tanti uomini. Fareste meglio a
pensare a loro, piuttosto che a quei pagani libertini, cani e farabutti.
Quelli non sono cristiani, come forse voi, un designato
rappresentante di Dio, avrete notato.
Pre Crme, congedato, procedette a zigzag verso la porta,
con il torcicollo e il passo incerto. Preg in silenzio che il
governatore diventasse pi rispettoso, pi amorevole. Oppure,
meglio ancora, che gli venisse un colpo e non si riprendesse
pi. Ritir immediatamente quell'augurio crudele e chiese perdono.
Alcuni giorni dopo scrisse una lettera a sua sorella Marguerite,
l'ennesima di una lunga serie di lettere mai spedite, perch
non aveva nessuna sorella. Avere una confidente immaginaria
lo faceva sentire pi tranquillo, e in quel modo riusciva
a rimettere ordine nei suoi pensieri talvolta caotici.
Cara sorella Marguerite.
Per un minuto la immagin, snella e pallida, seduta su una
poltrona verde mentre apriva la lettera con un tagliacarte d'argento.
Forse portava un medaglione d'oro con una ciocca di capelli
del fratello, oppure una miniatura della madre, che Pre
Crme riusciva a malapena a rievocare dai suoi ricordi sbiaditi.
Non hanno una vita ordinata come la nostra. Il loro tempo
si regola in base ai picchi di abbondanza di animali, frutta e
pesci, cio alla stagione della caccia e delle bacche mature. Una
delle loro caratteristiche pi curiose  il fatto che considerano
loro pari gli alberi, le piante, tutti i tipi di pesci, l'alce e l'orso
e altri animali. Molte delle loro storie raccontano di donne che
sposano lontre o uccelli, o di uomini che si trasformano in orsi
finch non decidono di tornare uomini. Nella foresta parlano
con i rospi e i coleotteri come se li conoscessero. A volte penso che siano loro a insegnare a me.
Fece una lunga pausa prima di continuare, sentendo che stava sbagliando qualcosa.
Per loro gli alberi sono persone. Invano spiego che gli alberi
esistono per consentire all'uomo di costruire case e navi. Invano
li esorto a smettere di cacciare, a coltivare verdure, grano e altre
cose da mangiare, a mettere ordine nelle loro giornate. Non ne
vogliono sapere. Cos molti francesi li considerano pigri perch non lavorano la terra.
Ho sentito raccontare che nei tempi antichi...
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Capitolo 24. AUGUSTE.
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I figli di Mari - Elphge, Theotiste, Achille, Noe e Zoe - stavano
cercando il loro posto in un mondo molto diverso dalle storie
di Mari sul ricco passato dei mi'kmaq. La realt era difficile.
Diner! grid Noe senza prendersi la briga di uscire, sbattendo
sul tavolo le ciotole di legno consumate, i vecchi cucchiai.
Non ricevette risposta, neppure da Zoe, che aveva sempre
qualcosa da dire. And sulla soglia e si mise in ascolto. Il
vento di terra era un po' girato, ma portava ugualmente un
debole trepestio di stivali sulla roccia. Indossavano stivali anzich
mocassini. Noe sapeva cosa voleva dire, ma si rifiut di
pensarci. Usc sul viottolo. Auguste le si aggrapp alla gonna.
Li vide in lontananza, lungo la riva, mentre attraversavano
la roccia nuda. Almeno fossero stati solo Elphge e Theotiste,
e invece no, erano tutti quanti, Achille, Theotiste, Elphge
e Rouge Emil, i suoi tre fratelli e il cugino, e in coda, quasi correndo
per stare al passo con l'andatura spedita degli uomini,
la figurina esile di Zoe. Angoscia e rabbia si mescolarono dentro
di lei come una minestra di ortiche e mais. Grid: Andate,
andate! e prese in braccio Auguste perch potesse vedere e ricordare quel momento.
Eccoli l disse a denti stretti. Raccolse un sassolino e lo mise
in mano ad Auguste. Tiralo lo esort. Tiralo a quei buoni a
nulla che sono scappati. Alz di nuovo la voce: Andate, andate,
fratelli infernali e sorella dannata. Poi, rivolta al bambino:
Tiralo, tiragli pure il tuo sasso, tanto non li rivedremo mai
pi. Ma mentre lo diceva sapeva che non era vero, che stava
scimmiottando gli accessi di rabbia di quell'ubriacona di Renardette.
Non sapeva perch stesse imitando una persona che
detestava, n perch avesse parlato di nuovo cos. Non si stava
comportando come una mi'kmaq. Perch doveva pensare
a Renardette, che ormai era sepolta nel passato?
Auguste tir il sasso, che cadde sul sentiero. Mentre il sasso
rotolava, il bambino vide Zoe, la figura pi piccola, girarsi
a guardare e rispondere al suo braccio teso con un cenno della
mano. Anche la figura in testa al gruppo, Achille, si gir e disegn
un arco nell'aria con il braccio, una specie di saluto che
strapp un gemito a Noe. Gli uomini sarebbero dovuti andare
a caccia di alci, ma per via degli stivali Noe sapeva che stavano
andando a lavorare per il taglialegna francese.
Vieni, caro Auguste. La cena ce la mangiamo tutta io e te.
La loro casa era un wikuom e, anche se i mi'kmaq non usavano
sedie per stare a contatto con la terra ristoratrice, conteneva
un tavolino formato da un'unica asse con quattro gambe inchiodate.
Prima che il profumato stracotto d'anatra, verdure,
aglio e riso selvatici si fosse raffreddato nella pentola, la pelle
che fungeva da porta si scost e Zoe s'infil dentro.
Non  come pensi disse, prima che Noe cominciasse a
parlare. Vanno di nuovo a tagliare alberi sul St John. Benda
sull'Occhio ha mandato a chiamare Rouge Emil. Solo per
quest'inverno. Elphge ha detto di dirti che i soldi sono nel suo
mocassino buono. Usali per quello che ci serve, dice. Tornano
in primavera, quando i tronchi tagliati vanno nel fiume. Tornano
un po' ricchi, forse. Ma non Achille. Lui va a caccia di alci.
Noe annu. Per fortuna Zoe era rimasta e, se Achille fosse
tornato dalla caccia nel giro di una decina di giorni, sarebbero
riusciti a superare l'inverno. Era l'idea dell'abbandono a spaventarla.
Aveva sempre temuto di rimanere sola mentre tutti
intorno a lei scomparivano. Riemp una ciotola di stracotto
per Zoe e gliela mise davanti. Quando la vide vuota la riemp di nuovo.
Non volevano andare, per quello che  successo. Il padre
di Rouge Emil viene a stare con noi, cos non succede pi. Viene
presto, credo. Se altri vedono i fratelli partire, pensano che qui siamo solo tu e io.
Pensano che sono sola: ti hanno vista andare con loro.
Zoe alz le spalle e fece una smorfia. Forse. Forse mi hanno anche vista tornare.
Poco dopo il padre di Rouge Emil - Cache Emil - apparve
sulla soglia. Butt a terra qualcosa di grosso e pesante, avvolto in un telo macchiato di sangue.
Moinawa disse. Carne d'orso. Guard la pentola dello stracotto. Noe gli riemp una ciotola.
Buono. Disse che aveva sparato all'orso quando era andato
a caccia con Achille, qualche settimana prima. Oltre alla
carne d'orso aveva portato le sue coperte e il fucile a pietra focaia.
Avrebbe dormito fuori, nel piccolo wikuom di Theotiste ed Elphge.
Sono qui. Nessun uomo vi dar fastidio.
Tre anni prima i fratelli erano andati alla segheria di La Hve
a cercare lavoro, ma un uomo con una benda sull'occhio aveva
detto che gli indiani del posto bastavano e li aveva mandati
via. Il cugino, Rouge Emil, non si era dato per vinto. Si era
piazzato accanto a una catasta di assi tagliate.
Avete lavoro per uomini bravi ad abbattere pini? Tutti sapevano
che i pini delle terre mi'kmaq erano migliori di quelli
che crescevano lungo il St Laurent, che avevano un legno di
fibra grossa e pi soggetto a spezzarsi. Benda sull'Occhio aveva
annuito. Siamo in estate, ma c' sempre lavoro per i bravi
taglialegna. Vediamo cosa sapete fare. Era andato a prendere
quattro scuri dalla segheria, poi aveva caricato la pipa.
Vedete quei due pecci davanti alle rocce? Tirateli gi. Aveva
parlato in tono sprezzante, perch sapeva che gli indiani erano
pigri e stupidi. Prima che finisse la pipa, i pecci giacevano
a terra l'uno accanto all'altro, cimati e sramati. Aveva cambiato
opinione sugli indiani.
Benda sull'Occhio li aveva incaricati di tagliare pini da alberatura
lungo il fiume St John, nonostante il caldo e gli insetti.
Nel giro di pochi giorni i ragazzi erano tutti incrostati di pece,
una specie di armatura dei taglialegna. Quando erano arrivati,
le candele dei pini stavano germogliando e i grandi alberi
secernevano enormi volumi di polline che offuscavano l'aria,
tanto che i boscaioli, e persino i marinai al largo della costa,
si domandavano cosa fosse quella nuvola gialla che si gonfiava nel cielo.
Quell'estate, mentre loro maneggiavano l'ascia lontano da casa,
Noe, che aveva appena quattordici inverni, era uscita a raccogliere
cipolle selvatiche ed era stata violentata da due ragazzi
dell'insediamento francese, uno dei quali, Dieudonn, il figlio
di un pescatore, era poi tornato pi e pi volte in cerca di piacere.
Noe non riusciva a sfuggirgli. Sembrava che vivesse nel
sottobosco vicino al wikuom. Era ancora un bambino, un giovane
pescatore con la faccia rossa e screpolata e gli occhi guizzanti
come se temesse di veder sopraggiungere un prete. Era
diventato forte a furia di remare e tirare le reti. All'inizio Noe
lo detestava, ma dopo qualche settimana Dieudonn era diventato
affettuoso e Noe, anche se aveva due anni pi di lui,
aveva cominciato a ricambiarlo. Le aveva detto che sperava
di poterla sposare, e che una volta cresciuto avrebbe convinto i suoi genitori.
Quando i fratelli erano tornati dal St John, lo stato di Noe
era evidente. Nessuno vi aveva fatto cenno. Ma il giorno dopo
Elphge l'aveva guardata a lungo, in silenzio. Aveva aspettato.
E lei gli aveva raccontato tutto. A quel punto Dieudonn era
morto da alcune settimane, insieme al padre, allo zio e ad altri
acadiani, i loro pescherecci inghiottiti da un fitto groviglio
di tempesta che aveva disseminato la costa di barche sfasciate.
Noe immaginava che il mare lo avesse ghermito nella sua
stretta inesorabile, cos come il ragazzo aveva ghermito lei. Il
risultato di quella vita spezzata era stato Auguste.
Durante la loro infanzia nella foresta, non immaginavano
certo che sarebbero venuti a stare in riva all'oceano, lontani
dalla casa di Ren e Mari. Eppure erano l. Noe non pensava
che avrebbe avuto un figlio, eppure adesso c'era Auguste. Tutto
questo era accaduto perch Theotiste ed Elphge li avevano portati a Mi'kma'ki, la terra della memoria.
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Capitolo 25. SENSO DI POSSESSO.
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Il grande cambiamento che li aveva resi estranei alla loro stessa
vita era avvenuto a causa di Renardette. Per anni gli avvinazzati
di Wobik erano spuntati barcollando da dietro gli alberi della
vecchia propriet di Ren, in cerca di Renardette. "Dmon"
Meillard era uno dei visitatori pi assidui, e Renardette andava
nei boschi con lui. Il giorno dopo la morte di Ren, Renardette
corse a Wobik da Meillard, un vedovo con la sua stessa propensione per l'alcol.
Achille, Noe e Zoe rimasero soli, nella casa circondata da
una radura sempre pi grande. Achille catturava pesci e cacciava,
tagliava la legna come Ren e faceva la potassa. Vendeva
i suoi prodotti all'ambulante, che nella bella stagione arrivava
con il suo carro una volta ogni mese o due. Noe e Zoe raccoglievano
bacche, primule odorose, felci in primavera, noci, radici
di calamo, podofilli, sassafrasso e diverse cortecce per le
medicine che avevano imparato a preparare dalla madre. Facevano
lo sciroppo d'acero. Avevano un orto, ma era piccolo
e soffocato dalle erbacce, perch avevano ereditato l'antipatia
di Mari per la coltivazione. A volte qualche zucca maturava in
mezzo all'epilobio. Noe fabbricava ceste piuttosto grossolane,
che Achille vendeva all'uomo della potassa. Zoe si occupava
della mucca e la mungeva. Prima ne avevano due, ma una era
morta il mese dopo che Ren era stato ucciso, forse per solidariet,
pensava Zoe, perch lo spirito di Ren potesse venire
consolato dallo spirito amico di una mucca.
La loro vita veniva disturbata dalle visite sgradite di quella
spugna di Renardette e del suo amante. Da principio non era
chiaro perch i due continuassero a tornare alla vecchia casa di
Ren, eppure arrivavano spesso, trascinando damigiane di superalcolici
che offrivano ad Achille. Renardette entrava in casa
con aria da padrona, guardando ogni cucchiaio, ogni tazza di
legno. Spesso esaminava una pentola o uno straccio e diceva:
Questo  mio!. Noe le strappava l'oggetto di mano.
Niente  tuo in questa casa. Qui non c' niente per te.
Questa  casa mia disse una volta Renardette. Ren l'ha
lasciata a me. Mi ha detto: "Renardette, quando non ci sar pi avrai questa casa".
Bugie! grid Zoe.
Vattene! disse Noe, agitando la scopa.
Achille cominci a pensare che gli ubriaconi volessero la casa
e la propriet di Ren, e che per impadronirsene non avrebbero
esitato ad ammazzarli tutti. Si rifiut di bere dalla loro fiasca,
sapendo che l'alcol lo avrebbe reso insensibile e avrebbe
consentito a quei due di massacrare lui e le sue sorelle, dando
poi la colpa ai cacciatori di taglie. Piano piano si convinse che
erano stati loro a uccidere Ren.
Le storie sulla coppia di alcolizzati, insieme alle voci secondo
cui avevano intenzione di uccidere Achille e le gemelle e
impadronirsi della propriet, viaggiarono verso est fino a raggiungere
Elphge e Theotiste. I due fratelli vennero a sapere
che Renardette si proclamava padrona della casa.
Sono bianchi e pensano di poterla prendere disse Elphge a Theotiste.
Probabilmente ci riusciranno.
Elphge era turbato dall'idea della propriet ereditaria. Quella
casa era mai appartenuta davvero a Ren? O a Trpagny?
Era tutta roba francese, idee francesi, usanze francesi. Usanze
inglesi, parole inglesi, parole francesi. Usanze degli invasori.
I due fratelli maggiori avevano vissuto per alcuni anni a Odanak,
il villaggio indiano in cui abitavano abenaki, mi'kmaq e altre
trib, che combattevano per i francesi e attaccavano gli insediamenti
della Nuova Inghilterra per riscuotere le taglie sui
prigionieri. Le trib, un tempo nemiche, erano unite dall'afflizione
per la marea di coloni bianchi che aveva sommerso le loro terre ancestrali.
A Odanak, Theotiste si era sposato e aveva avuto un figlio,
che era morto di morbillo a tre anni, due giorni dopo che quella
malattia fulminante si era portata via anche la madre. Elphge
era riservato a proposito di donne, persino diffidente, a causa
della lunga infatuazione per la moglie pi giovane del sagmaiv Sosep, l'anziano capo del distretto.
Un giorno Theotiste and da Elphge, che era seduto in riva
al fiume a fabbricare il manico di un coltello ricurvo. Fratello
gli disse, ho pensato molto al nostro fratellino e alle nostre
sorelline, Achille, Noe e Zoe. Credo che dobbiamo andare a prenderli.
Oh disse Elphge. A prenderli? Per vivere qui tutti insieme
come una famiglia? A Odanak? O stai parlando di andare a trovarli?
No. Voglio che siamo uniti. Voglio tenerli con noi dovunque
andiamo. Fanno parte della nostra banda. Ho sempre meno voglia di rimanere a Odanak.
Elphge non rispose, e dopo un lungo silenzio Theotiste disse: Forse non  una buona idea.
Elphge lo guard. Fratello, tu hai sempre buone idee. Penser
a quello che hai detto. Dopo un po' disse: Forse  giusto tornare nella terra di nostra madre.
Theotiste disse: Qui siamo degli indiani qualunque. L saremo dei mi'kmaq.
Elphge tacque a lungo. Non gli piacevano le "conversazioni" da bianchi.
Ren era un brav'uomo disse infine.
 vero. Ti ricordi quell'inverno quando gli abbiamo regalato
un serpente e gli abbiamo insegnato a giocare a serpente
di neve, e lui non voleva smettere neanche al tramonto?
S. Trpagny gli ha buttato il serpente nel fuoco.
Poco male, era solo un bastone. Maman gliene ha intagliato
uno migliore. Andava pi lontano. Me lo ricordo bene. Guard
il fiume. I figli della stessa madre devono stare insieme.
Abbiamo lo stesso sangue. Elphge annu e si rimise al lavoro.
Alcuni giorni dopo Theotiste gli parl ancora. Cominciamo
a portarli qui a Odanak. Poi andremo con loro nella terra di nostra
madre e costruiremo una casa laggi. Alcuni mi'kmaq di
Odanak verrebbero con noi. Sosep vuole tornare. Forse l troviamo
delle mogli. Io ero felice quando mia moglie era con me.
S, una donna mi'kmaq. Ma le nostre sorelle e nostro fratello verranno con noi, abbandoneranno la casa di Ren?
 solo la casa di un bianco.
I pensieri di nostra madre andavano sempre al territorio
della sua infanzia. Lo chiamava "la terra felice".  quello il nostro
posto, pi di Odanak. Anche se Sosep dice che  cambiato
molto e ci sono tanti problemi.
Sar bello. Ho sognato che sar bello.
Elphge accett l'idea del fratello e disse: Allora andiamo,
prima a casa di Ren e poi a Mi'kma'ki.
Trovarono il villaggio di Wobik assai cresciuto, con molte strade
serpeggianti in ogni direzione. La foresta, che un tempo lo
circondava, ora cominciava quasi un miglio oltre la casa pi lontana.
Dormirono nel bosco. Elphge si svegli e alz lo sguardo
verso le stelle, uccelli di fuoco che chiudevano gi le ali. Era
l'ora detta wopk, quando il buio s'ingrigiva, le tremolanti sagome
notturne si solidificavano lentamente e riprendevano la
loro forma diurna. Theotiste si alz e stiracchi le lunghe braccia, tendendole sopra la testa.
Sar una bella giornata disse, sempre speranzoso.
Come sempre, a casa di Ren un filo di fumo si levava dal buco
nel tetto. Theotiste spinse la porta. Vedendolo entrare, Noe, che
stava preparando la polenta, lasci cadere il cucchiaio. Fratello!
Mi hai spaventata. Sai come  morto nostro padre... pensavo...
Zoe arriv con un secchio di latte appena munto. Strill di
gioia e abbracci prima Theotiste e poi Elphge. Il suo grido
richiam Achille, che stava aggiustando le trappole per le anguille in riva al fiume.
Achille era un ragazzo cos bello che guardarlo faceva male
agli occhi. Era alto e muscoloso ma flessibile come l'acqua, con
una figura perfetta, I suoi capelli lucidi ondeggiavano al vento,
i suoi occhi scuri avevano uno sguardo cordiale e divertito.
La sua bocca, come quella di Mari, si curvava agli angoli, e
chiunque lo vedesse sorridere pensava a lei.
Le gemelle, ancora bambine, assomigliavano pi a Ren, con
ispidi capelli neri e occhi a mandorla. Si davano da fare come
tutte le donne: piegavano, avvolgevano, raccoglievano e passavano,
porgevano e prendevano, accarezzavano, scodellavano
prelibatezze e le offrivano ai fratelli.
I fratelli maggiori si guardarono intorno e videro gli oggetti
della loro infanzia. Theotiste scorse il vecchio tavolo segnato
dal coltello e ricord Mari che lo puliva con una pezza di cuoio
inumidita. E piatti di legno fabbricati da Ren, che lui stesso
aveva levigato con una pietra a grana fine. Il vecchio wikuom di
Mari era risprofondato nella terra, ma loro ricordavano quando
ci dormivano dentro da bambini, ricordavano i raggi di luna
che penetravano come dardi nei forellini delle pareti.
Fratelli disse Achille, devo badare alla potassa. Andiamo
a parlare fuori. Camminarono per un po' fino al pentolone
della potassa. Achille ne rimest il contenuto con un bastone.
 la nostra fonte di denaro... questa, e la legna che taglio.
Denaro!, pens Theotiste con disprezzo, ma non disse niente.
Parlarono per tutto il giorno e buona parte della notte. Achille
disse: Dopo che Renardette se n' andata, abbiamo bruciato
il suo maledetto birrificio. Ma gli uomini continuavano a uscire
dai boschi per cercare la birra... e lei. Theotiste scorse qualcosa
che luccicava sulla mensola in alto di fronte alla porta.
Qualcosa che sembrava un piccolo occhio di serpente, pens.
Nessuno qui si  sposato disse Elphge.
Ah fece Achille, le ragazze di Wobik non sono mi'kmaq.
Non dovrei trovare una ragazza mi'kmaq?
Theotiste annu. Tutti dovremmo. Anche Elphge.
Oh fece Elphge.
Io e Zoe non troviamo un brav'uomo da sposare disse
Noe. Viviamo nella foresta, e gli unici che passano di qui sono cattivi.
Allora forse questo posto non va bene per voi? chiese Theotiste.
No, no. Non va bene, anche se da bambine ci piaceva, ma cosa possiamo fare?
Vogliamo che venite con noi disse Elphge, come se l'idea
l'avesse avuta lui. Io e Theotiste siamo pi grandi, ma siamo
vostri fratelli di sangue e ci prenderemo sempre cura di voi.
Era stato un lungo discorso, per uno come lui.
Theotiste parl con sicurezza. Abbiamo intenzione di cercare
la terra di nostra madre. Anche se  cambiata, deve esserci
un posto per noi fra la nostra gente. I mi'kmaq vivono ancora
l, forse troveremo anche dei parenti. Ho parlato molte volte
con i mi'kmaq di Odanak. Alcuni di loro verranno.
Achille annu.
 stata una visione a dirmelo disse piano Theotiste. Prima
veniamo a prendervi, poi andiamo tutti a Mi'kma'ki. L'ho
vista bella e serena come la descriveva nostra madre.
Ma cosa ne facciamo della casa di pap? domand Achille,
con un gesto della mano che comprendeva la casa, il fiume,
l'erba, il pentolone della potassa pieno del frutto del suo lavoro.
Elphge, un po' rattristato, pens che forse Achille era pi
francese che mi'kmaq. Se credi all'idea di propriet dell'uomo
bianco, puoi venderla disse. Oppure, se sei diverso, lasciala
e vieni con noi. Quali sono i tuoi pensieri?
Era chiaro quali fossero i pensieri di Achille. Non poteva andarsene
cos, dopo anni passati a tagliare e bruciare legna. Aveva
sposato l'idea che la cenere avesse un valore. Aveva il senso
del possesso. Elphge si domand se tutti i mi'kmaq si stessero
trasformando in francesi, bramosi di soldi e merci. Pochi
sapevano resistere al lusso, e Achille, Zoe e Noe erano mtis, mezzi francesi e mezzi mi'kmaq.
Theotiste annu. Puoi venderla. Quel vecchio capitano  ancora vivo? Bouchard?
Era vivo la settimana scorsa rispose Achille.  molto vecchio
ma forte. S, lui avr qualche idea.
Vuoi andare a trovarlo e chiedergli cosa puoi fare con questa
propriet, con questa triste terra devastata? Forse sapr aiutarci.
Il mattino seguente Achille e Theotiste partirono per Wobik
con la canoa di Ren, ma dopo meno di tre miglia qualcosa fischi sopra le loro teste.
Vite! A riva! disse Achille a denti stretti, virando sotto un
salice. S'infilarono tra i rami graffianti, poi sgattaiolarono a
riva, trascinandosi dietro la canoa.
La foresta  piena di cacciatori di taglie. Lasciamo qui la canoa e andiamo a piedi. Ma stiamo attenti.
Theotiste gli tocc la spalla in segno di assenso, poi partirono a zigzag fra gli alberi.
Cosa, vendere la casa di Ren? disse il capitano Bouchard.
Si pu fare. C' un uomo, Jean Mague, un agricoltore francese
che cerca una propriet con un pezzo di terreno disboscato
e una casa. Non intende sprecare gli anni migliori della sua
vita abbattendo alberi. Credo che pagherebbe un buon prezzo.
Tra poco verr qui. Jean Mague, aggiunse Bouchard, era
accompagnato da due fratelli, pi tre figli adulti e due nipoti
con le rispettive consorti. Erano un gruppo di gente forte, abile
con le armi da fuoco. Il vecchio stava ancora parlando quando
Jean Mague entr. Aveva una faccia senza labbra, gambe e
braccia lunghe come i pali di un wikuom.
Mague era interessato alla casa di Ren Sel, e non capiva
come mai fosse finita in mano agli indiani. Gli piaceva l'idea
di una robusta casa francese, con un pentolone per la potassa
e un terreno disboscato. Squadr Achille e Theotiste con una
certa insolenza, ma accett di tornare indietro con loro per vedere la propriet di Ren.
Vi dir una cosa dichiar quando gli accennarono alla
morte di Ren. I cacciatori di taglie non molesteranno mai la
mia famiglia. E poi, visto il tipo che era, si pent di non aver
portato perline e whiskey scadente da barattare. Prese il fucile e li segu.
Prima di arrivare in vista della casa, Theotiste corse avanti.
Scav rapidamente nel terreno e mise nello zaino di vimini
quel che trov, poi si precipit in casa per dire a Elphge e alle
sorelle che stava arrivando Jean Mague. Noe fil nella stanza
sul retro e rovist in cerca della scatolina di corteccia di betulla
decorata con aculei d'istrice, un ricordo d'infanzia di Mari
al quale era molto affezionata. Theotiste allung la mano verso
la mensola in alto e afferr il vecchio serpente di neve di Ren.
Uscirono per raggiungere Achille, che stava parlando con Jean
Mague; il nuovo arrivato si guardava intorno, con gli occhi socchiusi
e l'aria di uno che non si fa imbrogliare. La sua andatura,
spalle dritte e lunghi passi pesanti, era gi quella del padrone.
Gli daremo la mia potassa? chiese piano Achille a Elphge.
S.
Prima ancora che cominciassero a discutere il prezzo vennero
interrotti da Renardette e Dmon Meillard, usciti dal bosco in
groppa a un cavallo nero. Erano sobri e truci. Dmon, con la
faccia a forma di nocciola arrossata dal rum, il mento sfuggente
nascosto da un'appuntita barbetta nera, parl solo con Jean
Mague, dicendo che il proprietario precedente, Ren Sel, aveva
trasmesso il titolo di propriet a Renardette, la figlia adottiva.
Ren e Renardette, disse Dmon con aria d'intesa, erano
francesi al cento per cento. La propriet apparteneva a Renardette,
non a quei mezzosangue indiani che la occupavano abusivamente,
dicendosi figli di Ren. Una palese menzogna. Quale
indiano conosceva i propri genitori? Nessuno!
Dmon parl direttamente a Jean Mague. Renardette vi vender
questa bella propriet. Registreremo la vendita nel grande
libro mastro del capitano Bouchard in modo legale e vincolante.
Questo  un affare da bianchi. Quegli indiani non hanno
alcun diritto, non sono niente. Niente di niente.
Achille sussurr a Theotiste: Ma nel libro mastro non era
scritto che la casa apparteneva a Ren? E che Ren ha sposato
Mari, nostra madre, secondo la legge dell'uomo bianco?.
Theotiste sussurr in risposta: Pu darsi, ma quando l'ho
chiesto al capitano Bouchard, lui  andato nell'altra stanza con
il libro mastro, e dopo un po'  uscito e mi ha mostrato che non
c'era niente. Ma io ho visto dei pezzetti di carta strappata tra
una pagina e l'altra.
Alla fine Dmon e Renardette Meillard andarono sotto gli
alberi con Jean Mague e conclusero l'accordo. Si strinsero la
mano, poi si girarono verso Elphge, Theotiste, Achille, Zoe e
Noe. Jean Mague disse: Ho concordato l'acquisto con i legittimi
proprietari. Adesso andatevene. Alz il fucile, gi pronto
e carico, e se lo appoggi sulla spalla.
Achille s'irrigid per la rabbia, ma Elphge gli tocc il braccio
e disse sottovoce: Fratello,  solo una casa da bianco. Tu
non puoi rimanere legato a un pentolone della potassa. Andiamo
via. Cacceremo e combatteremo. Non bruceremo alberi
per ricavarne della cenere sporca.
Achille parl con voce tesa. Aveva il sangue pieno di veleno.
E chiaro che il capitano Bouchard li ha informati, poi ha
eliminato la concessione di Ren dal libro mastro. Era amico
di nostro padre perch era un wenuj bianco. Ma la sua amicizia
per noi e per nostra madre era falsa.
Che importanza ha? Davanti a te ci sono molti anni di caccia.
Avrai una vita migliore.
Achille tacque per parecchi istanti, poi disse: Verremo con
voi nella terra di nostra madre.
Bene. Prima andiamo a Odanak.
...
.
...
Capitolo 26. MI'KMA'KI.
...
.
...
Zoe, Noe e Achille erano intimiditi dalla confusione di Odanak,
a cui non erano abituati. Il villaggio, fatto di wikuom e di qualche
capanna di tronchi, pullulava di persone che lavoravano,
cucinavano, ammorbidivano pelli, fendevano assi per ricavarne
centine per le canoe, estraevano grovigli di radici sgargianti
dai pentoloni per la tintura. Due uomini giocavano a waltes,
facendo saltare i dadi d'osso ogni volta che sbattevano gi la
ciotola di legno. Jen, una mi'kmaq dalla faccia rotonda, madre
di tre figli, guard Zoe e Noe e i loro sudici vestiti da bianche.
Sedetevi. Mangiate disse. Siete brave ragazze forti che
faranno il viaggio fino a Mi'kma'ki. Zoe e Noe, affamate di
compagnia femminile da anni, cominciarono a sciogliersi. Noe
aveva portato tre delle sue ceste e le offr alle donne, che per
non apprezzarono; le mostrarono alcuni manufatti realizzati
dalle abilissime cestaie di Odanak, come un contenitore ovale
di corteccia di betulla, cucito con radici di peccio e lavorato
con motivi cos intricati che lo sguardo non riusciva a contenerli.
Noe tocc una cesta con un bordo decorativo di radici
nere magistralmente intrecciate. Alcune erano minuscole, fatte
di erba del bisonte, altre erano ornate da strisce di corteccia tinte di rosso e verde.
Vorrei imparare a fabbricare delle ceste cos belle disse
Noe, prendendo a calci i suoi tentativi malriusciti.
Ti insegneremo noi disse una ragazza massiccia dalle
mani callose, che poi le raccont la storia di Ai'ip, la donna pigra
che, strappando le radici e attorcigliandosele intorno alle
dita, aveva finito per fabbricare la prima cesta. Nessuno sapeva
dare un nome a quell'oggetto. E dovettero chiamarlo "la cosa fatta di radici".
Tutti questi nuovi pensieri mi lasciano senza fiato disse
Zoe. Noi non sappiamo niente. D'altronde avevano solo dieci inverni.
Theotiste, Elphge e Achille volevano partire subito per
Mi'kma'ki, ma Sosep, il vecchio sagmaw, li prese in disparte e parl loro a lungo.
Io vengo con voi. Ma non va bene andare adesso, quando
l'inverno sta avanzando. Non c' niente da mangiare laggi in
inverno. La gente risale il fiume. Meglio aspettare la primavera.
Achille era impaziente di partire.
Come sarebbe, non c' cibo a Mi'kma'ki? Nostra madre
Mari diceva che era un posto di grande abbondanza, con pesci,
aragoste, ostriche e altri molluschi, uccelli a migliaia, piante
succulente. Sosep lo sent e si mise a ridere. Mi'kma'ki 
un posto per l'estate. L'inverno  molto duro, a meno che non
catturi dieci alci e sedici orsi.
I Sel aspettarono a Odanak per pi di quattro lune. Theotiste,
Elphge e Achille cacciavano e pescavano, parlavano
con gli uomini della strada migliore per raggiungere Mi'kma'ki.
Le donne aiutavano Noe e Zoe ad asciugare e affumicare
la carne di cervo e di anguilla per il viaggio. Noe, decisa
a diventare una brava cestaia, lavorava fino a farsi venire le vesciche alle dita.
L'imminente viaggio verso il paese materno insieme ai fratelli
maggiori riempiva di pensieri le due gemelle. Da Mari
avevano saputo come si chiamavano le varie parti della loro
terra d'origine: il Posto delle Patate Selvatiche, il Territorio del
Conciatore di Pelli, la Terra della Nebbia. Stavano abbandonando
i ricordi della loro infanzia nella foresta. Ma la primavera non arrivava mai?
Un giorno Theotiste disse a Zoe che lo spirito di Mari sarebbe
stato sicuramente laggi, negli alberi e nelle erbe selvatiche,
forse nelle rocce, nei pesci e negli animali. Si sarebbero ricongiunti a lei.
Mi dispiace che non abbiamo portato le ossa di Maman disse Zoe.
Theotiste annu. Le ho portate io disse.
Bene! esclam Zoe. Un momento dopo aggiunse: Mi dispiace
di non aver portato quel cestino da parete che Maman
aveva fatto per il pettine di Ren.
Ne far uno Noe. Ci metteremo dei pettini nuovi.
Quando infine partirono, l'amica della moglie morta di
Theotiste and con loro, insieme al vecchio Sosep, che aveva
una solida reputazione di trappolatore e una vacillante reputazione
di sagmaw. Aveva una faccia seria, coperta di cicatrici,
i denti grandi e gialli e gli occhi neri, che teneva socchiusi
perch gli stava calando la vista. Il suo contegno austero indicava
forza di carattere e saggezza.  bene che avete aspettato.
Forse anche adesso  troppo presto. Ma possiamo muoverci.
La mia fila di trappole  ancora nella terra dei mi'kmaq,
se quei francesi non ci hanno costruito sopra le loro case quadrate.
Desidero tornare laggi. Volevo vedere Odanak, ma anche
qui ci sono i bianchi. Il peggiore  quel prete, padre Lacet.
Imit l'espressione subdola del prete, le sue mani sempre in
movimento. Sta forando tutte le ciotole del waltes, per impedirci
di riempirle d'acqua e usarle per la divinazione. Vi aiuter.
So dove metteva le trappole vostro padre, perch me lo ha detto suo fratello.
Suo fratello! esclam Theotiste. Abbiamo uno zio? Vivo?
Molto vivo. Cache Emil. Vi mostrer quel posto e anche altri.
Ma oggi li vogliono anche i bianchi. E li prendono senza
chiedere per favore. Li prendono e basta.
Per Theotiste ed Elphge era una notizia sconvolgente. Avevano
sempre creduto che il padre, del quale non serbavano alcun
ricordo, e tutti i suoi parenti fossero morti. Quel magico
zio era la prova che avevano preso la decisione giusta.
Sosep disse: Entreremo nel territorio alla fine della stagione
della neve. Dobbiamo fabbricare delle racchette, visto che
non le avete portate dal posto dove eravate prima. E si sedette
insieme a Elphge, Theotiste e Achille a preparare i telai in
legno di frassino, mentre Zoe, Noe e l'amica della moglie di
Theotiste intessevano le cinghie di pelle di carib in una rete
a maglie strette, per sostenere meglio il carico.
Si incamminarono verso l'oceano, che nessuno dei Sel aveva
mai visto se non nella propria immaginazione. Il viaggio
fu duro per il fisico e tortuoso per la mente. Si cibavano della
carne secca e del mais che avevano portato, perch in quel periodo
dell'anno le creature selvatiche erano ancora nel cuore
della foresta e le piante non erano spuntate dal terreno. Ogni
mattina i torrenti erano orlati di ghiaccio. Ma la seconda settimana
Theotiste prese due grassi castori.
L'inverno ritorn con una tempesta di neve, un vorticoso
ammasso di fiocchi che si accumulavano dietro i ceppi coprendo
ogni cosa. Quando la tempesta fin e la notte divent chiara
come il giorno per la luce lunare riflessa dalla neve, il freddo
aument. Per due volte, nelle settimane successive, dovettero
erigere un wikuom provvisorio per ripararsi.
Oh, la primavera  in ritardo. Se nevica ancora disse Sosep, dovremo costruire un toboga.
Forse non nevicher disse Theotiste.
Forse domani il sole non sorger borbott Sosep.
Ho fame disse Noe.
Sosep rise. I mi'kmaq possono sopportare la fame per molto tempo senza morire.
Nei giorni d'attesa dentro il wikuom, Noe e Zoe tormentarono
Theotiste ed Elphge per farsi ripetere cosa raccontava Mari su
Mi'kma'ki. Non si stancavano mai di sentir parlare delle piante
di mirtilli, delle bacche di sambuco con le ombrelle pendenti,
dei frutti dell'amelanchier e del prugnolo, dei succulenti gamberi
di fiume, dei castori arrosto, delle anguille grassissime, persino
dei trichechi dalla carne oleosa, tutti parte della ricca vita
di Mi'kma'ki, dove bastava uscire dal wikuom per catturare un
bel tacchino grassoccio. Pi tardi Elphge si sarebbe chiesto se
non fosse stato un errore riempire le loro teste di storie su un
mondo estivo, cos diverso da quello che trovarono una volta
raggiunta la meta. Altri invece raccontarono le storie dei tempi
del dio Kluskap, quando i mi'kmaq erano un popolo felice.
Ascoltate disse Sosep. Questo  un brutto momento per tornare
nel nostro paese, e non solo per il freddo fuori stagione.
Non sapete che il re francese ha dato le nostre terre agli inglesi?
Theotiste lo guard. Com' possibile? Il re francese non pu
cedere quel che non  suo. Quella terra  nostra.
 successo alcuni inverni fa. Non se n' parlato a Odanak?
Le credevo chiacchiere senza senso. Ho sentito che gli inglesi
hanno preso Port Royal, ma tu hai detto "le nostre terre".
S.  la nostra terra, ma francesi e inglesi stanno avanzando.
Per i francesi siamo solo soldati da arruolare, e le nostre donne
sono buone solo per scopare. Per i preti siamo un bottino per il
loro Dio, come pelli di castoro. Non ci considerano degni di rispetto.
I francesi ci usano come protezione. Non capiscono che
siamo alleati del re francese, non suoi sudditi. Non abbiamo obblighi
nei suoi confronti. Ecco perch ci fa dei regali: per comprare
i nostri favori. Ora gli inglesi pretendono ancora pi terre di
quelle che il re francese ha ceduto loro senza averne il diritto.
Sosep si interruppe, alz il mento. E gli inglesi non fanno regali.
Ma i mi'kmaq stanno tornando laggi. Come noi. E ho sentito
che spesso francesi e mi'kmaq si sposano fra loro. Come Ren, che ha sposato nostra madre Mari.
S,  vero. Ed  un bene, perch siamo rimasti in pochi. Adesso
che i castori sono diminuiti dovremo pur sposare qualcuno,
ah ah! Ho paura che presto gli inglesi costruiranno le loro case sui nostri terreni di caccia.
Ho sentito che alcune famiglie francesi abitano vicino ai mi'kmaq e non sono ostili.
Pu darsi, i francesi sono nostri amici - pi o meno - da
molto tempo, ma adesso gli inglesi credono che sia tutto loro.
I coloni occupano le nostre terre. Il re inglese paga bene per
gli scalpi dei mi'kmaq. Cos noi facciamo guerra agli inglesi.
Molti mi'kmaq combattono in canoa. Siamo bravi guerrieri e
catturiamo molte barche inglesi. Ma siamo pochi. E ci ammaliamo spesso.
Raggiunsero la terra dei mi'kmaq alla fine di marzo, con la primavera
che fremeva dietro il vento. La migrazione degli uccelli era cominciata. Videro tanti pesciolini risalire la corrente di
un ruscello. Sosep indic una decina di famiglie francesi che
vivevano lungo la riva. Parl delle foreste che avevano fornito
bacche e radici commestibili a tante generazioni, ma avvert
che adesso molti terreni erano stati arati e convertiti a campi
di mais e rape. Gli acadiani francesi avevano prosciugato
le paludi salmastre per coltivare fieno salato per il loro bestiame.
La selvaggina pi grande, alci, carib e orsi, si era ritirata.
I castori erano drasticamente diminuiti a causa della caccia
intensiva, perch le loro pelli si potevano barattare con fucili
e pentole di metallo. S, il castoro era diventato una moneta di
scambio per l'uomo bianco, e ormai non si usava pi deporne la pelliccia sulle tombe.
Per disse Theotiste, possiamo barattare carne con mais
e rape. Agli acadiani piace la carne di cervo, no? Come a noi
piace il pane. E il cielo e la terra saranno gli stessi di sempre,
perch n i francesi n gli inglesi hanno il potere di spianare
le scogliere, di prosciugare l'oceano o di divorare il cielo. Non possiamo vivere uno vicino all'altro?
Non abbiamo molta scelta disse Sosep con aria accigliata.
E l c'erano cos tanti uccelli che il cielo crepitava, cos tanti
pesci che la baia ribolliva come un calderone. Sarebbero bastati per tutti.
Malgrado le lamentele del vecchio per la rovina generale, i
Sel erano sbalorditi dall'abbondanza di risorse di Mi'kma'ki.
La grande baia forniva tutto il necessario, con le sue forti maree,
gli estuari e le isole, i fiumi e l'oceano pieno di nutrimento.
I nuovi arrivati contemplavano le onde frangersi senza sosta,
guardavano a bocca aperta la bassa marea che scopriva
miglia e miglia di costa fangosa, crivellata di forellini dai quali usciva il sibilo dei granchi della sabbia. Altrettanto affascinante era il rapido ritorno dell'oceano, l'acqua salata che risaliva di soppiatto.
Dovettero imparare a conoscere quel nuovo paese, le sue scogliere
rosse, le maree mutevoli, le stagioni dell'aringa e deliziosa,
un andamento del clima e delle tempeste diverso da quello
che conoscevano. Da principio l'oceano sembrava onnipotente,
ma poi giunsero alla conclusione che la vera ricchezza di
Mi'kma'ki erano i fiumi. Dovettero imparare i nomi di pesci
sconosciuti. Al largo nuotavano diversi tipi di grandi balene,
focene e delfini. C'erano varie specie di foche, aragoste grandi
come donne. I Sel, che erano sempre stati cacciatori, dovettero adeguarsi in fretta.
Videro che gli sciocchi acadiani erano diligenti orticoltori,
e per questo si sentivano superiori. I mi'kmaq rimasti vivevano
ai limiti delle vecchie zone di caccia, tenendosi lontani dai coloni francesi.
Ma noi nuovi arrivati non abbiamo un wikuom. Non abbiamo
un riparo disse Noe, che anelava alla stabilit di un wikuom
o addirittura di una casa. Una casa da bianchi era impossibile,
lo sapeva. A Odanak c'erano alcune di quelle strutture geometriche,
ma l la gente le disprezzava, e poi c'era il precedente
del giovane cacciatore mi'kmaq che qualche anno prima era
andato in un insediamento di bianchi e aveva visto gli inglesi
bere acqua marrone da una bella ciotola con uno spesso bordo
azzurro. In qualche modo il ragazzo era riuscito a impadronirsi
di quella ciotola - o di una simile - e l'aveva riportata
a Mi'kma'ki. I suoi vicini lo avevano visto bere dalla ciotola
e, scandalizzati e offesi da quel tradimento delle usanze tradizionali,
lo avevano ucciso. L'oggetto ripugnante era stato fracassato contro una pietra.
Ma adesso disse la vecchia nonna Loze, due famiglie hanno quelle ciotole e nessuno le ha uccise. Tutto cambia.
...
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...
Capitolo 27. CONSANGUINEI.
...
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...
Con modi un po' cerimoniosi, Sosep present Elphge e Theotiste
a Cache Emil, lo zio. Cache Emil, un vecchio alto e forte,
con le spalle massicce e una faccia dalle rughe cos profonde
che sembravano scavate con la selce, si fece avanti e appoggi le mani sulle spalle di Elphge.
S disse. Vi conosco, siete i figli di mio fratello. Spesso la
mia vita  stata afflitta da lutti e tristezza, ma oggi provo tanta
gioia che non ho parole per esprimerla. Strinse a s prima
Elphge, poi Theotiste; aveva le guance bagnate. In quel momento
Cache Emil divenne il centro della loro vita. Avevano
desiderato un padre senza saperlo. Cache Emil disse che aveva
un figlio, Rouge Emil. Il loro cugino, sangue del loro sangue.
Tu disse ad Achille, che aveva solo quattordici inverni.
Tu sei il figlio di Mari, che era la moglie di mio fratello Lolan
prima che lui concludesse la sua esistenza. Ti do il benvenuto.
Quando Rouge Emil ritorner, faremo un banchetto. Ma vieni
con me, Elphge, ti porter nei posti dove un tempo mio fratello,
tuo padre, catturava le sue prede, per le pelli o per la carne.
E in qualche buon posto per le pescaie, alla foce del fiume.
Io e Sosep discuteremo su dove mettere le file di trappole per
Theotiste... e per Achille. Con modi pomposi e formali, Sosep
assegn a Elphge il vecchio territorio di caccia del padre,
e disse a Theotiste e Achille che avrebbero avuto delle zone feconde
confinanti. Nessun prete poteva fare una cosa del genere!.
Ma Rouge Emil fece una smorfia; n suo padre n Sosep capivano
che l'antica usanza mi'kmaq di assegnare territori di
caccia e pesca era decaduta, perch i bianchi l'avevano sostituita
con le loro regole di ripartizione delle terre. Su quei territori
adesso c'erano case, orti e pascoli per le mucche.
Achille rispettava Cache Emil, per gravitava intorno al vecchio
Sosep: non Sosep il sagmaiv, ma Sosep il famoso cacciatore.
Mentre Ren era un taglialegna che andava a caccia solo
per necessit, Achille era stato un bravo cacciatore fin da
bambino. Ora si appassion alla caccia: era la sua nuova identit
in quel nuovo mondo che lo circondava. Lui preferiva appostarsi
e cacciare sulla terra, e lasciare agli altri le creature dei fiumi e dell'oceano.
Durante il banchetto di benvenuto, Theotiste, per il quale l'alcol
veniva da uno spirito maligno, vide Cache Emil bere una
sola tazzina di brandy, mentre Rouge Emil ne buttava gi una dopo l'altra.
Non vuoi bere, cugino? gli domand quest'ultimo, ma Theotiste si gir dall'altra parte.
Ho sempre detestato il whiskey dell'uomo bianco borbott.
Rouge Emil continu a bere finch non si arrese allo spirito maligno e perse conoscenza.
Qualche giorno dopo, molti mi'kmaq li aiutarono a erigere
un grande wikuom ai margini della foresta, abbastanza spazioso
per tutti loro, in un punto affacciato sull'oceano dove un
sentiero scendeva fino alla riva. L seppellirono le ossa di Mari.
Achille, dopo una lunga ricerca, uccise un castoro e ne depose
la pelle sul luogo della sepoltura, come si faceva ai vecchi
tempi, ma qualche giorno dopo la pelle spar. Qualcuno l'aveva presa per venderla.
Achille e Theotiste dissero che in seguito avrebbero eretto
dei wikuom pi piccoli in luoghi adeguati, ma per il momento
era meglio rimanere tutti insieme. Zoe rise nel vedere una
banda di sarte mi'kmaq che cucivano la loro casa come fosse
un vestito, finch non la misero a dipingere la porta di pelle
d'alce con curve e spirali in nero, viola e rosso.
Sorella, non c' mai stato un ingresso pi bello disse Elphge.
Dentro c'era un pavimento di stuoie di canne, con in
mezzo un cerchio di pietre per il fuoco. Dentro c'era silenzio.
Dentro c'era il loro rifugio.
Bel wikuom disse Cache Emil. I francesi si vantano delle
case maestose dei loro lontani villaggi, ma a che serve una casa
tanto alta? Gli uomini non sono cos grandi. Forse ricevono visite
dai giganti? Quelle case non si possono spostare, dicono.
Ma se le loro case e i loro villaggi sono cos belli, come ripetono
spesso, allora perch li hanno lasciati, hanno lasciato mogli
e amici per venire qui? Questi uomini stupidi, irsuti e avidi
devono proprio essere i reietti del loro popolo.
Loze, l'anziana nonna mi'kmaq che era stata a Odanak, dirigeva
il lavoro di cucitura. Ma tutto  cambiato disse, come
diceva sempre. Perch i nostri padri hanno ucciso cos tanti
castori per barattarli con gli europei che i castori si sono arrabbiati
e sono andati via, e adesso ci puniscono con le malattie.
Indic Alit Spot, con le sue ulcere sul collo e sulle mani
che non volevano guarire. Molti vecchi cacciatori di castori avevano
sofferto di quelle piaghe, e quando il male era penetrato
nel corpo erano morti tossendo sangue. Ma voi sapete bene
prosegu Loze, che il castoro, dopo l'anguilla,  la carne migliore
per i mi'kmaq. Abbiamo distrutto il nostro cibo migliore
per barattare la sua pelliccia con l'uomo bianco. Ora questa
gente venuta da lontano cerca di allontanarci dalla costa,
di spingerci verso l'interno, dove vivono gli insetti che pungono.
Qui, vicino all'oceano, la brezza calma gli insetti. Qualcuno
le aveva raccontato, aggiunse in tono invidioso, che certi
mi'kmaq avevano sparato alle mucche dei coloni, ma i soldati
francesi avevano arrestato i cacciatori. Dovevano arrestare
le mucche. Poi disse che da bambina le avevano mostrato
dove cresceva la magica pianta a sonagli - mededeskoo'i -, che
curava molte malattie e addirittura esaudiva i desideri. Anche
allora era difficile trovarla. I racconti di Loze terminavano
sempre con la frase: Cos era molto tempo fa. S, quella era la vecchia vita.
Quando arriv la bella stagione, durante la bassa marea
Loze and con i Sel per insegnare loro a catturare i molluschi,
affondando con i piedi nella sabbia bagnata della riva mentre
gli uccelli marini fuggivano lanciando grida di avvertimento.
Mostr a Noe le conchiglie da cui si ricavava la bella tinta color porpora tanto amata dai mi'kmaq.
Un giorno ti insegner come si fa disse la vecchia, e poi
esort tutti a raccogliere bracciate di alghe, per insaporire i molluschi
che avrebbero cotto al vapore su pietre roventi.
Pass l'estate, pass l'autunno. Arriv il momento di rinforzare
i wikuom con pelli e pali pesanti. Le strolaghe lanciavano richiami
con voci da tempesta, segno che l'essere ultraterreno senza
gambe, Coolpujot, stava per mandare i venti invernali. Il freddo
e la neve sempre pi alta facilitavano la caccia. Achille andava
nei boschi con le racchette e passava molte notti all'aperto.
In gennaio and a caccia di foche sul ghiaccio con Rouge Emil,
anche se preferiva cacciare con Sosep, che chiamava nikskamich,
nonno. Non fumava la pipa perch ottundeva i sensi. Rabbrividiva
al ricordo di quando rimestava il pentolone di potassa
puzzolente. Anche se gennaio e febbraio erano i mesi migliori
per cacciare gli alci, perch i cani potevano spingerli nella neve
alta dove si muovevano a fatica e diventavano facili bersagli,
Achille li uccideva in tutte le stagioni. D'estate prima di uscire
a caccia faceva un bagno di vapore, poi si strofinava addosso
foglie e terra per attenuare il suo odore umano. A differenza
degli altri cacciatori, lui usava i cani solo d'inverno; nelle altre
stagioni fiutava gli alci da lontano e ne conosceva intenzioni e
abitudini. Il vecchio Sosep disse a Cache Emil che Achille era
un cacciatore come ne nascono di rado, quasi un megumoowesoo,
uno di quei fortunati mi'kmaq ai quali Kluskap conferiva capacit
straordinarie. Ma ad Achille disse, scherzando: Ora devi
sposarti, per avere una donna a cui portare la carne da cucinare.
Devi imparare a suonare il flauto per attirare quella donna.
In primavera Achille and con Rouge Emil su un'isola dove
nidificava l'apagtuey, l'alca impenne. Ne presero due a testa,
perch gli uccelli erano buoni da mangiare e con le loro gole si
fabbricavano ottime faretre. Ma l'anno dopo tornarono sull'isola
e non ne trovarono nessuno, solo un cumulo di penne e
ossa, perch i balenieri inglesi e bostoniani erano arrivati prima di loro.
Piano piano la gente cominci a dire che Achille non si interessava
alle ragazze mi'kmaq perch era sposato con un team,
un alce. Il ragazzo cominci a viaggiare nell'entroterra, e una
volta and lontano, verso nordovest. Al ritorno da un lungo
viaggio prese in disparte Elphge e gli disse che il capitano
Bouchard non avrebbe pi tradito i mi'kmaq, perch la sua
lingua si era staccata ed era caduta a terra.
Elphge annu e disse: Molto bene, fratello mio.
A Mi'kma'ki c'erano pi uccelli che nelle foreste della Nuova
Francia, eppure, ogni volta che cominciavano le migrazioni
annuali, i Sel rimanevano sbalorditi nel vederne cos tanti,
numerosi come i fiocchi di neve in una bufera, l'odore dei loro
corpi intensificato dal battito di milioni di ali. Sembrava che
ogni uccello del mondo fosse l, soprattutto i piovanelli, che ricoprivano
il litorale come un'enorme, fremente trapunta grigia,
ingozzandosi di granchi della sabbia. Si riversavano fuori
dal cielo del Sud come onde crestate di spuma. Era la stagione
degli uccelli arrostiti e cotti al vapore, grigliati e bolliti. I colombacci,
che avevano visto da bambini in Kbec, oscuravano
il mondo. Arrivavano anche gli uccelli rapaci, falchi pescatori
dagli occhi aguzzi, aquile, sparvieri e falchi. Il vecchio Sosep
comment che presto gli europei sarebbero stati cos numerosi
da far concorrenza agli uccelli. Chi lo ascoltava rabbrivid.
Il sagmaw sembrava rimbalzare fra due pensieri: prevedeva
ondate di bianchi in arrivo da oltremare su stuoli di navi,
ma parlava e agiva come se le vecchie tradizioni governassero ancora il loro mondo.
Durante le migrazioni, Theotiste ed Elphge uscivano in canoa
con gli altri. Si sdraiavano in silenzio sul fondo delle imbarcazioni
e lasciavano che la corrente li trasportasse come tronchi
alla deriva verso un grande stormo di anatre addormentate.
Poi Cache Emil e il vecchio Sosep accendevano torce di betulla
e le alzavano nel buio. Le anatre si svegliavano starnazzando
e volavano confuse intorno alle torce, mentre gli uomini pi
giovani le abbattevano a bastonate. In quel modo riempirono
cinque canoe di anatre in una sola notte.
Ora, fratelli grid Elphge, vedrete come mangeremo
bene. Noi non facciamo lunghi viaggi solitari per catturare un
vecchio alce coriaceo, ma partiamo tutti insieme e in poco tempo
prendiamo un bel mucchio di anatre grasse.
Theotiste ed Elphge sedevano nella luce nebbiosa a fabbricare
manici d'ascia, perch i nuovi coloni bianchi che arrivavano
a Mi'kma'ki non pensavano ad altro che ad abbattere gli alberi
per costruire le loro massicce capanne quadrate. Intagliare il legno
nella stessa forma pi e pi volte non era interessante, ma
loro lasciavano la caccia ad Achille, cos silenzioso e furtivo che
poteva avvicinarsi di soppiatto a un tetraone dagli occhi febbrili,
appollaiato su un tronco cavo a esibirsi in un crescendo di battiti
d'ali, e infilargli al collo un cappio di cuoio attaccato a un lungo
bastone. Fabbricare manici d'ascia da vendere per qualche
soldo era utile, perch adesso c'erano molte cose da acquistare,
cose sconosciute ai vecchi tempi. Dovevano possedere pentole
e utensili di metallo, chiodi, filo metallico, attrezzi e armi.
Mentre erano intenti a raschiare e intagliare, un gruppo di
uomini e donne scese gi per il pendio. Una delle donne, Talis, si ferm.
Era alta, con gli occhi sorridenti che si raggrinzivano
agli angoli, i denti perfetti e brillanti.
Perch non mettete via quei pezzi di legno e non ci aiutate ad aggiustare la pescaia?
Gi, perch no? disse Theotiste, alzandosi e mettendo
da parte il manico che aveva cominciato a sagomare. Vengo con voi.
I fiumi di Mi'kma'ki non erano correnti d'acqua solitarie,
ma fili di una grande rete di liquido in movimento che definiva
la terra e si mescolava al mare, fluendo verso l'esterno e riversandosi
verso l'interno con la marea. Ogni rivoletto, ogni
canale rombante, ogni torrente e ruscello, cascata e fiume aveva
i suoi modi e le sue abitudini, e i mi'kmaq dovevano conoscerli.
Quello era il mondo acquatico che Theotiste ed Elphge
cominciavano a conoscere.
Ho la testa piena di storie sui pesci disse Elphge.
S rispose un vecchio muscoloso con i lobi delle orecchie
allungati, finch vivranno i mi'kmaq, vivr la loro conoscenza della pesca.
Il re francese mand denaro per costruire strade nell'entroterra
(dove sperava di spingere i mi'kmaq, disse Sosep), e ora molti
uomini, fra cui Theotiste ed Elphge, quando avevano tempo accettavano
lavori provvisori pagati in contanti, come misuratori
per gli agrimensori e come manovali sulla nuova strada. Un'altra
cosa da fare era abbattere gli alberi, dicevano i nuovi arrivati.
Quando un'impresa di taglialegna bianchi allest una segheria
e cominci a disboscare l'entroterra, i nuovi posti di lavoro
portarono pi soldi da usare alla stazione commerciale. Il missionario,
Pre Crme, esort i mi'kmaq ad accantonare per un
po' caccia e pesca in favore di quell'occupazione. Con i soldi,
disse, potevano comprare maiale salato e farina. Il maiale salato
era disgustoso, ma con la farina si faceva il pane, che loro
avevano imparato ad apprezzare. Elphge, Theotiste e Achille,
che avevano lavorato nella foresta al fianco di Ren, erano
abili con la scure e trovarono lavoro con l'impresa francese
Duquet et Fils. Rouge Emil era meno abile, ma si un a loro. Non
era un'usanza mi'kmaq, per gli sembrava una cosa necessaria.
Chi non era contento dei nuovi arrivati di Odanak era Pre
Crme. Era infastidito dal ritorno del vecchio Joseph, l'uomo
che i mi'kmaq chiamavano Sosep. E la famiglia Sel, che calamit!
Parlavano tutti francese, ed era meglio che gli indiani non
imparassero il francese. I due fratelli pi grandi sapevano leggere
e scrivere con l'alfabeto latino, un grave errore compiuto
da qualche missionario decenni prima. Potevano causare molti
danni e creare problemi. E si rifiutavano di coltivare la terra;
per una parte dell'anno gli uomini lavoravano nei boschi, sui
fiumi o dovunque ci fosse bisogno di loro, riservando l'autunno e l'inverno alla caccia. Pre Crme scrisse:
Cara sorella Marguerite.
Gli indiani hanno tutta la mia comprensione, per sono
difficili. Il punto pi dolente  il loro rifiuto di accettare il fatto
che la terra appartiene all'uomo che la migliora, come dicono le
Scritture. Loro si limitano a pescare (un'attivit da fannulloni)
e vagare per la foresta prendendo animali e piante per il loro
sostentamento, ma quando arriva un uomo bianco e taglia la
foresta asfissiante e invadente, costruisce una casa per la sua
famiglia e un riparo per le sue bestie, gli indiani si lamentano
dicendo che porta via la loro terra, una terra che non hanno fatto
niente per migliorare, lasciando invece che si ricoprisse di alberi
sempre pi fitti. Non capiscono che l'uomo bianco che lotta e si
sforza per ridurre il dominio della foresta ha esercitato il diritto
conferitogli da Dio di impadronirsi della terra disboscata. Dopo
aver subito gli attacchi degli indiani, aver lavorato duramente,
aver sopportato le difficolt di allontanarsi dalla patria per
occupare un posto nelle terre selvagge, il destino dei francesi 
ora quello di possedere questa terra, avendone ricevuto il diritto morale da Dio.
Neppure a Sosep piaceva quello che vedeva. Not subito diversi
cambiamenti negativi. Un colono francese, Philippe Nuli,
aveva ereditato una somma di denaro da uno zio in Francia,
e con quel guadagno inatteso aveva comprato tre mucche, un
toro e due cavalli. Quei grossi animali, lasciati liberi di scorrazzare,
avevano divorato tutte le erbe nutrienti e medicinali
nel raggio di una giornata di cammino.
Quegli animali dovevano essere molto malati disse la
vecchia nonna Loze, perch hanno mangiato le erbe che curano
il mal di testa, la tosse persistente, il prolasso dell'utero,
la febbre, le ossa rotte e il mal di gola. Sosep aggiunse che le
mucche, una volta macellate e messe in pentola, erano identiche
all'alce e al carib, anche se meno saporite. Ma era meglio non dirlo in giro.
Altri acadiani, invidiosi della mandria di Nuli, comprarono
maiali. Non avevano bisogno di pascoli n di recinti perch ingrassavano
con il foraggio della foresta, e ben presto impararono
a dissotterrare i molluschi. Ora le donne mi'kmaq facevano
fatica a trovarne, perch quando calava la marea i maiali
si precipitavano sulla spiaggia e si mettevano a grufolare. Poi
accadde una tragedia: un maiale aggred e uccise un piccolo
mi'kmaq, che era rimasto indietro sulla spiaggia per imitare
le raccoglitrici di molluschi. Quando le donne si accorsero di
quel che stava succedendo, il bambino era gi stato ucciso e parzialmente divorato.
Ci volevano ore, addirittura giorni, per trovare molte cose
che un tempo erano diffuse, mentre non mancavano erbe nuove,
come malva, acetosa, ortica, cicerbita, centinodia, brionia e
l'aggressivo trifoglio. Una sera, dopo aver caricato la pipa ricavata
da una chela di aragosta con una presa di tabacco selvatico, Sosep parl.
Condividiamo la nostra terra con i wenuj, e loro prendono
sempre di pi. Le loro bestie distruggono il nostro cibo, le
loro reti catturano i nostri pesci. Portano piante che sconfiggono
le nostre piante. Molti di loro non ci vogliono male, per
sono tanti e noi siamo pochi. Diventeranno una grande ondata
che ci spazzer via. La voce profonda e intensa trasmetteva
il suo potere spirituale. Tutti questi boschi un tempo erano
nostri prosegu, e noi andavamo dove volevamo senza
ostacoli. Quel tempo  finito. Ma vi dico che, se vogliamo sopravvivere,
non dobbiamo mai dimenticare le nostre usanze.
Vivremo in due mondi. Il nostro mondo mi'kmaq - dove noi,
le piante, gli animali e gli uccelli siamo uniti e ci aiutiamo a vicenda
- deve rimanere sempre vivo nei nostri pensieri e nella
nostra esistenza. Dobbiamo rinnovare e venerare la nostra vista
interiore, in modo che possa opporsi a questa forza esterna
che ci ha invasi. Altrimenti saremo schiacciati.
Noe mormor a Zoe: Vuol dire che dobbiamo abbandonare
le pentole di metallo e tornare a cuocere il cibo con pietre roventi
dentro pentole di legno, come faceva Loze ai vecchi tempi?.
Sosep, che non l'aveva sentita, continu: Gli animali combatterebbero
contro gli intrusi insieme a noi, se non avessimo
fatto male a tanti di loro. Soprattutto al castoro. Ma ora non
pi. So che alcuni di voi amano i francesi, e questo  inevitabile
se non vogliamo estinguerci, ma ricordate che siete mi'kmaq, ricordatevelo.
Achille si disse che avrebbe vissuto come un mi'kmaq, immaginando
che andasse tutto bene. Si sarebbe sposato e avrebbe
detto ai suoi figli che anche loro dovevano immaginare di
vivere nel mondo dei mi'kmaq, malgrado quel mondo stesse
cessando di esistere. Dovevano ricordare com'era la vita un
tempo, non com'era diventata adesso.
Il vecchio Sosep, tuttavia, sapeva benissimo che molti
mi'kmaq accettavano di buon grado le usanze degli acadiani
francesi: gli abiti, le barche robuste, le verdure e il maiale
al forno, gli arnesi di metallo, gli ornamenti di vetro e le pezze
di stoffa, lo spirito inebriante, le bandiere sgargianti, persino
i loro pallidi corpi caldi. La lingua mi'kmaq era gi piena
di parole francesi, con tracce di portoghese e basco lasciate dai
primi pescatori europei approdati su quelle coste. E lui stesso,
nel suo ruolo di collegamento con il mondo spirituale, di ex
sagmaw, vedeva che i preti avevano gi sostituito lui e i vecchi saggi dei tempi andati.
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Capitolo 28. IL SEGRETO DELLE FOGLIE VERDI.
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Con il passare degli anni i coloni bianchi, molti provenienti da
La Rochelle, raddoppiarono e poi raddoppiarono ancora. Abili
a scavare canali di drenaggio, lavorarono come indemoniati
per trasformare i grandi acquitrini erbosi in campi coltivati,
e dove c'era la foresta abbatterono gli alberi. Le loro case inamovibili
erano disposte in fila lungo le strade piene di fango,
dove i maiali sguazzavano e i polli ruspanti camminavano impettiti.
Si ricoprivano di pesanti indumenti di lana, che impedivano
agli odori corporei di disperdersi nel vento. I mi'kmaq
li tolleravano e addirittura ne diventavano amici, anche se
non capivano il loro entusiasmo per i beni in eccesso - molluschi,
bacche, pesci, legname, fieno, pelli d'alce - che vendevano
o barattavano con altri cavalli e mucche, altri polli e maiali.
I Sel si sposarono: Noe con Zephirin Desautels, un pescatore
acadiano cugino del defunto padre di Auguste; Zoe con
Paul, un mi'kmaq non pi giovane che da bambino era stato
gravemente ferito alla spalla sinistra da un alce infuriato, e che
per questo non era in grado di cacciare. Per era diventato un
bravissimo pescatore di anguille, e nel loro wikuom non mancava
mai il cibo. Achille spos una bellezza mi'kmaq di nome
Isobel, nota per le sue dita forti e per l'abilit nel fabbricare le
nuove ceste, non pi fatte di radici ma di sottili stecche di cedro
e frassino: tra le mani aveva sempre una di quelle stecche,
ligpetelgnapi in lingua mi'kmaq. Elphge aveva corteggiato Delima,
la vedova di un uomo ucciso in un'imboscata, e Theotiste
aveva infine sposato Anne-Marie, l'amica della sua prima moglie.
Si tenevano alla larga dai coloni bianchi, anche se sempre
pi uomini andavano a tagliare i pini nei campi invernali.
Achille, orgoglioso delle sue doti di cacciatore, pensava di
riuscire a comprendere e uccidere qualunque animale.
Certo, sulla terra gli disse ridendo Rouge Emil, per eviti
le creature del mare. Non sei un cacciatore di pesci.
Achille, irritato da quel commento, cominci a pensare alle
storie dei vecchi tempi, di quando i mi'kmaq andavano a caccia
di balene su canoe di corteccia. Tutti dicevano che le canoe
erano pi adatte per navigare sui fiumi e lungo la costa; nelle
acque profonde potevano diventare pericolose, se si veniva
attaccati da pesci aggressivi. Lui non credeva che un pesce potesse
danneggiare una canoa: quelle erano storie per spaventare
i bambini. Decise di andare a pesca nella baia; usc due
volte, da solo, e ogni volta prese un merluzzo lungo la met
di lui. Cominci a portarsi dietro un arpione, nell'eventualit,
diceva, che gli inglesi lo attaccassero. Ma gli bast un'ora per
cambiare opinione sui pesci.
Aveva convinto due amici, Barth Nocout e Alit Spot, a uscire
in canoa insieme a lui. Si spinsero al largo, tanto che le persone a
riva sembravano grandi come un mignolo. Con la coda dell'occhio
Achille vide qualcosa emergere per un istante dall'acqua,
non lontano da loro. La pesca era buona, i ragazzi si scambiavano
battute. Poi la sua canoa oscill. Scrut nell'acqua ma non
vide nulla. Qualche istante dopo la canoa di Nocout si lev in
alto sopra l'acqua, sul dorso di un'enorme orca bianca e nera.
Il cetaceo s'inabiss, e la canoa di Nocout s'inclin e dondol,
ma senza ribaltarsi.
Non pagaiate! grid Nocout, che aveva sentito i racconti
di suo padre sui pericoli della pesca. Prendete gli arpioni!
Quando ritorna, colpitela. Aspettarono per alcuni lunghi,
tesi minuti, e poi, a dieci canoe di distanza da Nocout, videro
una pinna dorsale levarsi dall'acqua come un mostruoso ceppo
di pino e tornare lentamente a immergersi. Afferrarono gli
arpioni. Mentre la creatura emergeva sotto di lui, Achille vide
il luccicante ovale bianco dietro l'occhio invisibile, e le conficc
con forza l'arpione nel fianco liscio. L'animale si allontan
e si immerse, strappandogli di mano l'arpione e trascinandolo via con s. Prima di scomparire, l'animale parl ad Achille
con una voce familiare.
Tu non sei gli disse la voce profonda di Sosep. Poi l'orca
spar.
Forse se n' andata disse Nocout. Prego che non ce ne
siano altre. Aspettarono, immobili, terrorizzati. Poi Nocout
sussurr: Torniamo a riva.
Mentre pagaiavano continuarono a scrutare le acque lontane
in cerca della grande pinna, le acque circostanti in cerca del
gigante bianco e nero.
Gli spiriti ci hanno protetti disse Nocout ansimando, quando
raggiunsero il fondale basso.
Li hai sentiti parlare? chiese Achille.
Ho avvertito la loro presenza.
Quella sera Nocout e Spot raccontarono tante volte la loro
avventura, e il padre di Nocout scosse la testa e disse che ai
vecchi tempi, quando dovevano mettersi in mare con le loro
fragili canoe, i mi'kmaq riempivano la poppa e la prua di rami
frondosi.
Quei pesci malvagi fiutano le foglie, pensano che la canoa
sia un'isoletta e si allontanano per paura di rimanere spiaggiati.
Siete stati fortunati che ce ne fosse uno solo. Se fossero stati tanti
avrebbero rovesciato le canoe e vi avrebbero buttati in acqua.
Hanno divorato molti dei nostri pescatori. Sbattono contro le canoe
per ribaltarle, la stessa tecnica che usano per far cadere le foche
dai banchi di ghiaccio. Forse scambiano gli uomini per foche.
L'uomo si avvicin a una cesta dove teneva alcuni oggetti
curiosi e tir fuori un dente lungo come la mano di un uomo.
Hanno centinaia di denti come questo disse, passando in
giro il pesante pezzo di avorio.
Achille cap di essersi comportato da stupido. Guard Sosep,
seduto al di l del fuoco. Voleva chiedergli cosa intendeva
il pesce quando gli aveva detto "tu non sei" con la sua voce.
Aveva parlato davvero? Cosa significavano quelle parole? Sosep
lo stava fissando, e quando i loro sguardi si incontrarono inarc le sopracciglia. Ma Achille non riusc a chiedergli niente.
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Capitolo 29. TESTA D'ALCE ARROSTO.
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Sosep mor all'improvviso, dopo una dura giornata di caccia
all'alce. Il vecchio si sedette accanto al fuoco con un pezzo di
carne in mano. Achille vide che si era addormentato. Non riuscirono
a svegliarlo. Una morte facile per un vecchio stanco dopo
una buona caccia, confortato dal calore del fuoco e da un pezzo
di succulenta carne d'alce. Ma Sosep preparava da molto tempo
il suo canto di morte, il grande racconto delle sue imprese
di caccia, dei suoi viaggi, dei suoi figli, delle cose meravigliose
che aveva visto ai suoi tempi, come quando, durante una lunga
battaglia, un nemico si era trasformato in orso. Adesso era caduto
nel mondo dei defunti in silenzio, senza un canto di morte.
Achille scese in riva al mare e guard l'orizzonte. L'acqua
era quasi piatta, di un colore smorto sotto un cielo smorto. Il
cielo sembrava scomparso, come se non fosse mai esistito, e
Sosep era laggi, sott'acqua. Un gabbiano addormentato galleggiava in silenzio.
Nonno chiam. Ti auguro buon viaggio sotto il mare,
anche se mi hai detto "tu non sei". Al suono della sua voce il
gabbiano si svegli e si libr faticosamente in volo.
Ormai aveva trentatr inverni, aveva raggiunto la met della
vita. Poich la selvaggina scarseggiava, ogni volta che usciva
a caccia rimaneva lontano per parecchi giorni. Ma aveva perso
la stima degli animali umani; sua moglie Isobel sospirava per le sue frequenti assenze.
Perch non puoi tagliare i lo'gs nella foresta come fanno gli altri?
Taglio i lo'gs dopo una buona caccia, se abbiamo tutto il
cibo che ci serve. I suoi figli e sua moglie si vestivano alla
francese come lui, ma correva voce che questa volta i coloni
inglesi stessero arrivando a frotte per impadronirsi della terra.
Tu non sei, si diceva. Quel pensiero non lo abbandonava mai.
Nessuno sapeva se erano in guerra, o con chi. Ranger assetati
di sangue arrivavano da Boston su navi armate e uccidevano
chiunque gli capitasse a tiro. Gli inglesi scavavano nei cimiteri
mi'kmaq e buttavano i cadaveri nel fuoco. Aloosool, il morbillo
nero, uccideva cos tante persone che ne restavano poche
per seppellire i morti, e in un villaggio i sopravvissuti avevano
gettato i corpi in uno stagno per impedire ai maiali dell'uomo bianco di divorarli.
Bench non gradissero le loro incursioni, a volte i mi'kmaq
sposavano i vicini acadiani, insegnavano loro la propria lingua
e le proprie credenze e assorbivano molte delle loro abitudini,
addentrandosi sempre pi in una doppia vita sull'orlo
della follia, dove la realt interiore combatteva con il mondo
esterno. Dal canto loro gli acadiani, agricoltori seri e tradizionalisti,
appassionati prosciugatori di paludi, volevano starsene
tranquilli e non gradivano gli incitamenti del prete a prendere
le armi contro gli inglesi. A volte Pre Crme pensava che
si stesse formando un nuovo popolo, per met mi'kmaq e per
met acadiano. Poi il re d'Inghilterra esort i militari in congedo
dell'esercito e della marina inglesi e i coloni della Nuova Inghilterra
a occupare le terre libere della Nuova Scozia. Migliaia
e migliaia di uomini approdarono sulle loro coste.
In primavera Achille, provando nuovamente l'impulso di andare
a nord, progett una battuta di caccia di due o tre lune
insieme al figlio maggiore, Kuntaw, che prendeva il nome da
una pietra potente con brillanti pagliuzze di rame, e al nipote
Auguste, che aveva gli occhi chiari e i capelli castani come la
gente d'oltremare, gli alman'tiew. Qualche anno prima, quando
Kuntaw aveva superato i tre inverni e sembrava che sarebbe
sopravvissuto, Achille gli aveva fabbricato un piccolo arco con minuscole frecce spuntate.
Ora andrai a caccia gli aveva detto.
Il bambino imitava Auguste, che era pi grande e sapeva
gi uccidere uccelli e rane. Incoccava la freccia, tendeva
il piccolo arco e lasciava andare la corda. La freccia non volava
pi lontano della sua ombra. Poi, alla fine dell'estate, i
suoi tentativi erano andati a buon fine. Una grossa cavalletta
si era posata su uno stelo d'erba alta, alla distanza di un
palo di wikuom. Kuntaw aveva socchiuso gli occhi, preso la
mira e scagliato la freccia. La cavalletta aveva agitato le ali
ed era caduta su un fianco, le zampe contratte. Kuntaw aveva
raccolto la preda ed era corso da Achille. Dai complimenti
che aveva ricevuto si sarebbe detto che avesse ucciso un
alce. La cavalletta era stata esposta sopra un pezzo di corteccia
di betulla, e la famiglia aveva festeggiato con un banchetto
e una danza della cavalletta. Cos si dava il benvenuto a un nuovo cacciatore.
Quando raggiunse gli undici inverni, Kuntaw cominci a
guardare con desiderio una certa ragazza, Malaan. Tuttavia non
poteva sposarla finch non avesse ucciso il suo primo alce. Auguste,
che aveva ucciso il suo alce due inverni prima, gli sugger
di cercarsi una cavalletta gigante. Ma Achille chiam a s
i due ragazzi e disse che li avrebbe portati nella terra dei piccoli
tronchi, al Nord, nella taiga, dove crescevano i pecci neri
che il vento spogliava dei rami e costringeva a crescere di traverso
finch non cedevano il passo alla tundra ondulata punteggiata
di laghi e macigni, una terra dove gli stormi di uccelli
si estendevano fino all'orizzonte.
Dopo otto o dieci giorni arriveremo in una foresta di
masgwi - betulle bianche - e pecci. L ci fermeremo a cacciare
e pescare, ad affumicare la carne e costruire una canoa, perch
pi a nord le betulle non crescono. Quando troveremo un buon
territorio per la selvaggina cacceremo di nuovo.
Ognuno riemp uno zaino con il necessario per il viaggio.
Achille prese una pietra focaia e una scorta di funghi neri per
accendere il fuoco, ma disse che il fuoco avrebbe anche viaggiato
con loro. Il mattino della partenza prese tre tizzoni ardenti
dal fuoco del wikuom e li mise dentro tre gusci di mollusco rivestiti
d'argilla, che avvolse strettamente con strisce di cuoio.
Cos potremo accendere il fuoco in fretta disse. Ogni mattina
ognuno di noi prender un tizzone. Cacceremo con arco
e frecce. Portate anche gli arpioni. Non useremo le armi europee.
Saremo uomini mi'kmaq.
Jenny, una delle due figlie di Noe, era rimasta a guardare.
Una sera, nel wikuom, sussurr a un'amica: Sai che i maiali
dell'uomo bianco si mangiano gli e's, i nostri molluschi?.
Lo so. Il capo del branco  una grossa nonna maiale.
S. Ho un piano. Allung la mano dietro di s e afferr un
sacco di cuoio pieno di gusci vuoti. Sussurr qualcosa all'amica, che scoppi a ridere.
Ti aiuter disse.
Si alzarono prima che la marea cambiasse. Dal fuoco coperto
per la notte presero dei tizzoni ardenti e li misero dentro
i gusci, poi sigillarono le valve con argilla affinch i molluschi
sembrassero ancora chiusi. Li sistemarono in modo invitante
lungo la battigia, spargendoci sopra un po' di sabbia.
Quindi si allontanarono dalla riva e aspettarono. Una grossa
scrofa e sei bestie pi piccole scesero a razziare i molluschi.
La vecchia scrofa estrasse la prima conchiglia, che aprendosi
liber il tizzone ardente. Le ragazze, nell'udire le terribili
strida dell'animale, si rotolarono nella sabbia dalle risate.
La vecchia scrofa corse verso il villaggio lanciando urla innaturali.
Gli altri maiali dissotterrarono i restanti molluschi
roventi, e di l a poco il villaggio acadiano venne scosso da
una baraonda suina. Per le donne mi'kmaq fu una giornata meravigliosa.
La battuta di caccia cominci bene. Auguste e Kuntaw erano
entusiasti del nuovo territorio e di poter cacciare come i vecchi
mi'kmaq. Il terzo giorno Auguste colp un castoro, poi si tuff
per recuperare l'animale e la freccia. Nel frattempo Kuntaw
colp un altro castoro che era emerso in superficie, e Auguste li
port entrambi a riva. Quella sera mangiarono bene. Lungo il
cammino Achille aveva raccolto foglie di salice e kinnikinnick,
legandole allo zaino di vimini per farle seccare. Prima di andare
a dormire fumarono la pipa e raccontarono storie.
Il nuovo territorio rinfrancava la vista. L ogni cosa era pervasa
dello spirito di mntu. Si accampavano vicino a specchi
d'acqua zeppi di trote affamate, tanto che nel giro di qualche
respiro ne intrappolavano sei. Vedevano orsi accanto ai tronchi
marciti, notavano le piccole creature che vivevano dentro
i ceppi bucherellati e i numerosi gufi che si nutrivano di tanta
abbondanza. Era un mondo che i wenuj non vedevano mai,
neppure quando vi camminavano in mezzo.
Dopo una notte di pioggia si svegliarono in un mondo di ragni
pieno di tele luccicanti. Una fitta nebbia attutiva il rumore
dei passi e dei movimenti nel sottobosco. Era una buona mattina
per cacciare, e a quella ne seguirono molte altre. Kuntaw
vide che Achille era forte nel corpo e nella comprensione delle
forze invisibili che legano insieme ogni cosa, animali, spiriti,
persone, pesci, alberi, oceano, inverno, nuvole.
Non abbiamo molto da mangiare disse Achille, dividendo
in tre parti due piccole beccacce. Oggi andiamo a caccia,
ci spostiamo un po' a est. Per tutta la mattina camminarono
verso il sole, e a mezzogiorno, mentre riposavano vicino a un
laghetto, la preda and da loro. Un orso dalla lustra pelliccia
nera, uscito da un groviglio di piccoli pecci, camminava adagio
verso un terrapieno erboso. Era cos grasso che la pancia
gli ballonzolava a ogni passo. Achille scagli la prima freccia,
poi tocc a Kuntaw e Auguste contemporaneamente, poi di
nuovo ad Achille. L'orso giacque immobile.
Come lo riportiamo al campo? disse Auguste.  troppo grosso.
Oh, vedrete. Venite con me disse Achille. Prima lo sventriamo,
lasciamo le interiora ai lupi. Eviscerarono l'enorme
animale, poi Achille lo trascin ai margini del terrapieno.
Guardate. Vi faccio vedere. Prese delle corde di tendini che
portava sempre con s e leg insieme le zampe posteriori e anteriori
dell'orso. Salt gi dal terrapieno, gir le spalle all'animale,
infil le braccia negli anelli formati dalle zampe legate, si
chin in avanti e con uno strappo e un sobbalzo si rimise quasi
dritto, con l'orso sulla schiena come uno zaino mostruoso. Lo
port da solo fino all'accampamento, lasciando orme profonde
a ogni passo. Dopo aver deposto il fardello disse ai ragazzi
di osservare le impronte. Vedete come sono profonde, quando
un uomo porta un grosso peso? A volte quella persona sta
portando provviste, a volte pacchi di pelli. E a volte un orso.
Pass un'intera luna prima che si approssimassero alla fine della
foresta di betulle. Nel tardo pomeriggio i cacciatori si fermarono
in riva a un laghetto. Achille si guard intorno. Il masgwi
di questa foresta  di buona qualit disse. Dai nodi di quegli
alberi possiamo ricavare l'esca per il fuoco. E con questa
corteccia facciamo due canoe, anche se non c' la luna giusta.
Auguste avrebbe fabbricato le pagaie con il suo coltello ricurvo.
Si accamparono nella luce morente. Auguste, che era bravo
a dare nomi, lo chiam "Il posto delle canoe".
Nell'oscurit incerta del primo mattino, mentre Auguste
risuolava i suoi mocassini consumati, Kuntaw e Achille s'incamminarono
verso la riva orientale del lago, con la brina che
crepitava sotto i loro piedi. All'estremit del lago, a un miglio
inglese di distanza, scorsero un puntino a forma di alce. Quando
si avvicinarono, Kuntaw vide che era una giovane femmina,
ferma nell'acqua bassa; il sole nascente illuminava le gocce
che le colavano dal muso. Si allontanarono dalla sponda per
non farsi vedere e rientrarono nel bosco, muovendosi in cerchi
sempre pi stretti, posando i piedi con estrema cautela e
penosa lentezza. Molto prima che si avvicinassero, l'alce alz
la testa e guard nella loro direzione. Aveva avvertito la loro
presenza. Kuntaw rimase stupefatto dall'udito dell'animale,
che li aveva sentiti arrivare da lontano. Una nuvola di vapore
si gonfiava nell'alba gelida a ogni suo respiro, e Achille pens
che quegli sbuffi erano come le vite di uomini e animali, brevi
e destinate a svanire nell'aria. Nella mente di Kuntaw non
c'era spazio per i pensieri; era cos teso che gli facevano male
le mandibole. Aspetta sussurr Achille. Lascia che si convinca
che non c' nessuno. Dopo un lungo momento l'alce si
avvicin sguazzando. Viene a brucare a riva, verso di te disse
a gesti Achille. L'alce continu ad appressarsi, finch non la
sentirono strappare le piante acquatiche con i denti. Quando
si arrampic sulla terraferma Achille fece un cenno, e Kuntaw
alz l'arco e scocc la freccia. L'alce, colpita, stramazz al suolo.
Ora sei un uomo disse Achille. Ti mostro come riportarla
all'accampamento. Leg le sue utilissime corde di tendini intorno
al collo dell'alce e si immerse in acqua, seguito da Kun-
taw, che lo aiut a trainare l'animale.
Auguste disse: Ora possiamo chiamarti Cacciatore di Alci,
anzich Ammazzacavallette.
Trascinarono il pesante animale sulla sponda in pendenza e
lo sventrarono. Kuntaw e Auguste trasportarono la testa fino
al fuoco, mentre Achille li seguiva con il cuore, il fegato, una
manciata di grasso e alcune fette di carne.
Bene disse Achille, ora accendete il fuoco e arrostite il fegato
a fette, poi affettate il cuore e cuocetelo nel grasso. E riscaldate
tante piccole pietre. Io preparer la testa.
Mangiarono le fette di fegato semicrude. Mentre Achille
spaccava in due il cranio dell'alce, estraeva gli occhi e lavava
la testa nel lago, Kuntaw mise una pietra piatta nel fuoco.
Quando la pietra si riscald ci vers sopra del grasso d'alce,
poi depose le fette di cuore nel grasso sfrigolante. Achille vers
dell'acqua nel loro recipiente di betulla pi grande e vi aggiunse
le pietre roventi. Quando l'acqua boll mise a cuocere
la testa dell'alce, continuando a girarla perch era cos grossa
che non ci stava tutta nel recipiente. La lasci bollire a lungo,
e nell'attesa banchettarono con il cuore, che aveva una carne
a grana fine. Dopo molte ore di cottura Achille riusc a staccare
la mandibola, e mentre lui disossava la testa fumante,
Kuntaw e Auguste scavarono una buca profonda e vi accesero
dentro un bel fuoco. Continuarono a mangiare le fette di
cuore e a gettare combustibile nella buca, mentre Achille raccoglieva
le erbe che gli servivano. Poi estrasse un po' di braci,
avvolse la testa d'alce in foglie di tifa, cipolle selvatiche e
altre erbe aromatiche, la mise dentro la buca, la ricopr con le
braci e sotterr il tutto.
In quel momento due cree uscirono dal bosco. Erano l per
pescare, e si erano accampati sull'altra sponda del lago con le
loro famiglie. Achille li invit tutti al banchetto della testa d'alce, il mattino dopo.
Ho sentito parlare di questa vivanda disse uno dei cree, ma non l'ho mai provata.
Domattina assaggerete la cosa pi buona della vostra vita disse Achille.
I cree arrivarono al mattino con i loro fagotti e le loro trote essiccate,
perch quel giorno si sarebbero spostati verso un altro
lago ricco di pesci. Il gruppo comprendeva due ragazze abbastanza
carine e alcuni bambini rumorosi. Achille mise la testa
cucinata sopra un grande pezzo di corteccia di betulla, e tutti
si sporsero in avanti per apprezzarne l'aroma. Kuntaw e Auguste
si sedettero a mangiare accanto alle ragazze. Nei giorni
seguenti, mentre costruivano le canoe, si nutrirono di alce
e ancora alce, finch i cree ritornarono al loro campo di pesca.
Lago Testa d'Alce disse Auguste.
Achille, Kuntaw e Auguste, carichi di carne d'alce affumicata,
proseguirono faticosamente lungo labirinti d'acqua interrotti
da dighe di castori, che li costringevano a trasportare
zaini e canoe via terra. Le betulle si diradarono, sostituite dai
pecci bianchi. E infine anche i pecci sparirono, e i tre cacciatori
entrarono nella terra dei piccoli tronchi, scarni pecci neri e betulle
nane oltre i quali si stendeva la tundra sconfinata. Videro
una grande distesa piena dei soffici piumini dell'erioforo artico,
e Auguste lo chiam "Il posto dove si cammina tra le cose
bianche". Videro anche migliaia di seneci dal gambo peloso,
che catturavano il sole basso e brillavano di luce ultraterrena.
Milioni di uccelli erano arrivati in quelle terre del Nord dopo
essere passati per Mi'kma'ki: anatre e oche di ogni specie, strolaghe,
pernici bianche, corvi, gufi e labbi. Mandrie di carib vagavano
lente nella tundra. Dappertutto c'erano gusci di uova
rotti e bacche acerbe; ogni tanto scorgevano in lontananza un
grosso grizzly. La grande distesa della tundra tremolava per
l'effetto distorcente del calore; qua e l spuntavano grandi rocce
grigie coperte di sgargianti licheni arancioni, neri, verdi e
ocra. Spesso faceva un caldo da togliere il fiato, e i tafani erano feroci e pericolosi.
Davvero, Padre disse Kuntaw, questo  il paese dei tafani
insaziabili. Nessuno pu vivere qui. Solo gli uccelli.
Noi siamo qui. Siamo vivi disse Achille. Ma se non ci strofinassimo
grasso e cenere sulla pelle non dureremmo a lungo.
Quando mettevano piede a terra, il suolo tremava e un'acqua
scura scaturiva intorno ai loro piedi. La canoa serpeggiava fra
i canali, e a ogni curva apparivano spettacoli insoliti. Infine
una brina precoce tinse di rosso i rami dei salici, ammonendoli
a tornare indietro. Cos termin l'estate della loro grande
battuta di caccia, che sarebbe rimasta per sempre nei loro ricordi,
anche se irrimediabilmente macchiata di rabbia e dolore.
Achille aveva con s un quarto di alce per il banchetto di benvenuto.
Erano quasi arrivati quando sentirono un terribile frastuono,
colpi di scure e grida in una lingua smozzicata. E poi
si ritrovarono in mezzo a duecento coloni inglesi, che abbattevano
alberi e costruivano case di tronchi l dove prima sorgeva
il wikuom di Achille. Non parlavano francese. Trenta soldati
inglesi armati erano pronti a difenderli. I resti del wikuom giacevano fumanti a terra.
Dov' mia moglie? Dove sono i miei figli? grid Achille,
con gli occhi gonfi di rabbia, e i soldati gli puntarono contro
i fucili. Sei di loro corsero avanti e gli strapparono il pezzo di
alce, prendendolo a calci e pugni. Un soldato spar, e la pallottola
gli scav un solco sul lato della testa, sopra l'orecchio.
Pi che il dolore, Achille sent il calore del sangue che gli colava
lungo il collo. Mentre cadeva vide, ai margini di una pila di
macerie che fino a poco prima erano i mobili del suo wikuom,
una mano ancora bella e un avambraccio carbonizzato, i muscoli
contratti dal calore visibili sotto la pelle bruciata. Conosceva
bene quella mano, perch l'aveva accarezzata, l'aveva
vista tante volte cucinare per lui. Isobel. Sua moglie.
La sua mente si svuot di tutto e torn a riempirsi dell'odore
della corteccia incenerita del wikuom, dei letti di pelle
d'orso carbonizzati, della mano carezzevole trasformata in
carne abbrustolita, della faccia cadaverica di un soldato dagli
unti capelli neri, del cigolio dei pecci abbattuti e delle risate degli inglesi.
Kuntaw lo afferr per un braccio, strattonandolo con forza
impulsiva e spaventata. Padre, alzati url. Anche lui aveva
riconosciuto il braccio mozzato e la mano di sua madre. Corri! Ci uccideranno!
Achille avrebbe voluto morire, ma Kuntaw e Auguste lo
trascinarono via, e correndo piegati in due, circondati da pallottole
fischianti, arrivarono al wikuom di Elphge. E cos Elphge
scopr che gli inglesi avevano ucciso la moglie e i figli
pi piccoli di Achille. Le loro ossa incenerite erano rimaste nel
wikuom bruciato. Quando la moglie di Elphge cerc di medicargli
la ferita, Achille la respinse: preferiva sentire il dolore.
Poi, mentre Kuntaw piangeva, usc e si mise a camminare
avanti e indietro in silenzio, con passo pesante e incerto. Inebetito
dal dolore, cerc di pensare a piccole cose, alle nuvole
del cattivo tempo, per liberarsi di ci che aveva visto. Inutile.
La scena gli bruciava la mente, e gli sembrava di trovarsi ancora
l, davanti alla sua vita devastata. Tutto distrutto. Torn
dentro e si sedette in silenzio accanto al fratello. Sul finire del
giorno, quando la luce del crepuscolo ammorbid l'interno del
wikuom, Achille finalmente parl, con voce roca e strozzata.
Gli inglesi mi hanno portato via moglie e figli disse. Sono
centinaia, coloni e soldati armati. Sosep lo aveva previsto. I
due fratelli tacquero per un po'. Achille rabbrivid, con il cuore
e le viscere aggrovigliati dal dolore, e riprese a parlare con
voce tremante, innaturale.
Questo posto, Mi'kma'ki,  davvero fertile e bello, e per
questo ora ce lo porteranno via, come aveva detto Sosep. Non
andr pi a caccia. La mia vita qui  finita. Io non sono. Lascio
la terra di nostra madre. Andr a sud, a tagliare i boschi del
Maine. Spoglier la loro terra.
Non se ne accorgeranno. Loro credono che spogliare sia il modo giusto.
Hai ragione, ma lo far comunque.
Fratello disse Elphge, pu darsi che ti seguiremo, se verranno altri inglesi.
Verranno.
Padre! Vengo con te esclam Kuntaw. E Auguste, da fuori,
lo sent e grid che voleva andare anche lui. Ma passarono
alcuni giorni, occupati dai funerali, dal cordoglio e da discorsi
seri, prima che Achille partisse, con una grossa crosta sopra
l'orecchio sinistro, l'orecchio danneggiato dal quale ormai non
sentiva pi niente, solo un rombo continuo. Disse a Kuntaw e
Auguste che dovevano restare con Elphge finch non li avesse
mandati a chiamare. Prima intendeva trovare un posto sicuro.
Doveva stare da solo, per seppellire il ricordo di quel che
gli era accaduto. Elphge avrebbe aiutato Kuntaw e Auguste.
Ma nessuno poteva aiutare Achille.
...
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...
Capitolo 30. PERDERE TERRENO.
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Achille and nella contesa regione di confine tra il Maine, il
Nuovo Hampshire e il Nuovo Brunswick. Trov Georges Fraude,
un francese di mezza et con una grande pelata in cima alla
testa, una linea di demarcazione dalla quale i capelli si dipartivano in folte onde argentee.
Ho una squadra a due giorni di cammino da qui, verso sud.
Io li pago bene, i miei taglialegna. Ho preso degli altri indiani,
andrete gi al campo tutti insieme. Subito. Grugn e sput
per terra. Bisogna fare in fretta. Oggigiorno c' una segheria
per ogni cascata. Taglieremo pini per tutto l'inverno. Sput
di nuovo e si tir su i pantaloni cascanti. Voglio uomini che
sappiano manovrare le zattere quando si scioglie il ghiaccio.
Achille accett.
Gli uomini tagliavano i pini un po' dappertutto. Le grandi
conifere cadevano. Nuove pianticelle spuntavano sul terreno
disboscato, ma adesso c'era un'interruzione nella densit della
foresta e, mentre i nuovi alberi germogliavano, la successione
delle specie si modificava un po'. La foresta cominci ad alterarsi.
Viveva ancora, ma non era pi quella di prima. Pochi se
ne accorsero. La foresta era un'importante risorsa, al contempo
nemica e fonte di ricchezza. Achille la paragonava ai mi'kmaq,
che i coloni bianchi usavano e poi abbattevano.
Quattro di loro, tutti mi'kmaq, raggiunsero il campo a piedi. C'era
un po' di neve sul terreno. Mentre camminavano sentirono
il richiamo della kookoogwes, il piccolo gufo che Ren chiamava
chouette, nome che gli inglesi avevano storpiato in saw-whet. Per
il pi giovane del gruppo, Perrine, quello era il primo lavoro
retribuito. Non aveva pi di diciotto inverni, pens Achille. A
tenerlo d'occhio c'era suo zio, Toosh, di Cape Breton come lui.
Nel tardo pomeriggio si presentarono al caposquadra del
campo di Fraude, Alois LaGrange, un blocco di muscoli con la
faccia sfregiata dalle coltellate e le basette come ciuffi di piume.
Li guard con ostilit e indic loro dove dovevano andare.
Al campo trovarono una radura piena di ceppi e due rudimentali
baracche senza finestre costruite dai boscaioli; una
aveva un camino di tronchi sul tetto e un braciere nell'unica
stanza. Achille cacci dentro la testa, ma l'insopportabile puzza
dell'uomo bianco lo fece vacillare.
Preferisco dormire con i lupi che con gli uomini bianchi
disse Toosh. Decisero che avrebbero costruito un wikuom e sarebbero
rimasti per conto proprio.
Mentre la luce ingrigiva, i quattro si procurarono in fretta gli
alberelli per i pali e la corteccia per il rivestimento, poi eressero
un ampio ma grossolano wikuom di forma triangolare a una
certa distanza dalla baracca puzzolente dei bianchi. Appoggiarono
altri pali alle pareti per tenere ferma la corteccia. Era un
riparo. Nel giro di poche settimane la neve gli avrebbe fornito
una copertura isolante.
Quando vide il loro alloggio, Alois LaGrange disse: Bien!
Se gli uomini restano separati ci saranno meno problemi. Stava
pensando alle inevitabili risse e ai giorni di lavoro persi.
Abbiamo altri indiani nella squadra, due passamaquoddy.
Meglio che vengano a stare con voi. LaGrange aggiunse che
cos tutti i polli sarebbero rimasti nello stesso pollaio, per cos
dire. Achille annu. Almeno i passamaquoddy erano algonchini,
parenti dei mi'kmaq.
C'erano tre gruppi: quelli che venivano dal Maine, i franco-canadesi
e gli indiani. Gli uomini del Maine si accovacciavano
intorno al braciere della baracca, cuocevano il rancio dentro
un'unica gigantesca padella e mangiavano direttamente dall'utensile
rovente, imprecando e soffiandosi sulle dita. I francesi
seppellivano una casseruola di ghisa piena di fagioli sotto
le ceneri calde del braciere centrale e la lasciavano l per tutta
la notte. Se avevano del maiale lo aggiungevano ai fagioli. La
casseruola emanava un profumo delizioso, e a un certo punto
gli uomini del Maine non ce la fecero pi: la rubarono, la
portarono nel bosco e ne mangiarono il contenuto. La casseruola
vuota venne ritrovata a un miglio dal campo, vicino alla
zona di taglio; dopo una tremenda rissa a colpi di manici d'ascia,
pietre e coltelli, in cui ci scapp anche il morto, i francesi
rimasti senza cena recuperarono la loro casseruola. Quasi tutti
gli uomini del Maine lasciarono il campo il giorno dopo. La
nuova squadra arrivata da Bangor port con s una casseruola
e un bushel di fagioli secchi.
Gli indiani cucinavano la carne sulle braci all'aperto, dal lato
sottovento del wikuom. Non avevano una pentola di ferro, ma
con le due robuste ceste di corteccia portate dai passamaquoddy
potevano riscaldare l'acqua per il t di peccio. I passamaquoddy
avevano un sacchetto di t cinese, ma i mi'kmaq preferivano
i germogli di peccio e la corteccia di betulla nera. Durante il
giorno, fra un colpo di scure e l'altro, Achille si guardava intorno
in cerca di selvaggina, o addirittura si fermava per un'ora
o due e andava a caccia sui crinali. Quando infine trov la
tana di un orso sotto la neve, lui e gli altri approfittarono della
domenica per ucciderlo. La carne congelata dur un mese,
e la pelliccia fin sul pavimento del wikuom, il posto migliore
dove sedersi. Nessuno di loro conosceva pi di qualche parola
d'inglese, ma Achille cominci a imparare quella lingua dalla
pronuncia difficile.
Aveva diverse accette, fra cui una che era appartenuta a
Ren. L'uso prolungato aveva smangiato il filo della lama, e la
parte rimasta si smussava in fretta. Voleva comprare un'ascia
americana con la testa pesante per abbattere, e anche, se avesse
potuto permettersela, una buona ascia a farfalla per spaccare.
Le avrebbe acquistate con la paga di quell'inverno. Pens
a Ren e al suo inimitabile stile di taglio. In quel momento,
in mezzo ai grandi pini, sentiva la sua mancanza: avrebbe voluto
lavorare ancora al suo fianco. Ogni taglialegna aveva un
particolare modo di lavorare, ma Ren saltava all'occhio per i
colpi rapidi e leggeri della sua scure affilatissima; poteva andare
avanti per ore senza stancarsi. Da bambino Achille faceva
fatica a stargli dietro.
La primavera stava cominciando a risalire lentamente da sud
quando, un mattino, Georges Fraude arriv in groppa a un
cavallo ansimante e disse che dovevano mettere subito i tronchi
nel fiume. Il ghiaccio si stava sciogliendo: un'altra giornata
tiepida e i rivoletti del disgelo si sarebbero riversati nell'acqua
pi pesante. Ma loro avevano ancora centinaia di tronchi
da trascinare fuori dai boschi.
Scordateveli! Spingete in acqua quelli che abbiamo. Sembrava
che avesse una fretta disperata, e Achille lo fece notare
a uno dei boscaioli, quello che apriva le piste nella foresta.
Leon LaFlche, uno dei francesi, disse: Non sai che ci troviamo
nelle colonie della Nuova Inghilterra, e per tutto l'inverno
abbiamo tagliato i loro pini proibiti?.
Non sapevo niente. Credevo che eravamo nel... come si
chiama?... Brunsick.
Leon rise. Per questo Fraude ha fretta. Avr saputo che il
padrone della foresta ha mandato i suoi uomini a prendere il
legname. I padroni sanno sempre dove stiamo tagliando. Ci
lasciano finire il lavoro e poi vengono a prendere i tronchi prima
che li mettiamo nel fiume, all'ultimo momento.
Bastava riuscire a spingerli in acqua. Il fiume scorreva verso
nord fino al Nuovo Brunswick, dove gli uomini della segheria
di Georges Fraude erano in attesa di trasformare i pini da alberatura
del re inglese in tavole del Nuovo Brunswick. Fraude
gridava e correva avanti e indietro, incitando gli uomini a
lavorare pi in fretta. Ma non avevano messo in acqua neppure
trenta alberi quando una banda di boscaioli e canaglie di
Bangor, armati di manici d'ascia e catene, irruppe dalla foresta
e diede inizio alla battaglia. Gli uomini del Maine amavano le
risse pi di ogni altra cosa, e il combattivo conduttore di buoi
guid le truppe di Fraude in una gioiosa resistenza. Ma erano
in netta minoranza, perch il proprietario della foresta aveva
raccolto decine di uomini dai saloon, con la promessa di una
ricompensa e di una rissa entusiasmante. Chi sapeva nuotare
si tuff e raggiunse la sponda opposta.
Il proprietario della foresta s'impadron dei tronchi. Fraude
non pag nessuno. I mi'kmaq se ne andarono a nord, ma Achille,
che intendeva tornare da Elphge a prendere Kuntaw e Auguste,
non poteva arrivare a mani vuote. S'incammin verso
sud in cerca di lavoro.
...
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...
Capitolo 31. SEGUIMI.
...
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...
Elphge, che aveva sessantasei inverni ed era mezzo cieco, amava
sedersi all'aperto quando c'era bel tempo. L'odore dell'autunno,
il ticchettio delle foglie cerose che urtavano una contro
l'altra nella loro discesa verso terra gli permettevano di ricordare
l'intensit dei colori. Le foglie cadevano, i primi venti invernali
le trascinavano negli avvallamenti, la pioggia e la neve
le schiacciavano. Poi la foresta taceva.
D'inverno si rannicchiava davanti al fuoco, immerso in pensieri
di colori e nebbia, di cacce e viaggi, del giorno terribile di
sei anni prima quando lacrime cocenti gli avevano bruciato le
guance mentre si inginocchiava accanto al cadavere decapitato
di Theotiste. Malgrado i suoi cinquantanove anni, Theotiste
era diventato un guerriero. Nell'agosto del 1749, quando Comwallis,
ignorando i diritti dei mi'kmaq, aveva annesso Halifax
ai territori inglesi, la banda di Theotiste aveva attaccato alcuni
taglialegna inglesi. Lui era sfuggito ai ranger vendicatori, ma
la settimana dopo era caduto per mano di un assassino sconosciuto,
che gli aveva staccato la testa per incassare la taglia.
Ora Elphge stava componendo il proprio canto di morte.
Febe, la figlia di Noe, dopo la morte della madre era venuta a
stare l per occuparsi di lui. A volte cercavano di immaginare
cosa fosse successo ad Achille, il fratello minore che tanti anni
prima era andato nel Maine ad abbattere alberi.
Kuntaw disse Febe. Kuntaw lo trover. Perch Kuntaw,
dopo tanti problemi con la moglie Malaan, aveva lasciato lei e
il loro bambino, Tonny, ed era andato a sud in cerca del padre.
Se sopravvive disse Elphge. Se sopravvive. Possono capitargli tanti guai, perch  testardo.
Meno testardo di Auguste. Auguste passava molto tempo
con gli inglesi; violava le loro leggi, beveva whiskey, rubava,
era stato incarcerato e picchiato ma rimaneva un ribelle.
Gli inglesi lo chiamavano indiano cattivo, e lui era contento di quell'epiteto.
Un giorno ti uccideranno lo aveva avvertito Elphge.
No. Io uccido loro aveva risposto Auguste. In effetti a volte
capitava che nel lago dietro il villaggio venisse ritrovato il
cadavere di un annegato, o che le onde gettassero a riva un
corpo bianco e raggrinzito, squarciato da ferite di coltello. Alcuni
bambini si erano addentrati nella foresta e non ne erano
pi usciti, e i loro scheletri erano stati ritrovati anni dopo con
i crani sfondati. Non si era mai scoperto come fossero morti,
ma Elphge aveva un'idea che preferiva non approfondire.
Trovava divertente che l'et avanzata gli avesse procurato
la reputazione di saggio, addirittura di sagmaw. Molte persone
andavano a domandargli cosa fare quando una massaia
inglese tirava acqua bollente contro un bambino mi'kmaq che
implorava qualcosa da mangiare, o quando un'altra chiedeva
loro un aiuto magico. Era una sofferenza vedere la sua gente
mezza morta di fame, che si aggirava intorno agli inglesi per
chiedere lavoro o cibo. Non erano molti i mi'kmaq rimasti al
mondo, e ognuno di loro sembrava afflitto da malattie, fame e
tristezza. Morivano facilmente, perch desideravano morire.
Passarono gli anni, e Achille non torn a nord dalla sua gente.
Era un tipo solitario, noto per la sua abilit con l'ascia. I duri
del campo gli stavano alla larga, perch combatteva con veemenza
e freddo rancore. Un uomo che gli era arrivato alle spalle
per colpirlo alla nuca si era ritrovato con la mano mozzata e
un fiotto di sangue che gli sgorgava dall'avambraccio. Un altro,
che una notte si era avvicinato furtivamente al suo wikuom per
dargli fuoco con un tizzone ardente, era morto bruciato, anche
se nessuno sapeva bene come fosse andata. Il corpo carbonizzato
dell'uomo era stato lasciato davanti alla baracca. I nuovi
arrivati nel campo dei boscaioli venivano avvertiti di non avvicinarsi
all'indiano assassino, la reincarnazione dei selvaggi
assetati di sangue che un tempo massacravano i coloni.
Kuntaw sent alcune di quelle storie mentre passava da un
campo all'altro, dopo avere lasciato Malaan e Tonny a Mi'kma'ki.
Venne ingaggiato dalla Duquet et Fils per aprire piste nei boschi.
Stava diventando difficile trovare pini lungo i corsi d'acqua
di discrete dimensioni, cos gli operai lavoravano d'estate,
costruendo dighe sui ruscelli pi piccoli. E la foresta era pericolosa;
gli scontri, le imboscate e le risse continuavano. Gli uomini erano di umore omicida.
Nei campi del Maine c'erano pi indiani, e ogni tanto Kuntaw
sentiva parlare di uno che si chiamava Sheely. Pensava che potesse
trattarsi di Achille. Questo Sheely era un ottimo cacciatore,
un bravo taglialegna. Kuntaw riusc a scoprire solo che lavorava
nello stato di York, tagliando pini sul fiume Raquette.
Decise di andarci in primavera. Ci sarebbero volute due settimane
di cammino, pens. Magari si sarebbe unito alla squadra
di Achille. Che sorpresa sarebbe stata per suo padre. Magari
sarebbero tornati insieme a Mi'kma'ki dopo aver trasportato
i tronchi fino a Montreal. Con il suo salario avrebbero potuto
pagarsi un passaggio su una canoa commerciale, finch il fiume
non li avesse costretti a proseguire a piedi.
La primavera del 1758 arriv con insolita rapidit; l'ultima
neve gelata, che gli consentiva di avanzare a passo spedito,
da un giorno all'altro divent una poltiglia fangosa. La
foresta gorgogliava e sciaguattava. Quando Kuntaw raggiunse
finalmente il fiume, i francesi che spingevano il legname
nell'acqua nera gli dissero che Sheely se n'era andato insieme ai primi tronchi.
Ehi, indiano, cercalo a Montreal dissero. Magari nel Nouveau
Brunswick. Magari a Terre-Neuve. Magari all'enfer. D'un
tratto la sua lunga ricerca gli parve sciocca. Torn sui suoi passi
e si diresse verso il Maine. C'era ancora tempo per partecipare
alla condotta primaverile. Non era suo destino ritrovare Achille.
Un mese dopo era sulla sponda occidentale della baia di Penobscot,
a Catawamkeag, dove le squadre caricavano il legname
da esportazione sulle navi. C'erano diversi cantieri e un gruppetto
di case di bianchi, una grande casa di tronchi e il minuscolo
insediamento dei pochi penobscot sopravvissuti. Kuntaw
camminava lungo la strada davanti alla baia, seguendo
cinque o sei altri boscaioli diretti verso il bar dove gli uomini
di fiume andavano a bere, per risvegliarsi il giorno dopo senza soldi e senza memoria.
Si sentiva benissimo. Era forte, aveva un corpo muscoloso e
possente. Adesso che aveva abbandonato la ricerca di Achille si
sentiva sollevato. Forse un giorno si sarebbero ritrovati, ma per
il momento si godeva la sensazione di essere vivo e vigoroso.
Procedeva a grandi passi, lanciando occhiate a destra e a sinistra
per non perdersi nulla. Dopo sei mesi nei boschi, anche il
misero insediamento di Catawamkeag gli sembrava una citt.
Tu! grid una voce stridula in inglese. Tu laggi, indiano!
Kuntaw si guard alle spalle. Una ragazza in groppa a un
cavallo sauro gli puntava il dito contro. Pens che doveva avere s e no diciotto inverni, una decina meno di lui.
Vieni qui gli ordin.
Kuntaw esit, poi scroll le spalle e si avvicin al cavallo.
Era un bell'animale, niente a che vedere con quelli grossi
e malconci che trascinavano i tronchi fino alle spianate di raccolta.
Kuntaw si ferm a qualche metro dal cavallo e guard
la ragazza. Era elegante, con un mantello nero dai bordi rossi.
Qualcosa nel suo volto color avorio scuro indicava che aveva
sangue indiano.
Vorresti fare un po' di soldi? gli chiese, avvicinandosi. Alz
la testa e annus l'odore di Kuntaw: fumo, carne e pece di pino.
Come? rispose lui, scrollando di nuovo le spalle.
Spaccando legna, naturalmente. La ragazza pronunciava
le parole con molta attenzione. Hai una scure. Non sei capace
di spaccare la legna?
Kuntaw annu. Certo.
Mi servi, indiano. Seguimi. Beatrix Duquet gir il cavallo e trott elegantemente verso la grande casa; Kuntaw dovette
correre per starle dietro. Guardando la lunga chioma ondulata
e i tacchi lucidi degli stivali, un'ondata di meraviglia lo
invest come una pioggia tiepida. Cos, nella sua trentesima
primavera, cominci la parte pi strana della sua vita, quando
usc dall'intrico della foresta per avviarsi lungo un sentiero luminoso.
I figli e i nipoti di Ren Sel non erano forse come il loro progenitore, foglie cadute in acqua e trascinate dalla corrente?
...
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PARTE QUARTA.
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IL SERPENTE MOZZATO. 1756 1766.
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Capitolo 32. UN FUNERALE.
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Il funerale del vecchio Forgeron si tenne in un giorno di met
novembre insolitamente caldo per Boston, con il cielo coperto
di nuvole leggere. Una decina di anziani erano seduti nelle
prime file, per ricordare l'agrimensore che li aveva fatti arricchire
con le foreste da legname. Infine i tre fratelli Duke, Jan,
Nicolaus e Bernard, aiutati da Henk Steen, il contabile della societ,
portarono dentro la bara di pino chiaro, laccata e levigata
per farla risplendere come vetro, un feretro elegante per un
uomo che aveva trascorso quasi quarant'anni a misurare il pinus
strobus. Jan si augur in silenzio che Bernard non inciampasse,
non cadesse. Outger, il fratello minore, avrebbe dovuto
partecipare, ma si era rifiutato di lasciare la casa nella baia
di Penobscot e di cedere il grande tavolo, un'unica asse ricavata
dal pino pi grande mai abbattuto da Duquet. Quell'icona
doveva stare a Boston, nella sala del consiglio della societ.
Mi serve per il mio lavoro aveva detto Outger con passione.
E che razza di lavoro sarebbe? aveva chiesto Bernard, alzando
gli occhi al cielo; considerava Outger un imbecille. Girava
voce che gli indiani andassero spesso a trovarlo. Non si poteva
contare su di lui per niente, tranne che per ricevere il suo
stipendio annuale. Tuttavia, avrebbe dovuto essere l.
Il sermone era durato due ore, ma sul luogo della sepoltura
le cose cominciarono a muoversi in fretta. Si alz un vento
che incresp il cielo lattiginoso. Nicolaus, con gli stivali lucidi
come zoccoli oliati, si agitava irrequieto. Mentre il vento girava
verso nord, la giornata perse tutto il suo calore. I fratelli si
guardarono con aria d'intesa. Era la maledizione meteorologica
di Forgeron. Il freddo improvviso pungol il pastore. Calarono
la bara nella fossa buia, e finalmente arrivarono le parole "riposi in pace".
I fratelli si allontanarono dalla tomba insieme allo scheletrico
Henk Steen, uno dei tanti orfani olandesi che erano stati
apprendisti della Duke and Sons nel corso degli anni. I pi in
forma tra i partecipanti al funerale si incamminarono verso la
casa di Nicolaus Duke, mantenendosi al centro della strada,
dove il terreno era meno sconnesso.
Vieni anche tu, Henk disse Nicolaus al contabile che indugiava
ai margini della folla. Unisciti a noi per dire addio al
vecchio. Nicolaus, il pi diplomatico dei fratelli, aveva imparato
l'arte della persuasione dal nonno Piet Roos, con il quale
aveva viaggiato in Cina e Giappone. Ora i suoi capelli scuri,
quando non erano coperti dalla parrucca, erano ispidi e grigi.
Aveva la faccia e il collo gonfi di grasso, bench si muovesse
ancora con facilit, a differenza di Jan e Bernard.
Ingannati dalla mattinata tiepida, indossavano tutti abiti
troppo leggeri. Superarono in fretta un tratto di terreno boschivo,
un grande orto irrigidito dalle brinate della settimana
prima, e infine videro la luce delle candele che risplendeva allettante
dietro le finestre di Nicolaus. Attraverso il vetro ondulato
videro sua moglie Mercy, la moglie di Bernard, Birgit, e la
schiava panis che andava avanti e indietro con zuppiere e caraffe,
perch Bernard aveva portato schiavi panis - cio pawnee - da Ville-Marie.
Mercy diede loro il benvenuto sulla soglia del salotto buono.
Al centro della stanza, sopra un lungo tavolo coperto da
un bel drappo orientale, erano disposti i piatti del rinfresco,
uno spiegamento di argenteria e di bicchieri dal gambo ritorto.
Nel camino ardeva della legna aromatica; Steen pens che
fosse il legno di sandalo che si usava per profumare gli ambienti,
un residuo del bottino orientale di Charles Duquet. La
stanza era illuminata da applique di ottone con candele di cera
d'api, la cui luce tremolante si rifletteva in una grande specchiera.
Henk Steen guard a bocca aperta la dozzina di sedie
di noce nero con cuscini: cos tante, cos lussuose.
Entrate cari ospiti, prego, accomodatevi disse Mercy, guidandoli
verso il calore del camino. Era vestita con un largo saque
di seta grigia, pieghettato sulle spalle, sopra un corpetto
scarlatto e una sottogonna, e portava una parrucca bassa e ordinata.
Soffriva spesso di violenti mal di testa che la costringevano
a chiudersi in una stanza al buio, e stava pregando di
arrivare alla fine della serata senza che le venisse un attacco.
I suoi figli, Patience, Piet e Sedley, abitavano l vicino, e i due
maschi erano ben inseriti nel commercio di legname della famiglia.
Patience aveva sposato un costruttore di barche, Jeremiah Deckbolt.
Henk Steen si trattenne nell'ingresso a osservare tutto quel
lusso e gli abiti sfarzosi degli ospiti. Si sentiva fuori posto e
anelava alla sua stanzetta non riscaldata, ma Nicolaus lo esort
a prendere un boccale di sidro fumante corretto con il rum.
Mercy lo condusse verso le fette di carne fredda e il famoso
rafano di Birgit, cos piccante, gli disse, da mozzare il fiato al
diavolo. Non suona molto allettante mormor fra s Steen,
e spost la mano verso un pasticcino di marzapane. Il focolare
scoppiettava e borbottava. S, pens Steen, Nicolaus Duke
viveva molto bene. E perch no, visto che la Duke and Sons
faceva ottimi affari con i commercianti di legname, le cui segherie
trasformavano i tronchi in tavole, assicelle, doghe per
botti e barili, scandole, alberi e pennoni, travi per dighe. Tutti
i fratelli Duke conducevano una bella vita, tranne forse quello
strano, Outger, che era rimasto nella casa del padre scomparso
affacciata sulla baia di Penobscot, e che Steen immaginava
come un bisbetico eremita con un bastone di prugnolo. Il pasticcino
di marzapane gli si agit nello stomaco, e lui temette di dover correre fuori.
Mercy si guard attorno per vedere se tutti avevano una
tazza di cordiale, una sedia, qualcuno con cui conversare. A
dire il vero avrebbe preferito ospiti diversi. Quei vecchi con i
loro terreni da legname! Le sarebbe tanto piaciuto frequentare
le ricche famiglie di Boston legate alla navigazione mercantile,
che avevano sostituito i proprietari di pescherecci considerati
la crme de la crme al tempo dei suoi genitori e avevano
costruito case magnifiche. Lei e la moglie di Jan, Sarah, spettegolavano
con invidia sulle loro attivit mondane. Ma nessun
membro della famiglia Duke era mai stato invitato ai loro rinfreschi
o soire. Mercy aveva detto a Nicolaus che desiderava
organizzare una grande festa e invitare quei notabili, ma lui
le aveva risposto: Mia cara, meglio di no. Non vogliamo che
ci considerino degli arricchiti. La parola pi odiosa di tutte.
Bernard e Birgit, la sua segaligna moglie danese o norvegese,
se ne stavano in un angolo a chiacchierare con Joab Hitchbone,
che era ancora pi vecchio del vecchio Forgeron. Birgit
parlava nel suo strano accento, sorridendo e annuendo.
Che colpo era stato per tutti quando Bernard era ritornato
con lei da uno dei paesi baltici o scandinavi, quale di preciso
non si era mai capito. Una volta Birgit aveva raccontato a Mercy
di essere nata in Danimarca, vicino al grande albero Kongeegen.
Erano rimasti molto sorpresi, perch Bernard era un ragazzo
di notevole bellezza, con i capelli ondulati e gli occhi
blu cobalto. Sembrava sempre sul punto di sorridere, e un neo
sulla guancia sinistra aumentava quell'impressione. Secondo
Cornelia, la madre adottiva, era il figlio illegittimo di un nobile
francese e di una bella sartina. Era ancora un uomo affascinante,
anche se i capelli scuri non c'erano pi e l'elegante
linea del mento si era appesantita; aveva anche cominciato a
zoppicare. Nessuno aveva mai capito cosa ci trovasse in Birgit.
Eppure il loro matrimonio, bench senza figli, durava da
quasi trent'anni. Birgit teneva la casa ordinata e la tavola imbandita.
Passava molto tempo in cucina, non accontentandosi
di lasciar preparare i pasti alle schiave. Portava scomode gonne
col guardinfante, eppure preferiva impastare, strinare e arrostire
da sola. I suoi pudding erano rinomati.
Sarah, l'unica figlia del ricco importatore di melassa e zucchero
James Pickering, era stata una bellezza dai capelli scuri impomatati
e dagli umidi occhi color nocciola. Al guardinfante
preferiva rigide sottovesti che gonfiavano le gonne all'altezza
della caviglia scoprendo le calze di seta rosa, una moda sconveniente
per una donna sulla cinquantina. Il loro figlio maggiore,
George Pickering Duke, aveva studiato legge agli Inns
of Court di Londra ed era appena tornato a casa. Per anni aveva
rifiutato di farsi spingere in quella professione, dicendo che
voleva andare per mare, non come ufficiale ma come marinaio
comune, per visitare altri paesi.
George gli aveva detto Jan, alla nostra impresa serve un
esperto di giurisprudenza. Avrai un buon reddito, e pi avanti
potrai vedere il mondo in modo pi comodo di come lo vedresti
da marinaio semplice. Chiedi a Bernard com' quella vita.
E cos aveva parlato con zio Bernard, che gli aveva gelato
il sangue con racconti di tifoni, di uomini finiti in mare, delle
paralizzanti calme equatoriali, della noia, del lavoro incessante,
dei porti malsani, della capricciosa crudelt dei capitani.
George Pickering Duke si era ricreduto e aveva cercato le sue avventure nei libri.
Bernard, in piedi accanto al giovane Piet, stava parlando con
Joab Hitchbone. Il vecchio Forgeron sarebbe stato contento
di sapere che la giornata  cominciata col bel tempo. Hitchbone
bevve un sorso dalla sua tazza di syllabub. E come va
la produzione di pece? Andate ancora nelle foreste di pini delle Caroline?
Bernard fece una smorfia disgustata. Oh, no. Ho sempre
preferito lavorare in Quebec(1). Gestiamo ancora imprese di legname
al Nord. Quanto alla Carolina, il nostro giovane Piet
disse, toccando la spalla del nipote si  assunto quel compito,
e ora dirige duecento schiavi neri. Produciamo pece e catrame
della migliore qualit. Ce la siamo cavata bene, malgrado le leggi punitive dell'Inghilterra.
Fra qualche giorno torner alla piantagione disse Piet. I due uomini lo ignorarono.
Forgeron disse il vecchio Hitchbone, un brav'uomo, ma
sapete... aveva delle idee strane. Il suo punto di vista era in parte
francese e in parte inglese, di certo una miscela sgradevole.
Bernard inarc le sopracciglia. Forse non sapete che Forgeron
era nato a Ostenda, non in Francia. Ha incoraggiato nostro
padre a commerciare con i Paesi Bassi. Pap diceva sempre che
gli olandesi avevano un senso innato della conformazione del
terreno. Un talento necessario, diceva, per diventare un bravo
cercatore di terreni come Forgeron.
Ma Hitchbone prosegu. Disapprovava il taglio su larga scala,
criticava quelli che abbattevano gli alberi ma prendevano solo
i tronchi e bruciavano il resto. Aveva una mentalit frugale.
Oh,  sempre stato un animatore di controversie disse Bernard.
Ricordo bene le sue opinioni. Riteneva che gli uomini,
quando si trovano di fronte a una grande abbondanza di qualcosa,
provano l'impulso irresistibile di prendere tutto, per poi
fracassare e distruggere quello che non possono usare.
Hitchbone lo scrut. Ah! Come se noi piombassimo sul tavolo
della padrona di casa, ingurgitassimo tutte le leccornie e
poi spaccassimo le tazze e i piatti nel focolare?
Pochi di noi provano questo impulso, spero disse Bernard.
Lo intendevo come esempio del pensiero di Forgeron. Ricordate
la Bibbia: "E Dio disse riempite la terra, e soggiogatela,
e dominate sui pesci del mare e su ogni essere vivente che
si muove, e su ogni albero ed erba verde". Naturalmente qui in
Nuova Inghilterra le risorse selvagge sono cos abbondanti da
essere illimitate, che si tratti di pesci, pellicce, terreni o foreste.
Bernard non corresse la citazione sbagliata di Hitchbone;
il vecchio era noto per distorcere le Scritture a suo vantaggio.
Allora forse, visto che c' tanta abbondanza, potete spiegarmi
perch a Boston la legna da ardere scarseggia e costa sempre
di pi? Un'ottima cosa per la Duke and Sons, ma sta allontanando la gente dalla citt.
Hitchbone non si fece trascinare in quella conversazione; esamin
il poco syllabub rimasto nella tazza. Gli indiani. Sono loro
il problema. Non usano la terra correttamente, con il loro primitivo
metodo di caccia nomade. Come dice la Bibbia,  nostro dovere
usare la terra. E qui ci sono tante di quelle risorse che uno
pu fare ci che vuole e poi spostarsi altrove. Non si pu convincere
gli indiani che l'uso corretto consiste nel disboscare, dissodare,
seminare e raccogliere, allevare bestiame, estrarre minerali
o abbattere alberi. In poche parole, sono selvaggi. E pagani.
Bernard abbass la testa per non litigare, ma pens che la
guerra di re Filippo non era stata causata da un vago capriccio
degli indiani. Si erano battuti come cani rabbiosi per tenersi
le proprie terre, e avevano perso. Perch cacciare e raccogliere
bacche non erano considerati usi corretti della terra?
Ma tenne per s quella domanda. Be', signor Hitchbone, anche
se Forgeron scotennava gli indiani per incassare la taglia,
fra loro aveva anche alcuni amici. E un paio di volte ha osservato
che il motivo per cui la Nuova Francia non prosperava
era il commercio delle pelli, che allontanava gli uomini forti
dagli insediamenti e perci costava molto in termini di intraprendenza e sviluppo.
Forse c' qualcosa di vero disse Hitchbone. Ma potrei ribattere
che il loro grande svantaggio  il papismo. E la scarsa
popolazione, malgrado si riproducano come topi.
Bernard lo ignor e prosegu.  sempre stato un uomo pieno
di contraddizioni. Esortava la Duquet et Fils a tenere un piede
nel commercio delle pelli, cosa che in piccola misura abbiamo
fatto. Pensava che, se fosse avvenuto un certo trionfo militare, il commercio sarebbe ripreso.
Si dice che la valle dell'Ohio sia piena di castori. Se gli inglesi
riescono a conquistare la Nuova Francia - l'inevitabile
trionfo che voi evitate di nominare - il commercio potrebbe tornare redditizio.
S, Forgeron parlava spesso di argomenti che non lo rendevano
una compagnia piacevole. Vicino a lui ci si sentiva sempre
nervosi, non solo perch attirava fulmini e burrasche. Eppure
ha fatto pi di chiunque altro per sconfiggere la foresta
e gli indiani. In lui si rivelava la duplice natura dell'uomo.
Ci ha guadagnato in molti modi disse Hitchbone, che ci aveva guadagnato negli stessi modi.
Solo una volta ho visto nostro padre arrabbiato con lui.
Stavano parlando dei Wentworth, e Forgeron ebbe l'ardire di
dirgli che lui - nostro padre - non poteva sperare di entrare
nell'aristocrazia mercantile. Che i Wentworth avevano legami
con i Pari d'Inghilterra e sapevano bene come muoversi in
quelle cerchie altolocate. Dio mio, pap and su tutte le furie.
Hitchbone sorrise e torn ai Wentworth. Ricordo cosa diceva
vostro padre del vecchio Wentworth. "Quando verr il momento,
il suo piede vaciller." Deuteronomio.
Bernard rise. Non ha ancora vacillato.  un uomo astuto e senza scrupoli.
Forgeron ha accumulato una notevole ricchezza, eppure mi
stupiva il fatto che vivesse di selvaggina e mais come un indiano.
Ha avuto una vita solitaria. Abbass la voce. Mi chiedo chi erediter i suoi beni.
Bernard inarc le sopracciglia e ignor la domanda. Senza
dubbio tutti i presenti erano curiosi di sapere quale fosse il lascito
di Forgeron: non il solito noioso elenco di lenzuola, galline
ovaiole e sedie, ma i suoi terreni da legname. Forse non
tanto solitaria. Ho sentito che aveva una dozzina di consorti
indiane. Posso portarvi un'altra cucchiaiata di syllabub?
Miei cari disse Birgit, avvicinandosi a grandi passi, il
syllabub  finito. Provate i pasticcini allo sciroppo d'acero.
Piet, ragazzo mio, vieni con me invece di startene l impalato
ad ascoltare i borbottii di questi vecchioni. C' un gentiluomo
che ti far piacere conoscere. Joab Hitchbone pens, non per
la prima volta, che Birgit aveva una voce particolarmente dolce
e gentile, la voce di una ragazzina innocente, non della vecchia matrona tenace che sembrava.
Mentre le schiave indiane sparecchiavano la tavola, le donne
seguirono Mercy nel secondo salotto, dove c'erano sedie
ricamate a punto turco, simili ad animali di legno, con quattro
o cinque tavolini sparsi in mezzo come pozze d'acqua. Le
donne si sedettero davanti al fuoco a sorseggiare t cinese e
a ridere delle dicerie secondo cui il Due de Richelieu, devoto
del papa, aveva invitato i suoi ospiti a cenare nudi. E disse
Birgit, abbiamo sentito che dopo il suo "successo" - se
cos possiamo chiamarlo - sugli inglesi a Port Mahon della
scorsa primavera, il suo chef ha inventato una sontuosa salsa
fatta con olio d'oliva e tuorlo d'uovo. Il duca l'ha chiamata mahonnaise.
Stasera hai preparato una tavola meravigliosa, cara Mercy aggiunse.
Oh, suvvia! Nulla in confronto ai tuoi squisiti rinfreschi...
quei piatti azzurri con il bordo d'oro!
Sei troppo gentile, mia cara. Ma sai, quattro sono andati in
frantumi durante quell'infausto terremoto dell'anno scorso. 
stato cos forte che per poco non ci ha buttati gi dal letto. Ho
detto a Bernard che se questo  uno dei piaceri della Nuova Inghilterra,
allora preferisco il Chimborazo. Non capisco ancora
come abbia potuto provocare tanti danni a Boston, se la scossa
era localizzata a Cape Ann come dicono.
Mercy sospir e disse: Mi aspetto di vedere ancora tanto
dolore nella nostra epoca, finch la depravazione umana continuer
a irritare l'Onnipotente.
Durante la serata Mercy si port pi volte la mano alla tempia,
sospirando. Alla fine ammise quello che tutti avevano gi capito.
Miei cari ospiti, ci che temevo  accaduto. Chiam la
schiava per farsi portare dell'acqua fredda e la polverina per il mal di testa.
Devo ritirarmi disse, e mormorando un saluto collettivo
and nella stanza sul retro profumata con rizoma di giaggiolo,
che si diceva curasse il mal di testa.
Povera Mercy disse Sarah. Quei mal di testa sono proprio
la sua croce. Un peccato, dopo una serata cos riuscita.
S, ma c' voluta una montagna di lavoro. La mamma non
 abbastanza forte per fare queste cose disse Patience, indicando
la stanza e tutto quel che conteneva.
Gli ospiti, prendendo il ritiro della padrona di casa come
un segnale, cominciarono ad andarsene, da soli o in coppia.
Nicolaus strinse la mano a tutti, si scus per Mercy e li invit
a tornare presto, in un'occasione pi lieta. Il contabile Henk
Steen s'inchin, poi s'inchin ancora, sorridendo, mentre indietreggiava
verso la porta. Ci manca poco che si prostri a terra, pens Nicolaus.
La pace sia con voi e con il vostro syllabub mormor Joab
Hitchbone mentre scendeva barcollando le scale.
...
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...
Note.
1. Nel 1763 questa colonia francese diventa colonia britannica; in corrispondenza di
questo passaggio storico anche nel romanzo la grafia passa da Kbec (nella lingua
dei nativi "luogo in cui il fiume si restringe") all'odierna Qubec. (NdT)
...
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...
Capitolo 33. UN CASO INTERESSANTE.
...
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...
Gli invitati se n'erano andati tutti, tranne il suocero di Jan, James
Pickering, un uomo dal petto incavato che era stato un famigerato
contrabbandiere di melassa, e il giudice Louis Bluzzard.
I pantaloni del giudice erano di una stoffa troppo leggera
che gli enfatizzava la protuberanza maschile, cosa ancora pi
imbarazzante in un uomo anziano come lui.
Giudice, mostrate quel giornale ai miei fratelli disse Jan,
picchiettando con le lunghe dita sul bicchiere di rum. Jan concludeva
affari con i mercanti, preparava i contratti e stabiliva
i complicati accordi di spedizione. Aveva il compito di lisciare
le penne arruffate di chi si sentiva offeso dalle procedure
commerciali della Duke and Sons, in parte perch aveva l'indole
spassionata dell'uomo indifferente a tutto, troppo spesso
scambiato per imparziale. Dentro di s augurava la decapitazione a tutti i monarchici.
Il giudice fece circolare un giornale piuttosto sudicio, la
"Pennsylvania Gazette", aperto sull'illustrazione di un serpente
tagliato in molti pezzi, ciascuno dei quali recava le iniziali di
una colonia. Sotto c'era la scritta UNIRSI O MORIRE.
I giornali nascono come funghi, di questi tempi disse George,
alzando gli occhi al cielo.
Ah! esclam Nicolaus. Questo  opera di quel Franklin.
Conoscevo suo fratello James. Una famiglia nota per gli animi
sediziosi. Adesso Ben  tornato qui, o forse in Connecticut,
ma posso dirvi che il serpente coloniale unificato che lui auspica
non potr mai esistere. Sono troppi quelli che si sentono
inglesi fino al midollo, con tutto che sono nati qui. E le colonie
del tabacco sono molto diverse da quelle del pesce e delle
foreste. Per decenni la Duke and Sons aveva mantenuto un
precario equilibrio tra la fedelt alla Francia e la nuova, ambiziosa
generazione di uomini nati in America. Cominciava a emergere una discrepanza di opinioni.
Il giovane Piet si azzard a intervenire. La legislazione forestale
imposta dalla Corona ha creato un dissidio tra i coloni
e l'Inghilterra, non  vero? Gli altri ignorarono la sua sciocca osservazione.
James Pickering, che sfoggiava un panciotto di seta viola, disse:
Permettetemi di ricordarvi, cari amici, che un secolo fa questa
citt accolse due giudici regicidi. Ci sono dei lealisti sparsi
qua e l, ma il cuore dei coloni desidera l'indipendenza e nutre
ripugnanza per il re e i suoi uomini. Non  una novit. E la
legislazione forestale non  forse disprezzata da tutti gli uomini
d'affari americani?. Si gir e sput con eleganza nel fuoco.
Jan disse: La situazione si fa pi ingarbugliata di giorno in
giorno. Louis, ripetete ci che avete detto a me.
Ah, s. Mi sono azzardato a dire che i piani di attacco dell'Inghilterra
aumentano il rischio per le vostre foreste del Qubec.
Quando conquisteranno il Qubec, vi porteranno via le terre.
Il giudice lanci un'occhiata a Bernard, che considerava un po'
troppo affezionato al Canada francese.
Pu darsi disse Bernard, ma non dimenticate che la Nuova
Francia ha una forte milizia. Le truppe regionali sono eccellenti,
e riceviamo un valido aiuto dai nostri indiani. Il governatore
generale Pierre de Rigaud de Vaudreuil  intelligente,
credo, e conosce il paese. Ho sentito che questo Montcalm preferisce
combattere all'europea, con assedi e schieramenti rigidamente
contrapposti: il grande errore di Braddock. Ma in
Nuova Francia abbiamo adottato lo stile furtivo dei cacciatori indiani.
La stessa situazione che abbiamo qui disse il giudice, con
un lieve sogghigno. I vostri mezzosangue francesi non sono
gli unici a combattere in quel modo. Ma state attento: in molte
case di Boston le vostre sembrerebbero opinioni di un traditore.
Bernard ignor quella frecciata. Ho sentito anche che Montcalm
e Vaudreuil si odiano e lo dimostrano apertamente. Sospir.
Quando i francesi hanno sconfitto e ucciso Braddock, ho pensato che fosse finita.
Il giudice scosse la testa e abbai una risata, con lo sguardo
fisso su Bernard. Non credo. Sono convinto che prima o poi
l'Inghilterra conquister la Nuova Francia avvalendosi delle
truppe coloniali. La battaglia che hanno combattuto lo scorso
settembre sul lago George dimostra la loro perseveranza. Il suo tono era combattivo.
Jan pens che fosse il momento di sollevare la questione.
Guard suo figlio. George, tu che hai studiato la legge, cosa
pensi di questa difficile questione? A chi dovrebbe offrire la
propria lealt la Duke and Sons? Alla Francia o all'Inghilterra?
Se fosse cos semplice borbott Bernard.
Nei nostri testi questa particolare situazione non si  mai
presentata, ma ne abbiamo discusso in privato fra studenti delle
colonie rispose George, fiero di essere stato interpellato.
E cosa avete concluso? Bernard sospettava che George,
studiando la legge inglese nel cuore di Londra, fosse diventato
un fautore dell'eterna obbedienza all'Inghilterra.
Che in termini di leggi e giurisdizioni le colonie si stanno
allontanando sempre pi dall'Inghilterra. Il cambiamento di
direzione si  fatto molto evidente nel 1686, quando il governo
britannico, temendo che stessimo diventando troppo indipendenti
e troppo ricchi, ci mand il governatore Andros e revoc
il nostro statuto coloniale. Bene, pens Bernard, addio obbedienza.
Nicolaus disse: Dopo due generazioni di autogoverno coloniale,
 stato un grave errore da parte loro. E sbarazzarsi di Andros non ha rimediato alla situazione.
George s'intromise baldanzosamente. Ed ecco cosa abbiamo
oggi! Inglesi in posizioni di potere che prendono decisioni
che ci riguardano, gente che sa poco o niente delle colonie, che
non ha alcuna esperienza di questi luoghi n desidera averla.
Emettono ukase e decreti fondati su ignoranza ed egoismo. Si
preoccupano solo di quanto riescono a spremere dalle colonie per riempire i loro forzieri.
Non sembra molto diverso dal rapporto tra Francia e Nuova
Francia disse Bernard, piuttosto sorpreso dal tono appassionato
dell'apatico George. Dev'essere la disgrazia di tutte le colonie.
Se la rabbia e il malcontento continuano... be', posso illustrarvi
un esempio legale particolarmente rilevante per la Duke
and Sons, visto che riguarda il taglio delle foreste. George si sentiva importante.
Forse so di cosa parli disse Nicolaus, socchiudendo gli occhi.
Ti riferisci al caso Dregg di una decina d'anni fa?
No, avevo in mente il caso Frost, di qualche anno prima.
Nelle nostre discussioni private, noi studenti delle colonie lo
consideravamo un caso di rilievo.  stato dibattuto solo una
volta con il corpo insegnante. Un avvocato degli Inns of Court
lo riteneva una dimostrazione dello scaltro e impudente temperamento coloniale.
Bernard guard il giovane George. Vorresti liberarci dalla
nostra ignoranza? Cos'era questo "caso"?
All'apparenza, zio Bernard, poteva essere interpretato come
l'ennesimo esempio della tendenza delle corti del Massachusetts
a sentenziare in favore degli operai delle segherie coloniali,
accusati di sconfinare nei terreni privati per fare incetta di alberi.
S disse Nicolaus. Per mio padre quei tribunali tolleranti
erano una delle attrazioni di questa regione. E abbiamo sopportato
gli ispettori generali delle foreste di Sua Maest, quelle
maledette canaglie, per pi di sessantacinque anni. Ora  giusto
che soffrano in tribunale. Emise un piccolo nitrito.
E in cosa differisce questa causa di cui parli?
George guard il giudice Bluzzard.
Il giudice torn a riempirsi il bicchiere di rum.  cominciata
a Londra, come molti dei nostri problemi: pensate alle enormi
concessioni terriere a Mason e Gorges. Mand gi un sorso.
Per venire al dunque, nel 1730 la Corona assegn una concessione
quinquennale per la fornitura di alberature a Ralph
Gulston della Compagnia del Levante, uno di quei tizi dalla
pelle bruna che commerciano con il vicino Oriente. La concessione
gli permetteva di entrare in qualunque terreno del Maine
che nel 1691 apparteneva alla Corona - e di conseguenza era
pubblico -, per rifornire di legname la Marina Reale. Fece un
cenno a George per passargli la parola.
George espose il caso di violazione di propriet imperniato
sulla data del 1691, quando i terreni in questione appartenevano
alla Corona. Dopo qualche indugio, Gulston ingaggi
un taglialegna delle colonie, William Leighton, per abbattere
i pini. E durante l'inverno del 1733-34 Leighton li abbatt e li
port fuori dalla foresta. Nessuno obiett. Tuttavia, nel periodo
trascorso dal 1691, il titolo di propriet della terra era passato
a John Frost, un americano di Berwick, nel Maine. L'Ispettore
Generale della Corona decise di ignorare il titolo di Frost. Nella
primavera del 1734 John Frost, brandendo il suo diritto legale,
fece causa a Leighton per violazione di propriet privata.
Credo di sapere com' andata a finire disse Bernard. Ma vai avanti.
S. Il tribunale, naturalmente, diede ragione a Frost.
Perdio, adesso ricordo il clamore disse Jan. Leighton stupidamente pag il dovuto, giusto?
S disse George, ma... Allung la mano come per annunciare
il fatto centrale intorno al quale si imperniava la vicenda.
Dall'altra parte dell'oceano, quando lo venne a sapere, Gulston
mise in moto i suoi mostruosi ingranaggi. Era nelle grazie
del re. A tempo debito, un ordine reale arriv a Boston.
Con un ghigno da lupo, il giudice Bluzzard, continu il racconto.
Bisogn aspettare fino al giugno del 1738 per avere un'udienza.
Tutti rimasero sbalorditi quando il tribunale dichiar
di non avere l'autorit per eseguire l'ordine reale, perch il suo
compito era interpretare leggi e giudicare cause esclusivamente
all'interno della provincia. Afferm che non aveva il potere di
applicare quella che defin "una sentenza straniera". Era come
se avessero dichiarato l'intenzione di disubbidire all'ordine
reale. Capite? Come se avessero detto: "Il re  uno straniero e
non c'entra niente con noi".  stato un trionfo dello spirito indipendente americano.
Signore! grid Jan, come per metterlo in guardia da agenti
che potevano aver sentito il suo commento sovversivo.
Bernard chiuse la discussione riportandoli alla pi semplice
domanda su come scegliere da che parte stare: Inghilterra o
Francia? Potremmo chiederci cosa avrebbe fatto nostro padre.
Non  difficile. Ha imito la propria sorte a quella degli inglesi
quando ha lasciato la Nuova Francia.
Ma non doveva fare i conti con la crescente animosit delle
colonie fra loro e contro l'Inghilterra, come dimostra il serpente
mozzato di Franklin. La nostra situazione attuale  molto diversa.
Sono d'accordo disse Jan. Sempre pi spesso si sente
mormorare che le colonie dovrebbero mettersi insieme e sfidare
l'Inghilterra. La sfidiamo gi quando si tratta di legname e
cantieristica, contrabbando e melassa. La costante imposizione
di tasse e decreti punitivi rappresenta davvero una minaccia
per la nostra regione. Se non fossimo creature dell'Inghilterra,
la nostra economia prospererebbe.
Bernard sorrise. Come uomini d'affari non dovremmo mantenere
buoni rapporti con tutte le fazioni? Con i francesi, gli inglesi
e i coloni del Sud e del Nord... e anche con i Wentworth?
S disse Jan. Dobbiamo rimanere cordiali con tutte le parti
in causa, compresi gli inglesi, e controllare spesso da che parte
tira il vento. E mantenerci al corrente dei nuovi Atti. La Corona
sembra decisa a metterci in catene tanto quanto noi siamo decisi a liberarci.
Ben detto esclam Pickering. La bottiglia di rum pass di mano in mano.
Bernard si avvicin, reggendo il mantello di lana blu della
moglie. E ora di andare disse gentilmente, e tutti uscirono in silenzio.
Il giovane Piet si stava avvolgendo nel mantello quando George gli si accost e gli parl sottovoce. Cugino, possiamo
rivederci? Devo partire per la Carolina fra tre giorni. Vorrei
che fossimo amici, visto che un giorno lavoreremo insieme
per la Duke and Sons. Noi e Sedley siamo il sangue giovane
della famiglia. Conosci La Tana del Lupo? George aveva ventisei anni e Piet uno di meno.
Certo. La preferisci alla Taverna dell'Orso e al Gallo Turco?
S,  pi tranquilla, con meno risse fra ubriachi. Troviamoci
l domani sera. Si strinsero la mano, e il giovane Piet usc
nella notte fresca, odorosa di fumo di legna e della non lontana foresta sempreverde.
...
.
...
Capitolo 34. LA COSA NEL BAULE.
...
.
...
La Tana del Lupo era una taverna tranquilla e gradevole, con
mezza dozzina di tavolini e un ampio focolare in fondo alla
sala. Nel locale c'era solo l'oste, un uomo butterato che stava
travasando il contenuto di un barilotto dentro alcune bottiglie.
I due cugini si sedettero al tavolo pi piccolo, vicino al focolare.
Entrambi ordinarono rum pepato caldo, perch era una
serata fredda e senza vento che prometteva una forte brinata.
Piet allung le mani verso il fuoco morente.
E importante avere un bel fuoco. In Europa e in Inghilterra
ho sempre freddo, con quei camini grandi come scodelle
dove bruciano miseri mucchietti di sterpi. Solo qui sappiamo
fare un vero fuoco per respingere il freddo. Questo andrebbe un po' alimentato.
L'oste lo sent e disse: Dovevamo mettere un nuovo ceppo
stamattina, ma uno degli uomini  stato trattenuto. Sta arrivando.
Alz un dito per indicare che non c'era molto da
attendere. Pochi minuti dopo giunsero nella stanza quattro
uomini, fra cui un colosso con una capigliatura bianco sporco
che odorava di aria fresca e corteccia d'albero. L'oste si avvicin
ai due giovani. Forse lor signori vorranno sedersi a un
altro tavolo, per evitare la confusione. Robert Kemball, la cui
presenza era necessaria,  arrivato solo ora. Doveva trattarsi
di quell'omone, pens Piet. La porta si apr, lasciando entrare
una raffica di aria gelida e gli uomini barcollanti sotto il peso
di un mostruoso ceppo di faggio verde, lungo otto piedi e largo
due. Lo infilarono dentro il grande focolare con grugniti,
dondolii e spinte, lamentandosi per il peso. L'oste si precipit
con una sbarra di ferro per spostarlo verso il fondo del camino.
Sul davanti misero un ceppo di tsuga di dimensioni considerevoli,
e l'oste ammucchi della cenere sopra la legna fresca
per rallentarne la combustione. Un ragazzo port un cesto di
rametti di pitch pine, e nel giro di un paio di minuti una nuova
fiammata riemp la stanza di calore e luce danzante. L'oste
ricompens gli uomini con un bicchiere di rum e una moneta
per ciascuno, poi diede una pacca sulla schiena di Robert
Kemball, che sembrava il dorso di un bue. Guard Piet e George,
e con un gesto del braccio chiese se volessero tornare al tavolo
di prima. Loro rifiutarono, perch adesso vicino al fuoco faceva troppo caldo.
Ah esclam George Pickering Duke, tracannando il suo
toddy e asciugandosi le labbra rosse. Piet, spigoloso come un
ramo d'albero, annu e sorrise. Tacquero a lungo, godendosi il tepore del fuoco e la bevanda calda.
Mi chiedo perch non siamo mai usciti insieme disse George,
che vedeva di rado il cugino. Anche con Sedley. Eppure
un giorno non troppo lontano saremo noi a prendere decisioni per la Duke and Sons.
S. Dovremmo vederci pi spesso. Certo, tu ogni tanto vai in Carolina.
Purtroppo. Ma trovo sempre qualche motivo per tornare a
Boston. Per un po' rimasero tranquillamente in silenzio. Poi
George si schiar la gola e disse: Dopo la discussione di ieri
sera, mi sembra di capire che tu appoggeresti i coloni anzich l'Inghilterra o la Francia.
Proprio cos. E credo che zio Bernard sosterrebbe la Nuova
Francia piuttosto che la Francia. Anche se, vivendo da cos tanto
tempo a Boston, potrebbe anche stare dalla parte delle colonie.
Molte delle notizie che riceviamo sono congetture.
Infatti. E molte, secondo me, sono volutamente fuorvianti.
George allung le gambe e interruppe quelle riflessioni.
Caro cugino, vorrei farti una domanda un po' personale.
S?
Ti  mai capitato di vedere nostro zio Outger?
S. Ma solo una volta. Lo stesso giorno in cui lo hai visto tu.
Io? Io non l'ho mai visto. Per me  una figura sconosciuta
e misteriosa.
No, no. Invece l'hai visto. Ti ricordi quel giorno in cui abbiamo
dato una grande gioia agli uccelli? Era primavera, dovevamo
avere sette o otto anni. Non di pi.
Il giorno della felicit degli uccelli mi  rimasto eternamente
impresso nella memoria. Ma che c'entra lo zio Outger?
Non ricordi un omino con gli occhi da folle che spiegava
delle lenzuola sopra un tavolo e ci ordinava di stargli lontano?
S. Ricordo che si lamentava con foga e sventolava le lenzuola
come se stesse issando delle vele. Di certo non era...
Quello era lo zio Outger. Dicono che abbia molte conoscenze
all'estero, uomini di scienza ai quali scrive e manda campioni
di piante ed erbe.
Quel vecchio pazzo...? Quell'uomo  il nostro famoso zio
Outger? Manda erbe agli uomini di scienza?
Proprio cos. Per loro le erbe della Nuova Inghilterra sono
una novit.
Cos quello era lo zio Outger. Sono sbigottito. Ordin altri
due rum flip. Io mi ricordo soprattutto gli uccelli e ci che
abbiamo trovato in quel vecchio baule.
L'oste arriv con le bevande calde, i cugini alzarono i bicchieri
e ricordarono.
I loro genitori si erano rinchiusi con lo zio pazzo in quella
che chiamavano "la vecchia sala delle riunioni". I bambini
avevano esplorato la casa, salendo furtivi l'angusta scala scricchiolante
che portava in soffitta. La luce entrava solo da una
finestrella sudicia. In un angolo c'era la carcassa rinsecchita di
un gufo, che aveva dato loro un brivido d'eccitazione. Erano
stati attratti da un baule di cuoio appoggiato contro una parete
bassa, e dopo aver armeggiato con il fermaglio arrugginito
cercando di indovinare cosa ci fosse dentro, avevano fatto un
salto indietro quando il coperchio si era spalancato di schianto,
riempiendoli di polvere e penne di gufo. Dopo un momento
di attesa, George si era avvicinato audacemente al baule e
aveva guardato dentro. Aveva lanciato uno strillo e si era precipitato
verso le scale, urlando:  vivo!. Piet gli era corso appresso.
Cosa? Cos'era? Un lupo?
Forse un lupo! Forse un indiano! Era un'orribile cosa pelosa.
Mi ha guardato. Si  mossa!
Dopo parecchi minuti si erano decisi a risalire le scale. Era
tutto tranquillo. Il baule aperto, il gufo nell'angolo.
Si erano avvicinati al baule, avevano guardato dentro. La
cosa, un groviglio arruffato, non si muoveva molto, ma emanava
un senso di vitalit trattenuta. Piano piano Piet aveva
infilato il braccio per toccarla, poi lo aveva ritirato di scatto.
Un mucchio di peli aveva detto. Che schifo.
Ora toccava a George. Per dimostrare la propria audacia aveva
addirittura stretto fra le dita la massa pelosa prima di ritrarsi.
A dire il vero entrambi sapevano di cosa si trattava, ma fingere
che fosse un'incarnazione del male si adattava meglio al
loro stato d'animo. Piet aveva aperto con uno strattone la finestra
sporca per far entrare la luce.
Infine avevano sollevato la massa informe, e per la prima
volta in pi di trent'anni era riapparsa la parrucca di Duquet.
L'avevano trascinata per la soffitta, l'avevano drappeggiata
come uno scialle sopra il gufo, avevano cercato di lanciarsela
addosso malgrado il peso. Alla fine George era andato alla finestra
e l'aveva lanciata fuori. Era precipitata a terra, sibilando
come un peto di mucca.
George! Piet! aveva chiamato Patience da sotto. Che diavolerie
state combinando lass? Fate pi rumore voi della milizia.
Uscite subito in giardino.
Nell'aria fresca il loro bottino sembrava meno interessante.
Piet aveva preso una striscia di cuoio dalla stalla e l'aveva
legata intorno all'ammasso di capelli. Avevano cominciato a
correre tirandosi dietro la parrucca, che strisciava a terra rimbalzando
e raccogliendo rametti. Quando Mercy, la madre di
Piet, aveva annunciato che era pronta la torta di mele, l'avevano
abbandonata tra i rovi. Pi tardi gli adulti, sempre parlando,
erano tornati nella sala delle riunioni, e i due cugini erano
usciti di nuovo. Che spettacolo meraviglioso! Gli uccelli stavano
strappando i capelli dalla parrucca.
Li usano per farsi il nido aveva detto Piet. Sono molto contenti
aveva ribattuto George. Erano rimasti a lungo a guardare,
e anche mentre le loro carrozze si allontanavano, nel tardo
pomeriggio, avevano continuato a vedere uccelli che volavano
verso il giardino. La loro amicizia era nata durante quell'avventura
fanciullesca.
S disse George, che non sapeva nulla del nonno Charles
Duquet, la memorabile giornata della parrucca di zio Outger
il pazzo. Se ci avesse visti sarebbe impazzito ancora di pi.
Spinto da un impulso virile, il giovane Piet si alz in piedi e
attizz il fuoco anche se non ce n'era bisogno. Le nuove scintille
salirono con un rombo e il caldo usc pulsando dal camino.
Proprio cos disse George, mentre il calore gli lambiva la
faccia. E come sta tuo fratello Sedley? Non era al funerale, e
neppure al ricevimento.
No, Eugenia sta per partorire, e il dottor Perry le ha prescritto
riposo assoluto. Sedley vuole restarle accanto perch 
molto delicata... e potrebbe non sopravvivere.
A George venne in mente una frase crudele che aveva letto
da qualche parte quando viveva a Londra, il commento di
un certo Ward sulle donne dell'America coloniale: "Le donne,
come frutti precoci, maturano presto e marciscono presto".
Piet prosegu. Inoltre Sedley non ha mai potuto soffrire il
vecchio Forgeron, cos nostro padre lo ha dispensato. Torn
a sedersi e guard dentro la tazza del toddy, ancora quasi piena.
Sei mai tornato a Londra dopo la laurea?
No. Anche se mi piace viaggiare. Sai, volevo andare per
mare, ma mio padre ha insistito perch studiassi legge. I nostri
padri pensano solo agli affari. Affari e ancora affari. Tutti
in famiglia sapevano della passione di George per i racconti
di avventure sui mari, storie di naufraghi e naufragi, di navi
distrutte da violente tempeste, di isole remote dove selvaggi
armati di lancia catturavano i marinai e li mangiavano crudi,
di onde anomale che inghiottivano intere flotte. Quando il libraio
di Londra gli aveva mandato La vita e le strane sorprendenti
avventure di Robinson Crusoe, George lo aveva letto e riletto
ed era rimasto incantato per settimane.
Sono contento di sentire che ti piacciono i viaggi, perch
forse presto ne faremo uno. Mio padre ha appena ricevuto una
lettera dallo zio Outger, quello che tu hai dimenticato. Sta progettando
di andare ad Amsterdam l'anno prossimo a trovare
l'anziana madre e sua sorella Doortje. Mio padre dice che dobbiamo
andare tutti, perch nonna Cornelia  molto vecchia e
inferma. E noi cugini non abbiamo mai visto zia Doortje.
Parlarono per un po' delle guerre in corso, del maggiore Rogers
e della sua banda di canaglie, rimandando il momento di
uscire nella notte. Ma era tardi. Piet guard il suo bell'orologio
da panciotto. Io sogno che le colonie si uniscano. Ora come
ora sono divise dall'invidia e dalla concorrenza negli affari.
Per la Duke and Sons ci sarebbe molto da cambiare, a partire
da certe difficolt nella Carolina del Nord. Spero che potremo
incontrarci per discutere di come migliorare i profitti della societ,
quando io, tu e Sedley saremo nelle condizioni di farlo.
E anche di come migliorare la posizione sociale dei Duke.
Al momento, ignorati come siamo,  difficilissimo incontrare
ragazze interessanti con gli agganci giusti. Piet si alz, pag
l'oste, indoss il pesante mantello e and verso la porta. Vieni? disse a George.
S, fino alla chiesa. L'aria fresca ci far bene, dissiper i fumi del rum.
Uscirono dalla Tana del Lupo, sotto uno sfavillio di stelle cos acceso e vibrante che il cielo sembrava emettere un suono di corde pizzicate.
Che freddo! esclam Piet.
Fa molto freddo disse George. Molto, molto freddo. Respirarono l'aria frizzante, odorosa di pino. Eppure si avvertiva una forza implacabile, persino malevola, che piegava la notte striata di meteore.
...
.
...
Capitolo 35. ETDIDU.
...
.
...
Bernard Duke, a cinquantacinque anni, aveva due gravi problemi
sui quali rimuginava costantemente. Il primo riguardava
il suo successore. Dopo di lui nessun membro della famiglia
avrebbe saputo svolgere il cruciale lavoro dello stimatore, per
valutare i preziosi alberi che crescevano sui vasti terreni della
Duke and Sons. A lui lo aveva insegnato Charles Duquet,
prima della sua misteriosa scomparsa, e poi il vecchio Forgeron,
ma fra i nipoti non aveva trovato nessuno anche solo vagamente
interessato a imparare come si valutavano gli alberi,
come si calcolava la cubatura del legname.
Sedley, il figlio di Nicolaus, lo aveva accompagnato spesso.
Ma quando lo sentiva spiegare la differenza fra misurazioni
lineari e volumetriche gli si appannava lo sguardo, e calcolare
la cubatura di un tronco affusolato alto ottanta piedi andava
al di l delle sue capacit. Quando attraversavano un tratto
di foresta, mentre Bernard prendeva appunti e faceva calcoli,
Sedley lo seguiva incespicando.
Zio, non  possibile assumere un agrimensore per stabilire
dove vale la pena di tagliare?
Siamo un'azienda gli rispose Bernard, seduto su un ceppo
ad accendersi la pipa dopo un pasto a base di pane raffermo
bruciacchiato e t caldo. Dobbiamo conoscere la qualit e la
cubatura del nostro legname.  difficile trovare un buon agrimensore.
 un lavoro faticoso, dove abbondano le stime imprecise
e le bugie belle e buone. Abbiamo provato degli agrimensori
che, per risparmiarsi il fastidio, ci hanno presentato
mappe e relazioni fasulle. Hanno giurato che certi alberi erano
sani, e invece poi si sono rivelati marci o cavi.
Tir una boccata dalla pipa, butt fuori il tabacco residuo e
la ricaric. Il fumo esce troppo caldo disse. Devo prenderne
una nuova. Tolse dal fuoco un ramoscello ardente e la riaccese.
I Wentworth e altri concorrenti pagavano quegli agrimensori
perch ci fornissero una valutazione sbagliata. Una volta i nostri
boscaioli sono arrivati sul posto e hanno trovato un migliaio
di ceppi lasciati dai ladri di legname. I ceppi erano ingrigiti dal
tempo: vale a dire che l'agrimensore non era mai stato l. Un'altra
volta abbiamo ricevuto una relazione che descriveva una fitta
foresta, ma quando siamo arrivati abbiamo trovato solo cenere.
Fece una smorfia, svuot di nuovo la pipa e la mise in tasca.
Sedley, seduto su un ceppo vicino, scuoteva i piedi e dava
manate alle zanzare. Vide una sottile spirale di fumo salire dal
suolo della foresta, nel punto in cui Bernard aveva svuotato la
pipa. La lezione prosegu.
Un uomo esperto impiega pi di una settimana per valutare
appena cinquecento acri di foresta. Un agrimensore onesto
 fondamentale per i nostri affari.  una responsabilit che
spetta ai membri della famiglia. Altrimenti, quando io non ci
sar pi, vi imbroglieranno. Ma Sedley non abbocc.
Zio, ho paura che dovremo impegnarci per trovare qualcuno
da istruire al di fuori della famiglia, che lavori per un buono
stipendio. A me interessa espandere gli affari. Intendo andare
oltre gli alberi e il legname, in maniera trasversale.
Consideri la potassa il massimo per il futuro? gli chiese
Bernard in tono sprezzante, come se Sedley gli avesse annunciato
che intendeva coltivare l'insalata. Si alz in piedi.
Vieni. Se partiamo subito possiamo arrivare alla locanda
prima di sera. Dietro di loro il residuo di tabacco avvamp
tra gli aghi di pino, e la fiammella crebbe fino a diventare un
focherello strisciante. Il giorno dopo, a Boston, Bernard vide il
fumo lontano e cap che si trattava della foresta della Duke and
Sons; ma gli incendi erano inevitabili. Le foreste bruciavano secondo
la volont di Dio. La fine dell'estate era sempre fumosa.
Bernard sentiva arrivare la vecchiaia; non aveva tempo da
perdere. Avrebbe dovuto cercare il suo agrimensore al di fuori
della famiglia. Avrebbe chiesto agli operai delle segherie, che
gi ci sapevano fare con le misurazioni volumetriche, una volta
che avevano i tronchi davanti agli occhi. Tuttavia stimare il
valore di un albero in piedi era ben altra cosa. Dovevano pur
esserci un paio di ragazzi svegli da poter addestrare. Se solo
fosse riuscito a trovarli.
L'altro problema invece era insolubile, la soluzione nelle
mani di Dio. Se fosse riuscito a prevenirlo, forse avrebbe potuto
fare qualcosa. Ma se fosse accaduto dopo la sua morte,
avrebbe deciso il destino.
Nel 1758 gli inglesi stavano portando via ai francesi i loro territori
africani e americani. Era un momento rischioso per viaggiare,
ma quando mai viaggiare era stato sicuro? Il gruppo di
sei Duke - Bernard, Nicolaus, Jan, Outger, Piet e George - si
sarebbe imbarcato su una nuova fregata mercantile olandese,
la Bladwesp, che trasportava il carico della Duke and Sons (travi
per dighe) da Boston ad Amsterdam. Bernard avrebbe voluto
fermarsi a La Rochelle per degli incontri d'affari, ma non
era possibile per via della guerra; era meglio risalire senza rischi
lungo la costa della Francia e andare dritti fino ad Amsterdam.
Sedley sarebbe rimasto a Boston, perch Eugenia, che
aveva dato alla luce un maschietto, era debole e sempre pi
deperita. Secondo il dottor Perry non sarebbe durata a lungo.
Il bambino era forte: sembrava che avesse prosciugato tutta la
vitalit della madre. Eugenia aveva chiesto sussurrando che
lo chiamassero James; Sedley acconsent, ma prese in odio il
neonato assassino.
Per Bernard sarebbe stato un viaggio veloce: aveva intenzione
di tornare dopo un mese. Gli altri potevano restare finch volevano;
anzi, George aveva in programma un giro dell'Europa
- esclusa la Francia per via della guerra -, e Jan e Bernard
approvavano. Ma Nicolaus non permise a Piet di unirsi al cugino.
A George non dispiaceva affatto viaggiare da solo, visto
che progettava un'avventura a base di alcol e puttane e preferiva
non avere un testimone, per quanto simpatico. Era un
peccato dover saltare la Francia, di cui aveva sempre sentito
parlare come il culmine della depravazione.
Tu, Piet, sei responsabile delle piantagioni di pitch pine
disse Nicolaus. Non puoi intraprendere un viaggio del genere.
Avevo pensato di mandare Henk Steen a sorvegliare la piantagione,
casomai tu fossi rimasto via per qualche mese, ma ha
fatto una scenata. Ha detto che non poteva prendersi una simile
responsabilit. A quanto pare ha degli scrupoli morali sulla
schiavit. Al mio ritorno ho intenzione di sostituirlo con un
uomo meno sensibile. Steen pu portare i suoi scrupoli morali da un'altra parte.
Mancava solo un giorno alla partenza, e Outger non era ancora
arrivato. Era impensabile salpare senza di lui: il viaggio
era stato organizzato su sua richiesta. Bernard parl con il capitano
Strik, un vecchio olandese burbero che detestava i passeggeri
anche se pagavano bene. Era contento quando morivano
durante la traversata e bisognava gettarli fuori bordo. Ora
disse che sarebbe partito all'orario previsto, con o senza Outger Duquet.
Il viaggio era gi pagato, e se il passeggero decideva
di non arrivare in tempo utile, be', ad Amsterdam poteva
andarci a piedi, concluse con una risata ansimante.
Piet e George si sporgevano dal parapetto, tenendo d'occhio il
porto in attesa del famigerato zio. La loro pazienza venne premiata.
Piet scese rumorosamente nell'alloggio di Bernard e lo
trov intento a scrivere sul suo registro contabile di cuoio rosso.
Zio!  arrivato. In carrozza. Seguito da tre carri di bauli e
scatoloni.
Bernard segu il nipote sul ponte e vide Outger. Assomigliava
a Charles Duquet, anche se gli mancavano la muscolatura
e la mascella incavata del padre. Ciuffi di flosci capelli giallastri
gli sfuggivano da sotto la parrucca con il codino, e gli occhi
chiari avevano lo sguardo penetrante dei Duquet. Era magro,
con il pallore di chi non esce mai di casa.
Outger ignor Bernard e corse nella cabina del capitano, dove
blater e sproloqui per un quarto d'ora. Quando ne usc, sei
marinai lo seguirono gi dalla nave per caricare a bordo bauli
e scatoloni, che poi portarono nell'alloggio supplementare da
lui prenotato. Un quarto carro con sopra un'enorme cassa da
imballaggio arriv al molo. Ci vollero dodici marinai per trasportarla
sul ponte, dove rimase, coperta da un telone e assicurata
con dei cavi. I marinai, ridendo e mordendo le monete
di Outger, tornarono alle loro mansioni. Outger esamin Bernard,
scontento di ci che vedeva: un uomo pesante e invecchiato,
un po' zoppo.
Welkom, broeder disse Bernard. Outger storse le labbra.
Ti prego di ricordare, Bernard, che non siamo fratelli. I miei
genitori potranno anche avere adottato te e gli altri, ma noi non
siamo, ci tengo a sottolinearlo, fratelli di sangue.
Non rischio certo di dimenticarlo. Tuttavia noi siamo sempre
stati pi vicini a tuo padre di quanto lo fossi tu.
Si stup quando Outger scoppi a ridere. S, s. Ma c' poco
da vantarsene. Quell'uomo era un bruto.
Era anche un ottimo uomo d'affari, e di questo abbiamo
beneficiato tutti, sia tu che noi. La sua scomparsa  stata una
grave perdita per la Duke and Sons.
Certo. Ma fra tutte le bizzarre fantasie che sono state proposte,
mi domando se non abbiate mai sospettato che si sia
ammalato di vaiolo, che a quei tempi era molto diffuso, e sia
andato nella foresta a morire da solo. A me sembra logico.
Forse hai ragione.
S. E adesso che abbiamo tolto di mezzo l'animosit, possiamo
provare a comportarci civilmente, visto che dobbiamo
viaggiare appiccicati per le prossime sei settimane?
Mi farebbe un enorme piacere. E io sono contento di vederti.
Sembravano due terrier che si giravano intorno fiutandosi
a vicenda.
Non ci crederai, ma sono contento anch'io. E dimmi, chi
sono quelle scimmie che mi guardano con gli occhi di fuori?
Outger indic il parapetto della nave.
Quello con la catena dell'orologio sul panciotto  il giovane
Piet, uno dei figli di Nicolaus. Dirige la nostra produzione
di pece in Carolina. L'altro  George Pickering Duke, il figlio di
Jan, tornato di recente da Londra dove ha studiato legge agli
Inns of Court. Manca Sedley, il fratello di Piet.  appena
diventato padre ed  rimasto a Boston con la moglie. Prese fiato
e si rivolse ai nipoti.
Signori, questo  Outger Duquet. Ne avete sentito parlare.
Lo avevano anche sentito rifiutare la sua parentela con Bernard,
e non avevano idea di come rivolgersi a lui. Outger not
il loro imbarazzo e disse: Potete chiamarmi zio, purch venga
inteso come titolo di rispetto per una persona pi anziana e
non come-rivendicazione di una parentela inesistente. Il suo
tono era quello di un principe di sangue reale.
Grazie, zio disse Piet; anche George borbott un ringraziamento.
Ci rivedremo alla tavola del capitano disse altezzoso Outger,
e scese sotto coperta a sistemare le sue cose.
La cena fu abbastanza gradevole; ogni tanto persino il capitano
Strik riusciva a spremere un mezzo sorriso dai propri lineamenti
scontrosi. Quando gli altri insistettero per conoscere la
sua opinione sul pericolo delle navi da guerra francesi, il capitano
disse: Proprio stamani ho sentito che gli inglesi hanno
catturato pi di duecento navi francesi. I francesi sono preoccupati
per i loro traffici con le Indie Occidentali, e anche per
la Nuova Scozia. Dubito che le loro poche navi in movimento
perderanno tempo a inseguire un mercante olandese.
Dopo il budino arriv un buon porto, e gli uomini tirarono
fuori l'attrezzatura per fumare. Zio Outger esib una borsa da
tabacco gialla da cui penzolavano degli orribili artigli.
 ricavata dalla zampa di un albatro. Hanno estratto le ossa
e conciato la pelle. Molte parti dell'albatro si possono riutilizzare:
il becco diventa un ottimo fermaglio per documenti, e la
carne  saporita come quella del fagiano.
E dove hai catturato un albatro? chiese Jan.
Outger agit la mano verso oriente.
Jan non smetteva di fargli domande. Ti fermerai molto ad
Amsterdam?
Niente affatto. Star qualche giorno con mia madre e mia
sorella Doortje. Poi andr all'universit di Leida per incontrare
degli studiosi di storia naturale. Sono in corrispondenza
da decenni con alcuni di quegli eruditi, e anche se mi sembra
di conoscerli bene non li ho mai incontrati. Tracann il
porto. E se ci presentassero in questo preciso momento, loro
non mi riconoscerebbero. Per precauzione ho sempre usato un
nome fittizio nella nostra corrispondenza. Disse che aveva
escogitato quel nome misterioso scrivendo l'alfabeto in cerchio
e scegliendo le lettere opposte a quelle del suo cognome.
Come ulteriore precauzione aveva poi invertito l'ordine delle
lettere, ottenendo cos il nome segreto per la sua corrispondenza:
Etdidu.
Davvero ingegnoso disse Nicolaus, assecondandolo. Evit
di chiedergli perch trovasse cos necessario mantenere l'anonimato.
Bernard era al contempo soddisfatto e sconcertato
di aver azzeccato le sue previsioni su Outger. Quell'uomo, rimasto
chiuso per decenni nella casa di Charles Duquet nella
baia di Penobscot, era diventato un vero eccentrico: un nome
in codice, progetti inutili e chiss cos'altro?
Qual  l'oggetto del tuo interesse, se posso permettermi?
gli chiese.
Pi di uno. La flora del Nuovo Mondo. I manufatti degli
indiani e le descrizioni dei loro strani riti. I fenomeni atmosferici
caratteristici della baia di Penobscot. Gli enigmi matematici.
E la mia invenzione, che al momento si trova sul ponte
della nave grazie alla gentile compiacenza del capitano Strik.
Il capitano fece un cenno con la testa.
La mia invenzione, di cui preferisco non discutere. E moltissime
altre cose. Outger, fumando accanitamente la pipa,
si serv un'ultima mestolata di piselli e un'altra patata bollita.
Allora potresti restare in Europa per mesi, se non per anni.
Bernard guard Outger rigirare la patata nella pozza verdastra
di piselli.
Almeno un anno. Prender alloggio ad Amsterdam o a Leida,
dipende da quale delle due citt trover pi salubre. Magari
abiter con Doortje; dalle sue lettere si capisce che anche
a lei interessa la storia naturale. Oppure potrei stare a Leida
con gli uomini di scienza, se la mia invenzione otterr la loro
approvazione. Tuttavia mi rendo conto che potrebbero considerarmi
un colono irrimediabilmente ignorante e congedarmi.
Per non credo. Conosco tantissime cose che loro non si
sognano nemmeno. Vedremo, eh? E sbuff fuori una nuvola
di fumo e pezzetti di piselli.
Jan sperava che Outger rimanesse in Olanda per il resto dei
suoi giorni. Cos la Duke and Sons si sarebbe finalmente impadronita
del grande tavolo di pino della casa sul Penobscot.
Ma Nicolaus, che passava molto tempo con i taglialegna
a contratto, not che Outger aveva una certa rassomiglianza
con quei mezzi squilibrati che vivevano da soli nei boschi.
La vita isolata li rendeva strani: qualcuno li chiamava "i matti
della foresta". Sussultavano spaventati a ogni rumore forte,
incassavano lo stipendio e un'ora dopo rientravano furibondi
in ufficio per farsi pagare, rimanendo turbati quando Henk
Steen mostrava loro la "X" o la firma che avevano apposto sulla
ricevuta. Ma Nicolaus li capiva. Il momento del pagamento
era stato troppo prosaico: non c'era stata nessuna cerimonia,
nessun sollievo dalla tensione della loro occupazione solitaria
e rischiosa. Lui invitava quei nervosi pelle di corteccia a bere
qualcosa in una taverna vicina. Si faceva raccontare i pericoli
dell'ultimo lavoro: gli alberi segnati dalle cicatrici della resinazione
che si curvavano e cadevano male, le malattie e le altre
sofferenze, i rami che piombavano a terra all'improvviso,
la scarsit di cibo, gli attaccabrighe. Dopo un'oretta trascorsa
a parlare del passato, quegli uomini si sentivano rigenerati.
Lo stesso valeva per Outger, pens Nicolaus. Lo avrebbe preso
in disparte e si sarebbe fatto raccontare della sua invenzione,
qualunque cosa fosse, e delle difficolt che aveva incontrato
nel crearla.
A cena Etdidu dava il meglio di s. Si rimpinzava in fretta,
chino sul piatto come un cane, poi prendeva la parola e non la
cedeva pi. Monopolizzava la conversazione con una sequela
di storie bizzarre, tutte raccontate come se le avesse vissute
in prima persona, cosa impossibile, pensava Bernard, a meno
che non avesse il dono dell'ubiquit. Era difficile afferrare le
ramificazioni di quegli aneddoti, che spuntavano da frasi in
cui si intrecciavano l'inglese, il francese, l'olandese e frammenti
di lingue algonchine. Gli altri commensali venivano costretti
al silenzio.
Parlava di uragani che andavano a caccia di chiese papiste,
di mandragore, di piogge di sangue, di sepolcri in cui forze invisibili
spostavano le bare e ne rovesciavano a terra il contenuto.
Sapeva di uccelli che costruivano il nido con bastoncini
di cannella, e di altri che usavano solo le interiora di leoni marini.
Descriveva citt di ghiaccio che galleggiavano sull'oceano
polare, salti della morte da luoghi altissimi, persone che di
notte uscivano dal corpo per trasformarsi in zanzare e molestare
i vicini. Per corroborare quella storia espose il caso di un
panettiere di Parigi che, nelle sembianze di una zanzara, banchett
con il sangue di un'avvenente mademoiselle, ricevette
uno schiaffo per la sua impudenza e mor sul davanzale mentre
tentava la fuga, in forma umana ma orribilmente schiacciato.
Bernard era irritato dalla verbosit di Outger. Non vorrai
farci credere che sei stato sull'isola di Cagayan de Sulu e hai
assistito agli atroci banchetti dei vampiri cannibali?
Non, non, non io personalmente. Ma il mio buon amico E.
Skertchley di Dublino li ha visti e mi ha inviato una descrizione
completa. Mentre leggevo la sua lettera sono rimasto paralizzato
dal terrore.
Anch'io. Scusatemi, signori, devo ritirarmi finch le mie
capacit mentali sono ancora intatte.
George e Piet erano felici. Se proprio bisognava avere uno zio
pazzo, Outger era il migliore che si potesse desiderare. Amavano
particolarmente la storia della zanzara: un nuovo modo
di vedere gli insetti infestanti. Chiss che non fosse Gengis
Khan, quello che ti stava conficcando la proboscide nella carne?
Il capitano Strik teneva una vedetta in coffa dall'alba alle tenebre,
casomai qualche vela francese spuntasse all'orizzonte.
Quelle navi potevano essere pi veloci di un mercantile carico,
e il capitano passava molte serate sul ponte, mangiando in
piedi finch il puntino bianco in lontananza non veniva identificato.
Nella terza settimana di viaggio apparvero segnali di
tempesta: onde lunghe che il capitano chiamava "cani che corrono
davanti al padrone", mare ingrossato, cielo sempre pi
coperto, vento che gemeva fra il sartiame. George percorreva
a grandi passi il ponte, fiutando il vento salmastro, sporgendosi
dal parapetto per fissare gli schizzi di spuma. I marinai
avevano grosse mani sformate e la faccia cotta dal sole
come metallo corroso. Fin dal primo giorno di viaggio George
li aveva tormentati tutti con le sue domande, soprattutto
Wigglesworth, un furfante muscoloso con la barba come un campo
di grano, che i Duke avevano visto danzare vigorosamente
nella taverna due sere prima di imbarcarsi. Bernard not che
Wigglesworth cercava di evitare George, che gli chiedeva sempre
di intonare qualche allegro canto marinaresco senza capire
che quei canti servivano ad accompagnare particolari momenti
lavorativi, per riprendere slancio quando si recuperavano le
drizze o quando si manovravano le pompe o l'argano. Il capitano
Strik non vedeva di buon occhio che George interrogasse
il suo equipaggio, ma si mordeva il labbro inferiore e taceva.
Outger controllava tutti i giorni le rizze che assicuravano la
sua invenzione sul ponte.  legata,  fissata, non pu essere
sballottata diceva. Quando lo ripet al tavolo della cena prima
di lanciarsi in un'altra favola, il capitano scosse la testa.
Outger/Etdidu disse: Il capitano islandese Pearfowle, mio
vecchio amico, sfugg a una violenta tempesta in maniera singolare.
La sua nave si trovava al largo della costa rocciosa di
Capo Circoncisione quando il fortunale li spinse verso le scogliere
frastagliate. Era attrezzato con diciotto enormi ancore e nove
grossi barili, uno per s e uno per ciascun membro dell'equipaggio.
La nave stava per affondare, ma lui gett le ancore, tolse lo
zaffo della sentina e si rifugi sotto un barile, imitato dagli altri
marinai. La nave s'inabiss con loro dentro, ma sotto i barili
rovesciati poterono respirare finch la tempesta non cess.
Il capitano Strik lo ascolt con un'espressione curiosa. E
poi? chiese in tono minaccioso.
Be', poi... poi tapparono il buco, aggottarono la nave e si
rimisero in viaggio.
Stilte! Silenzio! Questa frottola da marinai mette alla prova
la mia pazienza, signore. Non voglio pi sentire queste ciance.
Per tutto il resto del viaggio mi farete il favore di cenare nella
vostra cabina. Per il capitano, Outger Duquet era una fonte
d'irritazione e malumore: meglio smorzarne gli entusiasmi. E
intendeva anche scambiare due parole con George. Quei due
avevano assai accresciuto il suo odio per i passeggeri.
Ma se la tempesta del capitano Luther Pearfowle era immaginaria,
quella che invest la Bladwesp era spaventosamente
reale. I marosi salivano e si abbattevano di schianto sulla
nave. Gli alberi nudi scricchiolavano e il sartiame mugghiava.
Un mostro nero si gonfi all'orizzonte, fil verso di loro e
li colp con forza tremenda, strappando l'albero di trinchetto
all'altezza del velaccino in un groviglio di cime e tela strappata.
Si ud un suono lacerante; la nave roll, si inclin. Veloce
come un'anguilla, il capitano Strik in persona corse sul ponte
con un'ascia, recise i cavi che trattenevano l'invenzione di
Outger e salt indietro. La Bladwesp si scroll di dosso la pesante
cassa, che sfond il parapetto e affond come una pietra.
La nave, sgravata da quel peso, si risollev, piena di falle
ma ancora galleggiante.
Nei due giorni successivi i carpentieri lavorarono all'albero
danneggiato, tagliando via le schegge e sostituendo il pezzo
rovinato con un altro conservato nella stiva.
Outger si chiuse nella sua cabina. Lo sentirono lamentarsi e
insultare il capitano per ore. Venne fuori il giorno dopo, pallido
e imbronciato, gli occhi fiammeggianti di rabbia, le dita
contratte come artigli.
Nicolaus, temendo per il capitano Strik, cerc di appianare
la situazione. Mi dispiace molto per la tua invenzione perduta
disse.
Outger/Etdidu lo guard di traverso, con gli occhi arrossati.
Non so di che parli. Non c' nessuna invenzione. Non
c' mai stata un'invenzione. Era solo una cassa per incuriosire
gli sciocchi.
Ma era pesante!
Steenen. Pietre. Granito della Nuova Inghilterra rispose
Etdidu, e si allontan.
Al capitano Strik piaceva darsi una ripulita prima di entrare
in porto, e quando mancava una settimana ordin di sostituire
le vele, una procedura difficile che richiedeva intensa concentrazione
e sforzi straordinari per due giorni. George Pickering
Duke guardava a bocca aperta i tre uomini saliti in cima
a un pennone per sciogliere le vecchie vele dal velaccino in
gi. Uno di loro era Wigglesworth, il ballerino tanto ammirato
dal ragazzo.
George sbrait: Wigglesworth! Cantaci qualcosa, Wigglesworth!.
Sentendosi chiamare, il marinaio gir la testa
proprio mentre un'improvvisa folata di vento gonfiava la vela
e spezzava la sottile filaccia che la teneva momentaneamente
legata. La vela gli sfugg di mano e lui perse l'equilibrio.
Oddio! esclam George. Wigglesworth annasp, cadde,
rimbalz contro una varea e fin in mare. George corse al parapetto.
Wigglesworth galleggiava a faccia in su, al centro di una
chiazza di sangue. Prima che il ragazzo potesse reagire, due
marinai avevano gi buttato una cima, si erano calati in acqua
e avevano legato una gassa d'amante intorno al petto del ferito.
Tirate su! grid uno dei nuotatori. Su!
Il capitano Strik usc dalla cabina con un ago infilato, un
paio di forbici e un tampone. Tagliuzz i capelli insanguinati
di Wigglesworth, gli pul la testa gi disinfettata dall'acqua
salmastra e lo ricuc in fretta. Ordin a due marinai di portarlo sulla sua amaca e tenerlo d'occhio.
Se la caver. Ha la testa dura come un guscio di vongola.
Forse per un po' sar pi confuso del solito. Staremo a vedere
come va. Si gir verso George, che era rimasto a guardare con grande interesse.
Vi proibisco di parlare con qualunque membro dell'equipaggio
per il resto della traversata. Meglio che non vi facciate
vedere, o potrebbe capitarvi un incidente. L'equipaggio vi considera un Giona.
Solo perch sono gelosi della mia amicizia con Wigglesworth rispose sorridendo George.
Sarebbe proprio Wigglesworth a darvi la spinta, signor
GEORGE PICKERING DUKE.
...
.
...
Capitolo 36. NUVOLE.
...
.
...
Prima di partire da Boston, non sapendo se Cornelia e Doortje
possedessero una stalla e dei veicoli, Bernard aveva stabilito
di noleggiare una carrozza che li portasse in giro ad Amsterdam.
Outger aveva i suoi programmi. Un ricco mercante
al quale da anni spediva casse di sassafrasso gli aveva offerto
la sua berlina, con tanto di cavalli e cocchiere.
Sbarcarono dalla Bladwesp in un azzurro mattino di gennaio.
L'equipaggio della carrozza in prestito aspettava Outger in fondo
al molo. I viaggiatori rimasero a guardare. Era una berlina
di fattura squisita, smalto blu oltremare, finestrini di vetro,
le iniziali del mercante che si snodavano come serpenti d'oro
intorno agli sportelli. L'abitacolo era fissato a molle d'acciaio,
per garantire il massimo della comodit. Il cocchiere indossava
una livrea gialla, e Bernard disse che da lontano l'insieme
ricordava una teiera blu con un canarino seduto sul beccuccio.
Outger ordin ai marinai della Bladwesp di caricare i suoi
bauli su un barroccio, e pochi minuti dopo i cavalli color crema
del mercante lo portarono via.
Amsterdam era diventata cos grande che Jan, Bernard e
Nicolaus rimasero sbalorditi: era una citt animata, con il
porto affollato di navi di ogni nazionalit, le vie - le vie della
loro infanzia - brulicanti di persone che parlavano venti
lingue diverse. Jan si accorse di capire a stento il gergo della
strada, che tuttavia gli provocava fitte di dolorosa nostalgia.
I viaggiatori camminarono fino alla locanda per riabituare
le gambe alla terraferma, poi ingaggiarono una lavandaia
per risciacquare i loro panni in acqua dolce. Jan se ne and
in giro per le strade; Nicolaus compr un vecchio libro, il De
civilitate morum puerilium di Erasmo, un galateo per fanciulli
ma utile anche agli adulti, soprattutto nella rozza Nuova Inghilterra
dove forza e sfacciataggine resistevano a ogni tentativo
di educazione. Lo apr, e per prima cosa lesse che gli
occhi stralunati indicavano un temperamento violento, e che
lo sguardo fisso era prova di impudenza. Outger, pens, aveva
sia gli occhi stralunati sia lo sguardo fisso, a seconda dello stato d'animo.
Alla locanda, un messaggero port a Bernard una lettera di
Doortje, che li invitava per il mattino dopo nella vecchia casa
di Piet Roos, dove adesso abitava Cornelia. Lei, Doortje, viveva
nella casa dei genitori con il suo servitore, Mieke. Li avrebbe
incontrati da Cornelia e augurava loro buona fortuna. Aggiungeva
un post scriptum: "Outger  gi qui da un giorno".
Amsterdam si era gonfiata come una galletta nel latte caldo, ma
Bernard ricordava l'odore rancido dei canali, i ciottoli bagnati
delle strade e il cielo lattiginoso di nuvole. Dopo tanti anni
nelle foreste buie in cima al mondo, dove gli alberi respingevano
i miseri sforzi umani, trovava ridicoli i salici capitozzati.
Lui e i suoi fratelli adottivi erano cambiati tantissimo, il mondo
era cambiato. Sentiva di non appartenere a nessun luogo. Il
giorno dopo, quando entr nella stanza a lui assegnata in casa
di Cornelia, fu contento di vedere un quadro con una scena di
caccia che ricordava vagamente: un cacciatore che si portava il
corno alle labbra. Quel quadro risvegli in lui l'immagine sepolta
di un'intimit perduta, e il fatto che gli piacesse ancora
gli sembr di buon auspicio.
Quanto a Jan, tornare nella sua terra d'origine lo aveva scosso
profondamente; la luce, l'ampiezza smisurata dell'orizzonte
e le sfumature opalescenti delle nuvole - le nuvole! - gli facevano
desiderare di gettare via la sua vita attuale e fermarsi l
per il poco tempo che gli restava, dato che aveva gi cinquantaquattro
anni. Non voleva vedere Cornelia n Doortje; voleva
solo contemplare le nuvole. Con le loro forme mutevoli e
le loro vaporose metamorfosi sembravano manifestazioni misteriose
di ci che sentiva dentro di s.
Il mattino dopo si recarono alla vecchia casa di Piet Roos. La
prima cosa che Jan vide appena entrato fu il dipinto di un orizzonte
e di un cielo infinito, pieno di nuvole di pizzo sfilacciato,
nuvole che attiravano nel proprio ventre l'oscurit del mare.
Perch da giovane non aveva mai visto quel quadro? Forse la
sua vita sarebbe stata molto diversa. Ma no, se non lo avessero
salvato dal Weeshuis probabilmente sarebbe diventato apprendista
da un maniscalco o da uno spazzacamino. Ma forse...
Anche Nicolaus rabbrividiva nel riconoscere il passato, i ricordi
che affioravano a brandelli come la luce cangiante. Lo incantavano
i ponti, ponti di ogni forma e lunghezza, di pietra e
legno, quest'ultimo con ogni probabilit proveniente dai boschi
della Duke and Sons. I ponti ad arco modellavano la luce
diffusa con tale precisione da suscitargli un lampo di gioia. Ricordava
quando d'inverno scivolava sul ghiaccio sotto le loro
arcate. Durante una delle sue passeggiate vide il ponte magro
- Magere Brug - sopra l'Amstel, e lo attravers sorridendo
come uno sciocco.
Outger si era gi insediato. Doveva essere il primo; era il figlio
naturale, e si sent gratificato quando Cornelia lo chiam
"il mio caro ragazzo" e gli strinse le mani fra le dita di burro.
Si sedette per terra con la testa appoggiata al ginocchio della
madre - una posa che aveva visto in un quadro - e narr diffusamente
la storia (censurata) della sua vita nella colonia inglese che ora aveva deciso di abbandonare.
Potrei vivere con Doortje, se qui non avete spazio per me,
madre cara. Ho bisogno di alcune stanze e di un tavolo molto grande per il mio lavoro.
Doortje guard Outger, poi i cherubini di gesso sul soffitto,
poi di nuovo Outger. Cornelia era un po' allarmata. Cominci
a raccontargli di quando era piccolo e dei grandi cambiamenti
avvenuti nel mondo dopo la sua partenza. Non nomin
Charles Duquet. Ma non appena arrivarono gli altri spinse Outger
ai margini del proprio affetto, o almeno cos sembr a lui.
Arrivarono tutti insieme, uomini alti e forti che riempirono la
stanza, spingendo per farsi avanti.
L'et e l'adipe avevano appiattito i lineamenti di Cornelia.
Il viso liscio e il naso largo sembravano quasi schiacciati, un
occhio era nettamente pi alto dell'altro. Le sopracciglia erano
invisibili e gli occhi chiarissimi sembravano ciechi. I capelli
sottili erano coperti da una cuffia di lino finemente ricamata.
Indossava un vestito di seta grigia e, poich la giornata era
fredda, una mantellina di martora. I figli si avvicinarono uno
alla volta e si chinarono a baciarla. Giunto il loro turno si fecero
avanti i nipoti, George Pickering Duke e il giovane Piet, che
le baciarono frettolosamente la mano. Lei cerc di provare un
moto di affetto per quei giovani, figli dei suoi ragazzi adottati.
Doortje aveva gli stessi lineamenti marcati di Charles Duquet
e di Outger, per era obesa. Indossava un abito di una
bella lana blu. Si guardava intorno con i suoi occhietti, assorbendo
ogni dettaglio del gruppo di coloni con un sorriso lieve,
quasi compassionevole. Bernard pens che aveva un'aria
intelligente e doveva essere un tipo irascibile.
Cornelia aveva organizzato una cena di benvenuto, e la casa
si riemp di una frotta di parenti, tutti risate e sorrisi, che chiedevano
con insistenza informazioni sul Nuovo Mondo e sulle
sue asperit. Prima di sedersi a tavola gustarono bevande
e leccornie. Jan non mangiava le aringhe del Mare del Nord
da quando era ragazzo: non vi era nulla di pi buono al mondo.
Bernard gustava l'ottimo jenever e l'anguilla affumicata. A
cena la portata principale era il waterzool, un ricco stufato di pesce d'acqua dolce.
Bernard trovava interessanti alcuni dei cugini. Jaap Akkerman,
nei suoi ricordi, era un ragazzino dai capelli neri che spulciava
un cane maculato. Ora aveva le guance cadenti e le palpebre
pesanti, simili ai coperchi d'avorio dei portapillole. Il suo
lavoro aveva qualcosa a che fare con la zostera, una pianta da
cui un tempo si ricavava il sale, ma che ora, secondo Akkerman,
era un ottimo materiale per imballare oggetti fragili.
La zostera - zeegras - ha molte virt. Lo sai, vero, che
nell'antichit la usavano per costruire le dighe?
No, non lo sapevo disse Bernard. Non riusciva a immaginare
come si potesse usare un'erba per respingere il mare,
ma al termine della cena era pieno zeppo di waterzool e di dettagli sulla zostera.
Bernard era stanco delle storie che Outger raccontava a ogni
pasto. Doortje resistette per due sere e poi disse alla madre:
Cener a casa. Hanno bisogno di me. Qualche anno prima
aveva sposato Roelof Vogel, un dotto antiquario che era morto
quando il figlio Lennart non aveva ancora tre anni. Doortje
disse che Lennart era a casa malato. Quanto all'idea che Outger vivesse con loro: impossibile.
Dopo cena Cornelia annunci che voleva far dipingere un
ritratto di famiglia, approfittando di quella rara visita. Il ritratto
di Piet Roos appeso in camera sua avrebbe preso il posto
dell'indispensabile pater familias, figurando al centro del quadro
con tutti gli altri raggruppati sotto. Due domestici staccarono
il dipinto dal chiodo e lo portarono al pianterreno.
Ecco disse Cornelia. Questo  mio padre.  vero che non abbiamo
pi i grandi pittori del secolo scorso, ma Cornelis Ploos van
Amstel  un bravo ritrattista. Gli invier subito un messaggio.
Il pittore arriv la mattina seguente, un tizio dal corpo lungo
con un'espressione arrogante sul viso florido. Mentre gustava
caff e pasticcini ascolt l'idea di Cornelia di inserire nell'opera
il ritratto di Piet Roos. Poi gironzol per la stanza guardando
le sedie, scelse le due pi grandi, dorate e riccamente intarsiate,
e ordin ai servitori di collocarle una accanto all'altra
davanti a un arazzo sbiadito. Mise il ritratto di Piet Roos su
una sedia e Cornelia sull'altra. Di Charles Duquet non rimaneva
nulla, eccetto Outger e Doortje. La sua vita era trascorsa
in fretta, e persino l, in quella che aveva immaginato come la
sua famiglia, era ormai dimenticato.
Ploos van Amstel li sistem tutti intorno a Cornelia e chiese
loro di fare qualcosa con le mani. Doortje le giunse con compostezza.
Bernard prese un temperino e cominci a tagliarsi le
unghie. George Pickering Duke aveva passato la mattinata a
rovistare fra le bancarelle di libri ed era tornato con un trofeo,
una vecchia edizione in quarto del Gedenkwaardige Beschrijving
van de Achtjarige en Zeer Avontuurlijke Reize di Willem Bontekoe,
che ora apr sulla xilografia di una nave che esplodeva, proiettando
in cielo brandelli di anatomia umana. Jan e Nicolaus incrociarono
le braccia sul petto. Outger si gett ai piedi di Cornelia,
come per implorarla. Dopo due lunghe mattinate, Ploos
van Amstel prese tela, carboncini e cavalletto e se ne and per
cominciare a dipingere, perch, disse, gli schizzi erano pronti.
Quando, una settimana dopo, Outger part per Leida con un
baule di carte, si rallegrarono tutti tranne Cornelia. Nicolaus stava
incontrando molti uomini d'affari, compreso il cugino della
zostera. Una mattina disse a Bernard che c'erano splendide
occasioni in attesa di essere colte. Erano seduti in una piccola
sala da fumo. Nicolaus teneva una mano sopra dei documenti
in cui si descrivevano iniziative imprenditoriali secondo lui
allettanti. Bernard le scart una dopo l'altra, consigliandogli di
continuare a occuparsi del loro settore. Per due decenni la Duke
and Sons aveva fornito legname pesante per le dighe, ma negli
ultimi anni il terribile tarlo teredo navalis era arrivato in Olanda
su navi da carico con il fondo rosicchiato e aveva attaccato le
dighe. Ora i costruttori importavano pietra. La Duke and Sons
aveva perso diversi appalti municipali, e se a Boston non fosse
ripresa la costruzione di navi avrebbe subito altre perdite.
Nicolaus continu a descrivere nuovi investimenti vantaggiosi.
Meno male che stavano per ripartire, pens Bernard.
Dopo un mese ad Amsterdam, Bernard era pronto ad andarsene.
Era preoccupato per Jan, che passava troppo tempo a girovagare
tra polder e canali con lo sguardo rivolto al cielo. Si era fatto
mostrare qualche casetta dagli agenti di vendita. E Bernard lo
vide entrare in un negozio specializzato in pigmenti e tele. Cosa
aveva in testa? Un giorno lo segu in una delle sue passeggiate.
Jan lo chiam. Vieni a bere qualcosa di caldo con me.
Lo port in un caff, dove si sedettero accanto a una finestra.
Gli parl con gentilezza; capiva quanto lo avesse colpito il
loro ritorno, ma cos'altro lo attraeva? Dovevano pensare a tornare a casa. Presto.
Fratello disse Jan, potr sembrarti strano, ma ho sempre
voluto fare il pittore. E qui c' quello che voglio dipingere.
Indic in alto. Le nuvole.
Le nuvole? Jan, sei un uomo maturo, sei... sei vecchio! Non
puoi abbandonare l'azienda e metterti a dipingere. La Duke
and Sons ha bisogno di te.
Bernard, devo provare. Lasciami qui altri sei mesi, per vedere
se riesco a dipingere. Ho tanti quadri nella testa. Fratello,
tu non hai mai voluto fare qualcosa che andasse, come posso
dire, fuori dall'ordinario?
Bernard sbott in una risata amara. Oddio, certo. Ti capisco
benissimo. Si fece silenzioso, mentre Jan beveva il suo miscuglio
di cioccolata calda zuccherata e caff. Alla fine sospir.
E va bene, fermati qui a dipingere le nuvole per sei mesi.
Ma dammi la tua parola che poi tornerai a casa.
Te lo prometto disse Jan. Ti porter il mio dipinto pi bello.
 proprio quello che mi serve, Jan, pi di ogni altra cosa:
un dipinto con le nuvole olandesi. Ma stai attento a non riempirti la testa di mulini a vento.
Questo lo lascio fare a Outger disse Jan.
Sorrisero a denti stretti. Bernard era pronto a imbarcarsi, aveva
gi pagato il passaggio. Gli restavano un paio di cose da sbrigare;
aveva ordinato degli stivali con risvolto da un calzolaio considerato
un artista del cuoio, e ormai dovevano essere pronti.
Sarebbero stati bene con il suo mantello rosso da cocchiere. Prima
si ferm in un negozio di pizzi e scelse un regalo per Birgit,
una balza di merletto lavorato a punto di Francia, con un motivo
che il commesso defin candlabre. Gli stivali non erano ancora
pronti, e l'artista del cuoio gli chiese di tornare dopo due ore;
doveva solo battere qualche chiodo nelle suole. Bernard aspett.
Gli stivali erano neri e lucidi; gli mancavano solo due speroni
d'argento. Bernard, impaziente, li indoss nel negozio e si incammin
verso la casa di Piet Roos. Dopo qualche minuto sent
un oggetto appuntito che gli pungeva il piede sinistro. Non
potendo togliersi lo stivale per strada, torn dal calzolaio, evitando
di appoggiare il piede per non conficcare ancora di pi quell'oggetto nella carne.
Il calzolaio si stup. Ma come, signore, siete gi di ritorno? Non vi piacciono?
Qui dentro c' qualcosa che punge disse Bernard, sedendosi
sulla poltroncina per i clienti e togliendosi lo stivale. La
calza era sporca di sangue. Non si prese neppure la briga di
guardare, ma lanci lo stivale al calzolaio, che lo prese al volo e vi cacci dentro la mano.
Ah, c' un chiodo storto disse. La fretta  cattiva consigliera,
ah ah. Lo sistemo subito. Tolse il chiodo con le tenaglie, lo
gett in un bidone e ne piant un altro con qualche colpo secco
di martello, poi infil di nuovo la mano e tast energicamente.
Ecco qua, solidissimi. Sono spiacente per il chiodo. Per farsi
perdonare gli regal un panno di camoscio oliato. Bernard riprov
lo stivale e si avvi verso l'uscita, con i tacchi che risuonavano sul pavimento.
In casa di Piet Roos trov ad accoglierlo la domestica, la
quale si inchin e disse: La signora desidera che raggiungiate
lei e gli altri in biblioteca. Bernard si aspettava che Cornelia
organizzasse una festa d'addio, e quando entr in biblioteca
non fu sorpreso di trovare Doortje, Nicolaus, Jan, Piet e
George Pickering Duke. Su un tavolino c'erano una caffettiera fumante e delle tazze.
Ho chiesto a tutti voi di venire qui disse Cornelia perch
un'ora fa ho ricevuto una lettera di Outger, che contiene anche
una busta sigillata per Bernard. Nella lettera indirizzata a me
dice che  stato invitato a entrare nel corpo docente di Leida.
Mander a prendere le sue cose non appena avr trovato una
casa ammobiliata e provvista di personale. Pass l'altra busta
a Bernard, che la apr ed estrasse un unico foglio.
Oh, che il Signore lo maledica disse. Perdonate il mio linguaggio,
madre. Devo leggerla ad alta voce, perch  importante per tutti noi.
Cari quasi-fratelli. Vi scrivo per comunicarvi che non far
ritorno nelle colonie e alla casa nella baia di Penobscot. Ma non
crediate di poter prendere il grande tavolo. Quello, insieme a ogni
altro oggetto contenuto nella casa,  ora di propriet di mia figlia,
Beatrix Duquet. Sua madre era un'indiana passamaquoddy,
una donna buona e gentile che mi aiut nei miei studi sulle
credenze e le usanze indiane. Dopo la sua morte ho assunto la
responsabilit di mia figlia, che ha ricevuto una buona istruzione.
Da me. Mentre scrivo queste righe, lei si trova nella mia casa sul
Penobscot. Le ho detto tutto ci che sto dicendo a voi. Forse un
giorno mi raggiunger a Leida. Cercher di tornare ogni tanto
a farle visita. Durante quei viaggi non mi fermer a Boston.
Sinceramente vostro,
Outger Duquet
Cornelia si port una mano al cuore e si appoggi allo schienale
con gli occhi chiusi. La domestica corse a prendere i sali.
Figlia? grid Nicolaus. Quell'idiota ha una figlia? E chi
altri si accompagnerebbe a Outger, se non un'indiana? Dobbiamo
tornare e buttarla fuori da casa nostra. Non  mai appartenuta
a Outger,  sempre stata di propriet dell'azienda.
Lo abbiamo lasciato l solo per evitare che danneggiasse gli affari.
Bernard, quanto tempo ti occorre per prepararti? Dobbiamo
occuparci subito di questa faccenda.
Doortje accompagn a letto Cornelia, poi torn dagli uomini.
La discussione and avanti per ore, con centinaia di progetti
audaci e poco realistici per spodestare la "figlia", punire
Outger, togliergli lo stipendio, impadronirsi del grande tavolo,
riprendersi la casa. Alla fine decisero che Nicolaus e Bernard
avrebbero raggiunto la baia di Penobscot non appena rientrati
nelle colonie, per constatare di persona come stavano le cose.
La prima nave disponibile in partenza per Boston era una
vecchia e stanca East Indiaman, De bloem. La faccetta a punta
del capitano, con il piccolo naso a punta che sovrastava un
mento a punta decorato da una barbetta a punta, ispirava ben
poca fiducia. L'uomo, che aveva le guance arrossate dall'alcol
o da un eczema, promise a Bernard una traversata rapida.
Sembra stanca, ma sulle onde fila che  un piacere disse.
La nave, in realt, sarebbe stata demolita a Boston.
La nave procedeva inclinata e sobbalzante nel Mare del Nord.
Nicolaus e Bernard misero in ordine la cabina. Gli stivali erano
sorprendentemente ingombranti, e alla fine Bernard li pieg e li
ripose nel baule. Li avrebbe indossati una volta arrivato a Boston.
Nicolaus not che Bernard camminava con difficolt. Zoppicava
da anni a causa di una vecchia ferita, ma ora sembrava
anche stranamente rallentato, come se fosse confuso. Forse la
scoperta che Outger aveva una figlia lo aveva scombussolato.
Cosa c'? chiese Nicolaus. A parte la nipote finora sconosciuta, intendo?
Niente di grave. Lo stivale nuovo aveva un chiodo sporgente,
e prima di partire mi sono ferito il piede. Sembra molto
infiammato. Non sono troppo preoccupato per la ragazza,
anche se non sappiamo quanti anni ha. Forse riusciremo a farla ragionare.
Se  mezza indiana e mezza Outger credo ci siano poche
possibilit di farla ragionare. Ma lo scopriremo. Ora fammi vedere
il piede disse Nicolaus. Bernard si tolse la calza e gli mostr il piede gonfio.
Chieder una bacinella di acqua calda disse Nicolaus. E magari un unguento, se ce l'hanno.
Il chirurgo della nave, un uomo anziano con gli occhi velati,
mand il mozzo con una bacinella di acqua tiepida e grigiastra,
mente lui portava "l'unguento", una sostanza densa e catramosa
che si spalmava sulle cime per evitare che si usurassero.
Nel pomeriggio Bernard disse di sentirsi meglio, ma il mattino
dopo non riusciva a camminare. Il piede e il polpaccio erano
molto gonfi. Il vecchio chirurgo venne a visitarlo.
Tenetelo sollevato disse a Nicolaus. Mettetelo a bagno in
acqua calda. Bevete rum, finch riuscite a reggerlo.
Il malato  mio fratello, non io rispose Nicolaus.
Nicolaus cerc di allietare la cabina fetida con la scena di caccia
nel bosco che Bernard aveva portato da casa di Cornelia.
Forse, contemplando quella vivida immagine, avrebbe trovato tregua dal dolore.
I pediluvi in acqua calda non furono d'aiuto. Il gonfiore aumentava
di giorno in giorno. La gamba si copr dal piede all'inguine
di piaghe e ulcere infette. Bernard non riusciva ad alzarsi
dalla cuccetta e restava l semisvenuto, rantolando. Il chirurgo
venne un'ultima volta, alitando zaffate di jenever.
Bisogna amputare la gamba disse. Vado a cercare la sega.
Usc e non torn pi. Nicolaus lo trov privo di sensi, ubriaco
fradicio. La cassa dei medicinali era addossata alla parete, con
il coperchio spalancato. Era vuota. Nicolaus raccolse una carota
rinsecchita tra i frammenti di un corno di cervo. La sega
per le amputazioni giaceva sul pavimento della cabina, con i
denti incrostati di sangue vecchio.
Corse dal capitano a dirgli che la cassa dei medicinali era
vuota. L'ometto si arrotol la barbetta a punta e digrign i denti.
Quella pulce con la testa da iena ha venduto le medicine per
comprarsi il jenever. Ma  arrivata la sua ora! dichiar, precipitandosi
verso la tana del cosiddetto medico.
Nicolaus torn da Bernard, che giaceva comatoso a letto, caldo
come un fuoco di betulla. Fissava senza vederle le travi sopra
di s, nere e tarlate. Il quadro era su una sedia vicino alla
cuccetta. Un cacciatore si portava il corno alle labbra. Nicolaus
credette quasi di sentire il suono del corno, e si rese conto che
suo fratello non sarebbe arrivato a casa.
Lo seppellirono in mare, tre settimane dopo la partenza da Amsterdam.
Al porto di Boston, Nicolaus ebbe la fortuna di trovare una nave
in procinto di salpare per Amsterdam, e affid al capitano un
messaggio per Jan, Piet e George Pickering Duke, informandoli
della morte di Bernard e chiedendo il loro ritorno immediato.
 una crisi che va oltre la perdita del caro Bernard scrisse.
Non si tratta solo della casa della baia di Penobscot e della
figlia, ma anche della nostra azienda. Abbiamo tanti ordini di
travi e legname, ma Henk Steen non si trova.  sparito senza
lasciare neanche un biglietto, quel delinquente. Qui non c'
nessuno che faccia il contabile. Nessuno che cerchi il legname.
Sedley  a letto malato, in lutto per la moglie. Le vostre mogli
sono preoccupate e chiedono che torniate. La moglie di Bernard
si strappa i capelli per il dolore. Tornate presto, forse possiamo
rimettere in piedi gli affari. Noleggiate una nave. Qui tutto  perduto.
Il vostro affezionato fratello e zio, Nicolaus Duke,
...
.
...
Capitolo 37. CAMBIAMENTO.
...
.
...
Negli anni successivi Piet Duke ripens qualche volta alla terribile
lettera di Nicolaus, ai preparativi affrettati e alla costosa
traversata per tornare a Boston. Outger non era andato con
loro. Da quel momento Piet, George e Sedley erano caduti sotto
il controllo dispotico di Jan e Nicolaus, che non avevano permesso
alcuna innovazione a parte la chiusura di alcuni settori
dell'azienda. Cos la piantagione della Carolina era stata venduta,
e Piet aveva ricevuto il compito di gestire i concessionari
che tagliavano e trasportavano la legna in Nuova Inghilterra,
dopo che le propriet del Qubec erano diminuite. Jan
si occupava di ci che restava di quelle foreste. Nicolaus ricopriva
l'incarico di presidente della societ nella sede centrale
di Boston. Tuttavia, a mano a mano che invecchiavano, Jan e
Nicolaus permettevano a Piet e George di partecipare sempre
pi alle decisioni, pur continuando a tenerli d'occhio. E quel
giorno i cugini avevano la possibilit di apportare un grande cambiamento.
Piet si pass le dita tra i capelli radi, si sistem la cravatta
intorno al collo e la giacca sulle spalle. Chiam Oliver Wedge,
il suo segretario. Wedge, un giovane venuto dalla campagna
per allontanarsi da mucche e granturco, era il primo segretario
mai assunto dalla Duke and Sons, ed era ormai diventato indispensabile.
Sono pronti i documenti? gli chiese Piet. Wedge gli indic una pila ordinata di fogli.
Il ragazzo amava appassionatamente il suo lavoro, amava
stare a Boston, lontano dalla fattoria e dalle sue futili, interminabili
fatiche, lontano dalla collera del padre contro gli animali
selvatici che gli saccheggiavano i raccolti, una collera condivisa
dai suoi sette figli, che guardavano sfiniti gli stormi di uccelli
beccare i germogli, soprattutto quelli di granoturco, amati
anche da tacchini, scoiattoli, procioni, orsi, corvi, merli dalle
ali rosse e da un migliaio di altri ladri alati. I procioni rubavano
le uova appena deposte dalle galline, e le galline venivano
uccise da volpi, sparvieri, falchi, moffette, lupi e donnole. Gli
orsi facevano razzia di maiali e vitelli; una volta avevano preso
addirittura una mucca adulta. Era impossibile tenere pecore,
perch venivano subito fiutate da lupi, puma e linci. Ma
secondo Wedge i peggiori erano gli scoiattoli, perch ce n'erano
migliaia: la foresta e il vivaio brulicavano di quei diavoli in
pelliccia, scoiattoli rossi, neri, grigi, e lui sapeva che due scoiattoli
potevano generarne sei, sette, anche nove ogni anno, che
diventavano presto adulti. Cerc di capire quanti figli nascevano
da una coppia in una decina di anni, ma era un numero
cos alto che lo spavent. Nell'arco della sua esistenza, la terra
avrebbe potuto ricoprirsi di scoiattoli. E le marmotte mangiavano
insalata, cavoli, rape, cipolle e fagioli. La casa brulicava
di topi, pi di quanti potesse catturarne un gatto. Non sarebbe mai tornato indietro.
Sei sicuro che i documenti siano pronti? Piet non riusciva a smettere di chiederglielo.
S, signor Duke.  tutto pronto. Le lunghe dita nodose di
Wedge, un tempo avvezze a strappare cardi, ora correvano tra
i fogli per riordinarli. Anche se lavorava come segretario solo
da un anno, aveva imparato molto della vita di Boston da un
manoscritto sporco infilato in fondo a un registro contabile, la
critica furiosa e sconclusionata di un uomo che si firmava Henk
Steen. Steen era afflitto dalle crudelt cui assisteva nelle colonie:
non solo la schiavit, ma anche il marito che picchiava la
moglie con un attizzatoio fino a romperle le costole, il bullo
prepotente che costruiva una strada sul terreno di un'anziana
vedova, i domestici sorpresi a rubare che venivano marchiati
con la L di ladro, i tanti che fornicavano prima del matrimonio,
i maiali che sconfinavano, i barili di pesce marcio venduto per
buono, le violazioni della pace, l'ubriachezza e il turpiloquio.
Quello era un posto meravigliosamente malvagio.
Il silenzio e la luce di un tardo pomeriggio primaverile riempivano
la sala conferenze al primo piano. Quattro pile di fogli,
calamai scintillanti e penne appuntite erano posati sul lungo
tavolo dell'azienda, costruito con quattro assi d'acero dopo il
tentativo miseramente fallito di strappare alla figlia di Outger
il vecchio tavolo di Duquet, ricavato da un'unica asse di pino.
Piet continuava a controllare l'orologio. L'imminente riunione
lo spaventava, eppure gli sembrava l'unico modo per andare
avanti. Per anni gli uomini del re avevano derubato sia la Corona
sia la colonia, tenendo per s i cinquecento acri perimetrali
di ogni terreno assegnato fino ad accumulare migliaia di
acri fra i pi ricchi e densi di alberi. Si erano associati ai grandi
proprietari terrieri. Era cos che i fratelli e cognati Wentworth,
gli Elisha Cooke e compari avevano costruito le loro fortune:
accumulando terre di nascosto.
La Duke and Sons, perennemente fuori dai giochi, non aveva
mai partecipato alla vita politica. Se i pi giovani non fossero
stati costretti dalla morte di Bernard a entrare nei ranghi
dell'azienda, avrebbero potuto assumere redditizie cariche
politiche. Sarebbe stato utile avere un Duke come governatore
del Massachusetts o del Maine, o magari di New York. Ora
che l'Inghilterra aveva messo le grinfie sulla Nuova Francia era cambiato tutto.
Questa volta la Duke and Sons era in vantaggio, pens Piet.
I vecchi possidenti coinvolti nella politica, proprietari delle
grandi foreste di pini lungo la costa, avevano subito enormi
perdite l'anno prima, quando un gigantesco incendio partito
dal Nuovo Hampshire aveva ridotto in cenere cinquanta miglia
di foreste costiere, spingendosi nell'entroterra finch una
provvidenziale pioggia non lo aveva fermato. Le principali
propriet della Duke and Sons si trovavano lungo i fiumi interni,
molto distanti dall'incendio. Ancora prima che le ceneri
si raffreddassero, i possidenti guardavano gi avidamente le foreste dei Duke.
Piet controll il suo nuovo orologio da tasca: ancora mezz'ora
di attesa. Mezz'ora per guardare fuori dalla finestra rivolta a
nord. Un tempo foreste sterminate riempivano l'orizzonte. Ora
c'erano decine di strade, e la foresta era una macchia lontana.
Mentre i nipoti aspettavano, Jan era a casa sua, a un miglio da
l, a frugare tra i suoi documenti personali. Anche lui pensava
a un incendio avvenuto qualche anno prima, dopo il frettoloso
ritorno da Amsterdam, un incendio pi piccolo a una
decina di miglia dalla casa di Outger nella baia di Penobscot.
Lui e Nicolaus ne avevano approfittato per andare a riprendersi
il grande tavolo di pino, con la scusa di volerlo salvare da incendi futuri.
Beatrix, la figlia di Outger, non era una bellezza, per non
passava inosservata. Era giovane, forse quindici o sedici anni,
con il corpo flessuoso e la voce pacata. Portava i capelli neri
sciolti, senza acconciatura, e questo le dava un aspetto selvaggio
che si addiceva alla sua pelle bruna da indiana. Tuttavia li
aveva salutati in un gradevole inglese e li aveva invitati a entrare.
Si erano seduti davanti al camino di quella stanza familiare,
dove il grande tavolo brillava di cera. La ragazza era andata
in cucina, lasciandoli l ad ammirarlo. Avevano sentito il
fracasso del macinacaff. Jan aveva passato le dita sul legno ambrato, scurito dagli anni.
Dobbiamo convincerla aveva sussurrato.
Davanti al caff fumante, mescolato con cioccolata olandese
e cannella sicuramente fornite da Outger, Jan aveva manifestato
il timore di un altro incendio che potesse danneggiare il tavolo,
mentre Nicolaus aveva espresso la certezza che il padre,
Charles Duquet, l'avesse pensato per l'ufficio dell'azienda. Lei
aveva ascoltato con attenzione. Loro avevano atteso. Alla luce
del fuoco, Nicolaus aveva apprezzato la bellezza esotica della
figlia di Outger. Infine Beatrix aveva parlato.
L'incendio era lontano, e il tavolo, come dite voi,  troppo
grande per ogni utilizzo pratico. Se mi mandate un bel tavolo
pi piccolo, questo potete tenervelo aveva detto in tono tranquillo,
battendo le nocche sul pino e aggiungendo di non sapere
perch Outger ci tenesse tanto. Chiedeva di quel tavolo
in tutte le sue lettere, e si sarebbe certamente arrabbiato quando
avesse saputo che non c'era pi. Ma Beatrix non sembrava
temere la rabbia di Outger. N sembrava interessata a conoscere
quegli "zii" estranei arrivati cos all'improvviso, che parlavano
con disprezzo di Outger come se fosse un reietto della
societ. Poi si era ritirata dalla conversazione e non aveva
pi aperto bocca, mentre loro le raccontavano con foga la storia
della famiglia e i numerosi successi della Duke and Sons.
Jan aveva detto che Outger doveva averle fornito un resoconto
confuso ed erroneo, descrivendo probabilmente gli "zii" come
orfani malintenzionati che avevano assunto il controllo dell'azienda.
Avevano incoraggiato le sue confidenze, che non erano
arrivate, e infine erano rimasti a corto di argomenti. Tuttavia
la questione del grande tavolo era stata definita. Eppure,
malgrado avessero ottenuto il loro trofeo, i due uomini erano
sconcertati. Se n'erano andati in un silenzio imbarazzato. C'era qualcosa che non andava.
 come Outger quando sta sulle sue aveva detto Nicolaus.
 come parlare con un'indiana aveva replicato Jan. Siamo
stati troppo arrendevoli.  solo una ragazzetta bastarda.
Si meriterebbe che le mandassimo il tavolino di rovere
dell'anticamera aveva detto Jan. Quello con la gamba aggiustata.
No, mandiamogliene uno piccino ma bello, cos non avr
da lamentarsi: uno di legno esotico, con le gambe intagliate.
Manderemo Piet, adesso che  libero, insieme a un falegname
esperto e a un carro per trasportare il tavolo a Boston.
Ma le cose andarono diversamente. Un mese dopo Piet arriv
con un carro alla vecchia casa di Duquet. Si ferm davanti al
cancello con il sorriso sulle labbra, ma venne accolto da un mastino
ringhiante. Non osando aprire il cancello, si mise a gridare.
Ehi, di casa, c' qualcuno? Mademoiselle Duquet! Ci siete?
La porta si spalanc, e la ragazza si ferm sul grande blocco
di granito che fungeva da soglia. Aveva il viso ovale, il colorito
olivastro e i capelli pi neri della pece.
Chi siete e cosa ci fate qui? domand, con il calore di una mezzanotte di gennaio.
Sono vostro cugino, Piet Duke. Qualche settimana fa i miei
zii, Jan e Nicolaus Duke, hanno parlato con voi del grande tavolo
da riunioni della Duke and Sons che avete in casa. Sono
venuto a prenderlo. E guardate, vi ho portato questo tavolo di
mogano pi piccolo, come avevate chiesto.
Non ne so nulla rispose la ragazza. Qui non c' nessun
tavolo da riunioni, e potete riportare indietro il vostro affare
di mogano. Non tornate pi a disturbarmi, per favore. E sbatt la porta.
Per tutta la strada di ritorno Piet giur eterna ostilit a Beatrix,
a Outger e al tavolo. Nicolaus disse solo: Avrai detto qualcosa
che l'ha irritata. Inutile protestare.
La popolazione di Boston superava ormai le centocinquantamila
persone. L'Inghilterra si era impadronita della Nuova
Francia e aveva scacciato gli acadiani. Ma la Nuova Francia doveva
essersi rivelata una delusione, perch la straordinaria ricchezza
proveniente dallo zucchero e dalla melassa delle Indie
Occidentali era quattromila volte pi grande di quella creata
dalle foreste da legname. Da quando l'Inghilterra aveva adottato
il calendario gregoriano e lo aveva imposto anche alle colonie,
sottraendo a tutti undici giorni di vita, la gente aveva la
sensazione che il tempo scorresse pi in fretta. E chi riusciva
a tener dietro a tutte le nuove invenzioni e occupazioni? Dalle
idee grezze nacquero i primi college; uomini audaci inventarono
le chiatte fluviali per addentrarsi nei territori selvaggi;
i capitani marittimi, non accontentandosi del commercio
e dei passeggeri, cominciarono a cacciare le balene per il loro
olio pregiato; d'un tratto alle teiere spuntarono i manici, una
moda effeminata che secondo Nicolaus sarebbe durata poco. E
poi c'erano le invenzioni di quel Franklin: il parafulmine, che
aveva salvato dalla distruzione centinaia di chiese e case, e la
stufa, che racchiudeva il fuoco in modo sicuro. Era un'epoca esaltante in cui vivere.
Dopo la morte di Bernard erano intervenuti dei cambiamenti
nella Duke and Sons. Sedley si era risposato, e la sua nuova
moglie, Elisabeth, era una giovane e bella vedova imparentata
con il secondo cugino di una zia Wentworth. E dopo quasi
un anno di lutto era morta Birgit, la vecchia moglie di Bernard.
Poi Nicolaus aveva cominciato ad avere attacchi di polmonite.
La ricerca di un agrimensore competente non era stata facile,
ma alla fine Sedley, che almeno aveva un'idea di ci che serviva,
ne trov due: Wolfgang Breitsprecher, un boscaiolo appena
arrivato dalla Germania, e Jacques Nadeau, un francese che
aveva lavorato per una stagione in Nuova Francia con il vecchio
Forgeron. I due erano rivali. Al posto di Henk Steen c'era
un nuovo contabile, Thomas Ashbridge, uno dei primi laureati
del College of New Jersey. Con Wedge, Breitsprecher, Nadeau e
Ashbridge, la Duke and Sons aveva introdotto i primi estranei.
Piet era stato fidanzato per un anno con Silence Gibben, ma poi
lei aveva cambiato idea. Sembrava che dovesse rimanere scapolo.
George aveva sposato Margery Buttolph ed era gi padre
di due maschi, Edward e Freegrace. C'erano stati altri episodi,
di cui uno avvolto nel mistero. Nessuno dei cugini aveva mai
capito i dettagli della morte di Birgit, ma solo che, per qualche
oscuro motivo, non bisognava parlarne. Era stata sepolta
in mare, "per farla stare accanto a Bernard", come aveva spiegato
poco efficacemente Mercy, la madre di Piet. Quindi, pens
in quel momento Piet, la zia Birgit doveva essere morta di
qualche terribile malattia. Rabbrivid. Guard l'orologio. Ancora una volta chiam Wedge per chiedergli se erano pronti i documenti. I politici sarebbero arrivati di l a poco. Sent un rumore in anticamera. Eccoli!
Ma era solo George Pickering Duke, la faccia lucida e arrossata, con in mano altri documenti.
 tutto pronto, Piet?
Certo.
 una faccenda importante. Ci porter al successo, se la gestiamo
nel modo giusto. Secondo me  la nostra occasione.
Anche secondo me. E se Dio vuole, tutto si risolver a nostro
vantaggio. Prega che non arrivi lo zio Jan. Erano al sicuro
da Nicolaus, che era malato.
In quel momento entr Sedley, impassibile e silenzioso, ma
circondato da un'aura di rancore e insoddisfazione. Stava guarendo
da un raffreddore, e il suo naso lungo e sottile era ancora
rosso e irritato. Lui e Piet si salutarono con fredda cortesia.
Sotto una trapunta di piuma d'oca, Nicolaus pensava a quell'incontro.
Solo Jan avrebbe potuto ostacolare le decisioni impulsive
e precipitose di Piet. E George Pickering Duke era incapace
quanto il cugino: dietro l'aspetto di distinto uomo d'affari
si nascondeva una persona piuttosto ottusa e ingenua. Il migliore
era Sedley, che di tutti i figli e nipoti era il pi simile a
Charles Duquet: amareggiato, intelligente, ostinato, pieno di
grinta e determinazione. Sedley per si teneva a distanza dagli
altri. Nicolaus era certo che alla fine si sarebbe imposto su
Piet e George. Se soltanto Bernard avesse avuto figli, pens, e
se quei figli avessero ereditato una parte del suo carattere calmo
e imparziale. Se solo gli asini potessero volare. Se solo fosse
sempre estate. Povero Bernard. E che shock aveva procurato
a tutti loro. Nella mente di Nicolaus si insinu il ricordo
della straordinaria dipartita di Birgit.
Aveva avuto un tracollo repentino. Un giorno era sana e attiva,
e il giorno dopo non riusciva pi ad alzarsi dal letto. Accusava
dolori alla testa e fitte lancinanti al ventre, era confusa
e tendeva le braccia magre verso il soffitto. Chiamava Bernard,
dimenticando che era in fondo al mare. Mercy, Sarah e Patience
stavano al suo capezzale, le portavano compresse fredde, la esortavano
a bere un sorso di brodo, che per lei vomitava subito.
Tra un giorno o due starai meglio le aveva detto Mercy.
Sei solo un po' indisposta, tutto qui. Ma col passare delle ore
Birgit era diventata sempre pi silenziosa, concentrata sul proprio
respiro affannoso, gorgogliante. La morte era sopraggiunta
nel tardo pomeriggio, lasciando le donne sconcertate. Sembrava
che si fosse stabilizzata, e un attimo dopo non respirava pi.
Mercy era uscita dalla stanza e aveva messo il bollitore sul
fuoco. Ci ha appena lasciati aveva detto. Ora  con Dio.
Com' possibile? aveva chiesto Jan, seduto al tavolo con
Nicolaus. Credevo fosse un malessere passeggero.
A quanto pare no. Non possiamo sapere quando il Signore
ci prender. Mercy aveva sospirato, abbassando gli occhi,
poi aveva guardato Nicolaus. Voi ordinate la bara dal signor
Kent, io e Sarah prepareremo il corpo. Sto pensando a quel
vestito di seta rosa che le piaceva tanto. Mercy non piangeva;
la morte era un avvenimento fin troppo familiare, che esigeva
i suoi rituali. Le donne pi anziane conoscevano bene
le fasi di quella transizione. Aveva portato nella stanza una
bacinella di acqua calda e dei panni asciutti. Forse avrebbe
preferito aspettare un po' prima di affrontare quel compito,
ma Sarah e Patience avevano gi tolto la trapunta e il lenzuolo.Per evitare di maneggiare il cadavere pi del necessario,
Sarah aveva proposto di tagliare la camicia da notte, che tanto
era sporca di vomito scuro. Mercy l'aveva ritenuta un'idea
criminale: era in buono stato, bastava lavarla e candeggiarla
per poterla riutilizzare. Cos avevano sbottonato il collo alto
e l'avevano sfilata dalla testa, oltre le spalle magre, togliendo
le braccia ossute dalle maniche, scoprendo le ginocchia, le cosce scarne, e...
Nicolaus non avrebbe mai dimenticato il momento in cui la
porta della stanza si era spalancata, mostrando le due donne
ferme sulla soglia. Lui e Jan erano seduti in un silenzio luttuoso
a osservare le fiamme nel caminetto.
Nicolaus! Jan! Entrate. Nicolaus non aveva mai sentito
la moglie cos sconvolta. Le due donne erano corse in cucina,
paonazze, lasciandoli entrare da soli.
Il corpo magro e sciupato di un uomo anziano giaceva sul
lenzuolo ancora intriso di sudore. Era Birgit, era senz'altro Birgit,
ma Birgit era un uomo. Senza ombra di dubbio. I peli sottili
sul torace stretto e gli organi sessuali maschili, avvizziti ma
reali, li avevano turbati. La mente di Nicolaus si era messa a
turbinare. Non pensava a Birgit, ma a Bernard. Perch? Perch?
Per quarant'anni! E nessuno di loro se n'era mai accorto.
Distolse il pensiero da quell'immagine sconvolgente che gli
si era impressa nella memoria. Ormai era passato. Pens invece
a ci che stava accadendo proprio in quel momento, mentre
lui era a letto malato: Piet, Sedley e George Pickering Duke
tentavano di negoziare con alcuni dei pi scaltri, dei pi spietati
uomini delle colonie, noti per la loro rapacit. Non c'era
niente da fare: doveva raggiungerli, anche a costo di morire.
Nicolaus, tossendo, chiam Mercy. Portami i vestiti. Devo
andare a quell'incontro.
Non puoi, te lo proibisco. Sei malato,  troppo pericoloso.
Lasciami stare, Mercy. Ti dico che devo andare. Aiutami,
se vuoi che viva ancora. Se me lo vieti, morir per dispetto.
Mercy pens che ne sarebbe stato capace: era cocciuto come
tutti i Duke. Davanti alla sede della societ, Nicolaus incontr
Jan che scendeva dalla carrozza.
Piet, George, Sedley e i loro ospiti sedevano intorno al tavolo ovale di mogano. La bocca carnosa del cognato Wentworth
si contraeva in un sorrisetto. La proposta era insolita: dovevano
inondare i fratelli e i nipoti Duke di inviti in societ, aiutarli
a creare contatti utili. Dovevano introdurre la famiglia Duke
non solo nell'alta societ bostoniana, ma anche in quella inglese.
In cambio avrebbero ottenuto libero accesso ai loro terreni
di conifere nel Nord del paese, per i quali, ovviamente, avrebbero
pagato un prezzo onesto. I costi per trasportare il legname
fino alle segherie sarebbero stati equamente condivisi. George
Pickering Duke lo considerava un buon accordo, perch tutti
sapevano che per ottenere vantaggi bisognava avere contatti
politici e sociali, contatti che la Duke and Sons non aveva mai
avuto. Piet era un po' preoccupato per l'espressione "libero accesso".
Quanto doveva essere libero, per accontentarli? Sedley,
sudando freddo, immaginava migliaia di uomini che tagliavano
i loro pini, per poi magari mentire sulle quantit o sostenere,
senza fare una piega, che erano stati rubati da sconosciuti.
Peggio ancora: i Wentworth, dopo essersi inseriti in quel varco,
avrebbero potuto manomettere la legge e impadronirsi delle foreste
dei Duke. Ma prima che Piet potesse dire "affare fatto", la
porta si apr e apparvero i due anziani fratelli Duke, Jan e Nicolaus.
Quest'ultimo sembrava mezzo morto, con il volto cereo e
due chiazze rosse di febbre sulle guance. Gett il bastone nero
sul tavolo, guardando il cognato Wentworth e i suoi compari.
Piet illustr l'offerta. Il cognato Wentworth, allarmato dall'espressione
dei due vecchi, moder un po' le condizioni, dicendo
che avrebbero tagliato solo nelle zone scelte di comune accordo.
L'espressione "libero accesso" non venne pi pronunciata.
Nicolaus disse: Fuori.
Fuori ripet Jan. Subito. L'incontro  terminato. Non siamo d'accordo su nulla.
Grazie a Dio mormor Sedley, azzardandosi ad afferrare
il bastone di Nicolaus e ad alzarlo in un gesto di minaccia.
I Wentworth se ne andarono, lanciando sguardi di pura cattiveria
ai due anziani fratelli. Da quel giorno i Duke non sarebbero
stati pi invitati da nessuna parte, neppure al pi squallido
combattimento di cani.
Impiegarono un'ora buona a convincere Piet e George Pickering Duke
che li avevano salvati da una sorte insidiosa, dalla rovina della Duke and Sons.
Nicolaus disse: Piet, so che tua madre vorrebbe che ci mettessimo
in luce negli ambienti dell'alta societ, ma io e Jan crediamo
sia meglio mantenere un profilo basso. Dobbiamo essere
pi circospetti nelle nostre operazioni, evitare di invischiarci
con soci esterni; cerchiamo di tenere tutto in famiglia, per quanto
possibile, e usiamo dei prestanome per acquistare i terreni.
Non vogliamo rivelare al mondo quanto siamo potenti. Se restiamo
tranquilli, grigi e invisibili, avremo dei vantaggi sulla
concorrenza. In realt temevano che i dettagli della morte di
Birgit finissero tra i pettegolezzi di Boston, se le donne della famiglia
avessero frequentato i salotti della buona societ. Sotto
l'effetto di un bicchiere di sherry si poteva dire qualunque cosa.
Piet e George erano imbronciati come due scolari in castigo.
Sulla bocca rossa di Sedley era stampato un ghigno da
lupo. I vecchi zii uscirono dalla stanza e scesero le scale. Arrivati
in fondo, Jan comment: Piet e George potrebbero darci dei problemi.
Nicolaus toss. Voglio bene a Piet, ma se dovessi scegliere
fra i miei due figli punterei tutto su Sedley.
Poi aggiunse: Non possiamo morire adesso. Dobbiamo mettere
Sedley al comando. Ma riprese a tossire come se fosse vicino
alla fine. Jan lo accompagn a casa, dove Mercy lo cacci
a letto e poi, insieme alle domestiche, gli port cataplasmi di
senape, sciroppi, mattonelle calde, tazze di camomilla bollente
e un bicchiere di malvasia d'importazione. Doveva riprendersi.
Nelle settimane seguenti Sedley and a sedersi ogni giorno
al capezzale del padre, per incoraggiarlo a guarire. Jan veniva
spesso a discutere con loro. Le idee di Sedley, coltivate a lungo
in segreto, erano ambiziose. Mentre parlava, la sua faccia
dai lineamenti forti e dal colorito acceso si animava, gli occhi
scuri brillavano: la faccia di un uomo d'affari, pens Nicolaus con grande soddisfazione.
Le nostre propriet sono troppo limitate, padre, anche se
andarsene dalla Carolina  stata un'ottima mossa. Siamo concentrati
sulla Nuova Inghilterra, ormai ricettacolo di uomini
avidi, con interessi mercantili e molta gente alle loro dipendenze.
Ma finch l'Inghilterra controller i nostri destini, il futuro
della Nuova Inghilterra, di Boston, sar sempre ristretto. Abbiamo
bisogno di banche, di assicurazioni, di mercati regolamentati,
di una valuta stabile; i lavoratori qualificati si stanno
spostando a Portsmouth, a Salem e in altre citt, perch a
Boston gli affari sono fiacchi. La popolazione diminuisce. La mano inglese ci sta schiacciando.
Cosa dovremmo fare, secondo te? disse il malato, sdraiato di traverso sopra dei cuscini rigidi.
Sul lungo periodo vorrei che dessimo un'occhiata al legname
della valle dell'Ohio e dintorni, a nord e a ovest. Alcuni uomini
della Virginia si stanno accaparrando molte di quelle terre.
 gente che guarda al futuro. Quei terreni boschivi si possono
avere quasi per niente. Dovremmo esplorare la regione e vedere
quali potrebbero essere le sue risorse. Secondo me dobbiamo
essere pi audaci. Le foreste vanno valutate molti anni
prima di poterle sfruttare economicamente.
 l'atteggiamento giusto. Meglio che adagiarsi su relazioni
locali con persone importanti che domani non lo saranno
pi. Che altre idee hai? So che stai pensando a come consolidare gli affari.
S. E sapete, fin da bambino ho sentito dire che la Duke and
Sons era interessata all'acquisto di un cantiere navale. Eppure
quell'idea  scomparsa insieme a nonno Duquet. Credo che ormai
non si trovino pi cantieri a buon mercato, ma secondo me
dovremmo comunque comprarne uno prima possibile. Questa 
la mia seconda idea. Pensate, con un carico di tavole segate per
le Indie Occidentali francesi si potrebbe comprare una nave. E
se quella nave tornasse con un carico di melassa o zucchero...
Ah, ma chi dirigerebbe il cantiere? chiese Jan.
Zio, credo che George sia la persona giusta. Rimpiange
spesso di non aver potuto andare per mare come avete fatto
voi due quando eravate giovani. L'interesse marittimo c'. La
sua conoscenza della legge inglese pu essere un vantaggio.
E ha bisogno di una posizione autorevole.
E Piet?
Suggerisco che diriga la Duke and Sons qui a Boston. Sar
la figura di rappresentanza della societ. E credo che la Duke
and Sons dovrebbe considerare di andarsene da Boston. Qui
 tutto confuso, lento e contorto. Boston mi sembra sempre
ossessionata dal sospetto che qualche entit stia usurpando i suoi diritti.
Potrebbe essere un sospetto fondato disse Jan.
Forse. Ma credo ci serva un posto con uomini d'affari pi
energici, con meno interferenze da parte inglese. Boston  sempre
stata il cagnolino dell'Inghilterra.
Nicolaus, dopo qualche colpo di tosse catarrosa, disse: Anche
i cagnolini mordono, se provocati. E una cosa che trovo
molto irritante sono gli alberi delle navi britanniche ricavati
dal legname delle nostre foreste. La tanto decantata marina inglese
 costruita con il legno della Nuova Inghilterra. I nostri
pini e le nostre querce tornano indietro da noi, eh?. Ma anche
lui riteneva che fosse meglio lasciare Boston alle sue cricche
snob e ai suoi pettegolezzi esplosivi.
Jan annu, ma non voleva addentrarsi in quell'argomento
scabroso. Che posto hai in mente, Sedley? In cuor suo la trovava
un'idea difficile da realizzare. Erano a Boston da decenni.
New York. O Philadelphia. Dove gli uomini sono pi propensi
a guardare alle possibilit future.
Jan pens che Sedley aveva riflettuto bene, ma solo fino a un certo punto.
Hai detto che andare per mare consente a un ragazzo di temprare
il proprio carattere. Hai fatto progetti per il futuro. Eppure
non hai menzionato la possibilit di fare imbarcare James, tuo
figlio. Alla sua et potrebbe arruolarsi come guardiamarina.
Sedley si accigli. Preferiva evitare suo figlio, e alla prima
occasione lo aveva mandato a studiare in una scuola lontana.
Mi sorprendi, zio. Proprio tu, che hai proibito a George di
andare per mare.
George era incantato dalle danze e dalle vanterie dei marinai.
Voleva diventare un marinaio semplice. Io ho un'idea assai
migliore. James  un giovane sveglio e intelligente, che potrebbe
costruirsi una carriera marittima prima di occupare il
suo posto nell'azienda. Bisogna tirarli su bene, questi figli, e
lui dar l'esempio agli altri ragazzi della famiglia. Sono certo
che possiamo usare i nostri contatti nell'ambiente per assicurargli
un posto da guardiamarina a bordo di una buona nave.
Lo terr presente disse Sedley, ma stava gi pensando che
imbarcare James come guardiamarina della Marina Reale sarebbe
stata una mossa a favore del nemico, visto che il risentimento
delle colonie contro l'Inghilterra cresceva di anno in anno.
Avrebbe cercato di metterlo su una nave corsara americana.
S, mi raccomando disse Nicolaus.
...
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...
PARTE QUINTA.
...
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...
NEI CAMPI DEI TAGLIALEGNA. 1754 1804.
...
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Capitolo 38. LA CASA NELLA BAIA DI PENOBSCOT.
...
.
...
Nel 1754, un mese dopo la partenza di Kuntaw, sua moglie
Malaan era seduta davanti alla stazione commerciale inglese
nella debole luce autunnale quando un uomo bianco che chiamavano
Simon le sfior la gamba con un piede e le fece cenno
di seguirlo. Non si dissero una parola, ma lui la tenne nella
sua stanza per tutto l'inverno. In primavera l'uomo torn in
Inghilterra, e lei and con Richard Tarbox. Il figlio di Malaan,
Tonny Sel, crebbe attorno alla stazione commerciale, correndo
insieme agli onnipresenti cani e a un gruppetto di bambini
sporchi e trascurati, con i quali aveva costruito una specie di
rifugio sotto le vecchie canoe. Malaan mostrava un interesse
intermittente nei confronti di Tonny e delle donne del villaggio
mi'kmaq che cercavano di convincerla a lasciare l'uomo bianco
di turno, ma si infuriava se provavano a portarle via il figlio.
Dovrebbe crescere con i mi'kmaq dicevano le donne.
E io non sono una mi'kmaq? Lo terr qui alla stazione commerciale.
Imparer i costumi dei bianchi. I nostri non vanno
pi bene. Troppo immersa nella sua disperazione per curarsi
del figlio, che tanto se la cavava bene anche da solo, Malaan
conduceva un'angusta esistenza che non era n da mi'kmaq n
da bianca, andando con qualsiasi uomo che le facesse un cenno
o le desse da mangiare. Era ingrassata. Dormiva tantissimo,
notte e giorno, ed era difficile svegliarla, come se riemergere
dall'oblio le causasse troppo dolore.
Ah, da bambina era cos intelligente comment un'anziana
mi'kmaq. Faceva delle belle decorazioni con gli aculei d'istrice.
Nessuno sapeva cosa l'avesse trasformata in una donna
sonnolenta e distratta. Alcuni incolpavano il whiskey dell'uomo
bianco, altri l'amore per Kuntaw e la vergogna per l'abbandono.
Tutti sapevano che Kuntaw viveva nel Maine con una bianca.
Non era pi tornato, e nessuno era andato a chiedergli di
farlo. Alcuni sostenevano che Malaan avesse divorziato da lui.
Si erano sposati da bambini, poco dopo che Kuntaw, Auguste
e Achille erano rientrati dalla caccia all'alce e avevano
trovato tutto devastato. Achille aveva lasciato il figlio solo e addolorato,
un ragazzo cos sofferente da non poter accettare di
essere troppo giovane per sposarsi con Malaan. Elphge glielo aveva proibito, ma Kuntaw aveva risposto che ormai, dopo
avere ucciso un alce, era diventato un uomo e poteva sposarsi.
Visto che non era suo padre, Elphge non aveva potuto impedirglielo.
Cos si erano sposati, e Malaan aveva partorito il
loro figlio, Tonny. Ma aveva solo tredici inverni, e il suo travaglio
era stato lungo e doloroso. Il bambino non aveva ancora
tre anni quando Kuntaw se n'era andato nei campi dei taglialegna
e Malaan aveva scoperto il whiskey dell'uomo bianco. Ora
Tonny girava con un gruppo di bambini orfani e abbandonati.
Le donne pi anziane, che a volte lo chiamavano nei loro
wikuom per offrirgli della buona carne d'alce, per dirgli che
da loro avrebbe sempre trovato cibo e riparo, gli parlavano di
suo padre, l'Ammazzacavallette, della sua bravura con arco e
frecce in un'epoca in cui i mi'kmaq preferivano ormai i fucili
dell'uomo bianco. Avere un padre soprannominato Ammazzacavallette
lo metteva in imbarazzo. Ormai solo qualche gracile
vecchietto conservava ancora il suo arco senza corda, con
le frecce deformate dal tempo. Ogni mi'kmaq possedeva un
fucile, e anche il cacciatore pi inetto poteva uccidere cinque o
sei oche da lontano. Procurarsi il cibo era pi facile, e non c'era
motivo di passare lunghe ore a inseguire qualche preda astuta.
Tonny era un ladro e un mendicante scaltro; non possedeva
n arco n fucile, e dipendeva dal suo ingegno per trovare
cibo e riparo. Sbrigava commissioni per i bianchi, dormiva
sotto una canoa rovesciata o una tettoia di ramoscelli
che aveva raffazzonato nella foresta devastata. Quando aveva
quattordici anni, lui e Hanah, la figlia di un'altra donna
che bazzicava la stazione commerciale, cominciarono a dormire
insieme sotto le vecchie canoe e, ancora giovanissimi,
ebbero tre figli: Elise, Amboise e Jinot, che riuscirono tutti a
sopravvivere razzolando intorno alla stazione commerciale
come piccoli tacchini. Poi anche Hanah, che amava il rum
e la sensazione di libert sfrenata che ne ricavava, cominci
ad andare con gli uomini bianchi, e a vent'anni venne picchiata
a morte da Henry Clefford, un commerciante geloso e
aggressivo che aveva altre due donne mi'kmaq. Era l'inizio
della primavera, giornate fredde e ventose con sprazzi di nevischio e luce intermittente.
Vado via disse Tonny a sua madre, bruciando di odio e dolore.
Perch avrebbe dovuto spiegare qualcosa a quella donna
che disprezzava? Sono adulto. Sono padre. Vado via, i miei figli vengono con me.
Te ne vai replic Malaan in tono piatto. L'ho sempre saputo.
Annu e si volt dall'altra parte con uno sbadiglio sguaiato.
Tonny non poteva dire altro; l'infelice vita di sua madre era
l, alla stazione commerciale. Lui ormai era cresciuto, un ragazzo
forte ma incapace di cacciare e usare le armi, ignaro del
comportamento degli animali, del lavoro e degli interessi adeguati
a un uomo. Non apparteneva pi a quel luogo, se mai vi
era appartenuto. Un mattino si svegli, con gli occhi fissi sul
fondo di una canoa rotta, i bambini rannicchiati sotto il braccio,
e volt le spalle alla propria vita. Non voleva pi appartenere
alla trib dei mi'kmaq, gente stracciona che aveva perso
le proprie tradizioni come scaglie di pelle morta. Per credeva
ancora che i suoi figli dovessero crescere con i consanguinei.
Provava una grande amarezza per loro, quasi orfani, con
una madre morta e un padre inetto. Non poteva tenerli in quel
posto terribile. Sapeva solo che suo padre si trovava in un posto
chiamato baia di Penobscot. Dopo aver viaggiato su una
canoa rubata e aver camminato per settimane nel fango e nella
neve vecchia, spesso portando in braccio Jinot, il figlio pi
piccolo, Tonny arriv senza preavviso a casa di Kuntaw e della donna bianca.
Con il passare degli anni, le travi della vecchia casa si erano
quasi annerite. Sembrava che stesse sprofondando nella terra,
ma le nuove scandole di cedro brillavano al sole come metallo prezioso. La porta e le imposte erano diventate color grigio
muschio, e Beatrix pensava che andassero ridipinte. Kuntaw
non faceva nessun lavoro per la casa, tranne cacciare e portare dentro la legna in inverno.
Avanti grid Beatrix Duquet quando sent grattare alla
porta. Tonny e i bambini entrarono, laceri e stremati dal viaggio.
Si fermarono sul pavimento di assi lucide, annusando gli
odori ignoti della casa, guardando la luce che entrava obliqua
dai vetri delle finestre e si rifletteva negli specchi.
Beatrix, con una cascata di capelli grigio-neri che le scendeva lungo la schiena, trasal.
Chi siete? domand, fissandoli. Chi siete? Ma Tonny era sicuro che lo sapesse.
Io sono Tonny. Kuntaw Sel  mio padre. Questi sono i miei
bambini, Kuntaw  il nonno. La mamma  morta. Elise, Amboise,
Jinot. Li gir verso di lei, toccandoli sulla fronte. La
vita non  buona dai mi'kmaq adesso. Io sono un uomo adulto
ma non bravo. Io sono un uomo cattivo. Vengo da mio padre Kuntaw e da te. Aiutali.
Ah esclam Beatrix. Guard i bambini: Elise, la pi grande
con i suoi nove anni, timida e introversa; Amboise, sette anni,
anche lui timido ma con un sorriso che conquistava; Jinot, quasi
cinque anni, con una faccia paffuta e allegra.
Sedetevi a tavola. Vi dar da mangiare. Le sedie erano
alte e strane, il tavolo somigliava al banco dell'emporio. Beatrix
aiut Jinot ad arrampicarsi su una sedia, e sentendone il
calore e il peso lo strinse a s per un istante.
Ecco qua, snoezepoes, pasticcino disse, poi si rivolse a Tonny.
Oh povero, devi raccontarmi tutto quello che  successo,
tutto. Kuntaw  fuori a caccia con i nostri figli, Francis-Outger
e Josime. Hanno pi o meno l'et dei tuoi. So che pianger di
gioia quando ti vedr. Mi ha parlato tante volte di suo figlio
Tonny, si chiedeva se fosse ancora vivo e come gli andassero
le cose. Sent un moto di compassione per quel ragazzo, cos
simile al bell'indiano che era entrato nella sua vita diversi anni
prima. E adesso sei qui. Kuntaw sar felicissimo. Ma tu, tu
sei troppo giovane per avere gi tre figli cos grandi concluse Beatrix, guardandoli.
Elise, Amboise, sapete leggere e scrivere? domand. I due abbassarono lo sguardo.
Jinot, cosa ti piace di pi?
I bastoncini di zucchero dell'emporio.
Ah, be', io non ho bastoncini di zucchero, ma penso che ti
piaceranno i pancake e la cioccolata olandese.
Sei buona disse Tonny. Ho sognato che tu sei buona. Si
scambiarono un'occhiata; lo sguardo fermo di Beatrix gli assicur
che i bambini erano al sicuro, mentre quello di Tonny le
rivel una distanza che non poteva essere colmata.
Stavano leccando le ultime gocce di sciroppo d'acero rimaste
nel piatto quando entr Kuntaw con Francis-Outger e Josime.
I figli di Tonny lanciarono rapide, furtive occhiate a quegli zii
con gli occhi chiari e le sopracciglia e i capelli neri. Josime teneva
un tacchino per le zampe, con il becco insanguinato che strusciava sul pavimento.
Quando Kuntaw cap chi erano quegli estranei, cominciarono
a tremargli le mani. Riusc a malapena a gracchiare: Restate,
restate, vivremo tutti insieme. Poi guard Beatrix, corrugando le sopracciglia con aria implorante.
Allora funziona cos, pens freddamente Tonny: Kuntaw
doveva implorare i favori di quella donna alta, che sembrava
un'indiana quando era in un angolo buio della stanza. Ma non
era tipo da stare negli angoli bui, e in piena luce gli occhi cristallini
rivelavano il suo sangue bianco. Per parlava la lingua
mi'kmaq meglio di lui e dei bambini, che se la cavavano con
un impasto grezzo di mi'kmaq, francese e inglese.
Mentre Kuntaw, Francis-Outger, Josime e Tonny andavano
di sopra, lei mostr la casa ai bambini, spiegando l'uso di
ogni stanza, soprattutto di quella con il grande tavolo. Quella,
disse, era la stanza della scuola, la schoollokaal, dove avrebbero
imparato a leggere e scrivere. Glielo avrebbe insegnato
lei. Si sedette al tavolo e prese in braccio Jinot, sussurrandogli
che il giorno dopo gli avrebbe fabbricato un cavallino giocattolo,
poi attir a s Elise e Amboise. Si confid con loro in tono
dolce e sommesso. Tra la nostra gente c'erano persone speciali,
quelle che ricordavano le vecchie storie, le vecchie usanze.
Mia madre  morta quando ero piccola e non mi ha raccontato
nulla. Ma mio padre, anche se era olandese, mi ha insegnato
che gli indiani devono prendere dai bianchi ogni cosa che
potrebbe rivelarsi utile.  giusto, perch loro ci hanno portato
via tutto. Molti di noi sono morti con la testa piena di segreti.
Ora  bene che impariamo a leggere e scrivere, cos potremo
costruire cose utili e scoprire come vivevano i nostri nonni.
 per questo che impariamo a leggere, per poter ricordare.
Jinot, intimorito dalla scala perch non aveva mai visto pi
di tre gradini tutti insieme, piagnucol finch Beatrix lo prese
per mano e lo accompagn, contando zeven, acht, negen...
dertien. In soffitta, Kuntaw e il grosso Josime stavano facendo
spazio per i pagliericci spingendo contro la parete antichi
bauli, mobili rotti, scatole di libri, vecchie faretre e logori archi appartenuti a Kuntaw.
Voi dormirete qui disse Beatrix. Jinot si accorse che Josime
alzava gli occhi al cielo, come se sua madre volesse dare un alce
arrosto a un branco di lupi. Allora gli sorrise come solo lui sapeva
fare, e Josime fece una smorfia divertita. Jinot era ansioso
di piacere: a quella donna, a suo padre Tonny, a suo nonno
Kuntaw, perfino a Josime e Francis-Outger, che erano pronti a detestare i loro nuovi parenti.
Tonny e i bambini si avvicinarono impacciati alla tavola, e
Beatrix, con un cenno, li ammon di non sedersi per terra. Si
sentivano in soggezione davanti a tutti quei piatti di carne e
pane, alle zuppe sconosciute e a una cosa che sembrava un pesce.
Francis-Outger e Josime si scambiarono bisbigli e risatine,
poi presero le scodelle e andarono a mangiare fuori, lontano
dai nuovi arrivati. Kuntaw li richiam.
Al vostro posto. Tutti mangiarono in silenzio.
Dopo cena Beatrix mise a letto i figli di Tonny. Josime rimase
ad ascoltare, appoggiato allo stipite della porta.
Vi racconter due storie disse piano Beatrix. State attenti.
Ecco la prima. Tanto tanto tempo fa, tre bambini si persero
nella foresta, e in quella foresta videro un albero, un albero
grosso e forte, cos alto che le sue foglie facevano il solletico
alle nuvole. L'albero era vecchissimo, cos vecchio che gli altri
alberi lo chiamavano l'Albero della Vecchia Signora, tranne le
nuvole, per le quali era l'Albero del Vecchio Sciocco. Era grandissimo
prosegu, spalancando le braccia per mostrare la circonferenza
del tronco, perch era cresciuto per molti anni in
quella foresta. Era cos grande che ai suoi piedi c'era un buco
enorme dove vivevano due persone-orso...
Mentre scendevano le scale, sentendo Beatrix mormorare al
piano di sopra, Kuntaw mise la mano sulla spalla di Tonny.
Vieni fuori con me, andiamo al fiume. L'ultima pioggia lo
ha ingrossato e ha danneggiato la pescaia. Mentre l'aggiustiamo,
voglio che mi racconti di Malaan e dei mi'kmaq. Non risparmiarmi niente.
Entrarono nel fiume e si misero a spostare pietre. Tonny osservava
Kuntaw per imparare a sostituire quelle smosse dalla
corrente. Il cielo era coperto, una giornata tetra e plumbea,
dall'umidit pungente. L'acqua intorpidiva piedi e gambe.
Tonny parl con esitazione, poi con rabbia; raccont dell'apatia
di Malaan, del suo ritiro in un mondo silenzioso, degli uomini
bianchi che la maltrattavano. Raccont di Hanah, di come
la sua spregiudicatezza con quegli stessi bianchi l'aveva condotta
alla morte. Henry Clefford. Se rimanevo l lo uccidevo.
Tante volte ho voglia di uccidere tutti.
Figlio mio, hai fatto bene a portare qui i tuoi bambini. Mi
occuper di loro come avrei dovuto occuparmi di te. Pagher
per aver trascurato Malaan e la nostra gente. Nella mia vecchia
vita mi sono comportato male e ho perso molto. Non ti
ho insegnato le cose che dovevi imparare. Uscirono dall'acqua,
si infilarono le scarpe, i mkisn, e si incamminarono verso
casa in silenzio. Kuntaw apr la bocca per parlare diverse volte, finch alla fine si decise.
Anche se non  inverno, ti racconter le vecchie storie della
nostra gente e dei grandi uomini della nostra stirpe. Senza
aspettare la risposta di Tonny, cominci a narrare di guerrieri,
cacciatori e antenati, ma non riusc a raccontare l'orribile
momento in cui aveva visto il braccio mozzato di sua madre,
la scomparsa di Achille, gli anni passati a cercare suo padre.
Mentre parlava gli sembrava di rivolgersi al cielo. Il cielo, impassibile
come Tonny, rispose con una nebbiolina gelida che si
addens in una pioggia persistente. Kuntaw disse: Sono passato
da un albero all'altro senza riflettere, senza mai pensare
a te, il mio primogenito. Ma ora capisco che non sono stato
un uomo buono. Non dovevo cercare Achille. Dovevo restare
con te e Malaan. Per questo ti dico di non lasciare i tuoi figli.
Tonny scroll le spalle. Le parole di Kuntaw lo lasciavano
indifferente. Gli rispose chiamandolo per nome. Kuntaw.
Io non sono di questo posto. Non appartengo a Mi'kma'ki, o
Nuova Scozia, come dicono adesso. Sono lontano da tutti: inglesi,
mi'kmaq, francesi, americani. Non sono di nessun posto.
Al villaggio molti mi'kmaq fanno finta che va tutto bene, ma
gli animali sono pochi e nessuno conosce il modo giusto per
vivere. Gli uomini bianchi prendono bacche, molluschi e pesci
per venderli. Io non posso fare finta. Ti ho detto com' la vita
alla stazione commerciale inglese. Tu, tu hai quella donna. Io
non ho nessuno. Non sono di nessuno. Nessun posto va bene
per me. Me ne vado. Forse mi uccideranno presto. E poi avr
finito. Cos disse, mentre la pioggia gli gocciolava dai capelli e gli inzuppava le spalle.
La pioggia divent un diluvio. Nell'udire quelle parole,
Kuntaw sent la paura pungergli la gola. Quello era davvero
suo figlio, oppure uno spirito maligno che ne aveva preso
le sembianze? In effetti Tonny sembrava diverso, non diverso
come una persona con due spiriti, ma piuttosto... bianco.
Un bianco cattivo. Era coperto di vecchie cicatrici, aveva i lineamenti
contratti in un'espressione cupa, parlava con voce
aspra. Era sporco e malvestito. Kuntaw si domand chi fosse
davvero quel giovane solitario e imperscrutabile. Tuttavia
disse, con un sorriso stentato: Sciocchezze. Sei ancora giovane.
Questo  il tuo posto. Hai fatto bene a portare i bambini.
Non fargli pagare gli errori che ho commesso con te. Resta qui con me. Resta.
Temeva che gli uomini bianchi avessero spezzato quel suo figlio abbandonato.
Piovve per tutta la notte e una nebbia impenetrabile cal sul
mondo, eppure Tonny annunci che sarebbe andato nel Nuovo Brunswick in cerca di lavoro.
Spero di tornare a prendervi borbott rivolto a Elise, Amboise
e Jinot. Incontr con fierezza lo sguardo critico di Kuntaw.
Non aveva fatto lo stesso anche lui? S, ammise silenziosamente
Kuntaw, aveva fatto lo stesso anche lui.
C'era poco lavoro. I campi di disboscamento erano gli unici
posti dove si assumevano indiani, manodopera facilmente
rimpiazzabile: abbastanza bravi nel taglio, e i migliori per lavorare
in acqua finch rimanevano in vita. Da l Tonny avrebbe
sempre potuto addentrarsi nella foresta, anche se non aveva
un fucile. Ma come sarebbe stato vivere nella foresta senza
fucile, senza conoscere il comportamento degli animali? Era
meglio andare in citt? A Boston? Cosa avrebbe trovato laggi?
Doveva cercare una nuova strada. Per cominciare, avrebbe
provato i campi dei taglialegna. E cos entr in un mondo
caotico, fatto di alberi che cadevano aprendo uno squarcio nel
verde, gemendo, trascinandosi dietro altri alberi, spezzandosi
ed esplodendo in mille schegge. Alcuni si rifiutavano di cadere,
aggrappandosi con i rami a quelli vicini, vacillando su
monconi rosicchiati. Altri, ai margini di una nuova radura, rimasti
indifesi dopo che centinaia di altri erano caduti, aspettavano
le tempeste di vento che li avrebbero abbattuti, sradicandoli
con una pioggia crepitante di terriccio. Per tutto l'inverno
Tonny sram i pini abbattuti, e per la condotta primaverile il
capo gli ordin di condurre un bateau: era un indiano, perci
sapeva senz'altro pagaiare. Ma per Tonny i bateaux erano solo
un riparo, un tetto che lo aveva protetto dalla pioggia quando
era bambino. Non era un uomo di fiume. Prima di poter ritirare
la paga della stagione, Tonny anneg sotto Wolf Falls, e scivol
nell'oblio come innumerevoli padri prima di lui.
Intanto, nella casa sulla baia di Penobscot, Kuntaw si tormentava
per non essere riuscito a trasformare rapidamente il
figlio in un mi'kmaq; cominci ad allontanarsi da Beatrix. Parl
con Amboise, troppo giovane per capire. Mi vergogno di
aver lasciato Mi'kma'ki, la mia gente e mio figlio. Si considerava,
senza alcuna piet per se stesso, un uomo che stava distruggendo
stupidamente le vecchie tradizioni. Pensava che il
larice, l'acero e il faggio, dopo essersi spogliati in inverno, buttavano
nuovi germogli in primavera, mentre ben poche foglie
nuove stavano nascendo dai mi'kmaq. E da lui neanche una.
Migliaia di volte Beatrix gli aveva detto "indiano, ho bisogno
di te", come il giorno in cui gli si era avvicinata a cavallo. Da
principio Kuntaw aveva pensato che avesse bisogno per spaccare
la legna. Con il passare delle settimane aveva pensato che
avesse bisogno per il sesso. Un giorno infine cap. Beatrix aveva
bisogno di lui perch era una donna mezza indiana cresciuta
come una bianca. Aveva bisogno di lui per diventare indiana.
Beatrix lo aveva condotto verso i libri. Ma ora che aveva capito, Kuntaw li mise da parte.
Donna, ora tocca a me insegnarti a leggere le disse, e la
port nella foresta, spiegandole con pazienza, come avrebbe
dovuto fare con Tonny, come capire e interpretare le impronte
degli animali, i segni stagionali delle piante e degli alberi, l'odore
degli orsi, della pioggia imminente e delle foglie rivestite
di brina, la mutevole superficie dell'acqua, e dichiarando che
era tutto collegato. Queste sono cose note a ogni mi'kmaq
disse. E ora capisci che la foresta e la riva dell'oceano sono
legate da innumerevoli fili, sottili come la seta di una ragnatela?
Cominci a intuire le usanze e la saggezza degli indiani? Non vorrei avere una moglie ignorante.
S rispose Beatrix, ma sono troppe cose da ricordare.
Non devi ricordarle come una lezione ribatt Kuntaw,
devi conoscerle, sentirle. Sapeva che era inutile.
Ben presto Beatrix si sottrasse a quelle escursioni. Ti ho raccontato
che mia madre, una passamaquoddy,  morta quando
ero molto piccola, prima di potermi insegnare qualcosa. Un
vero peccato. Quello che so me l'ha insegnato mio padre. Ho
dovuto imparare le piante medicinali. Mi scriveva spesso da
Leida per chiedermi di spedirgli certe foglie dall'odore pungente.
Ma quel padre, Outger, che non era mai tornato ma
l'aveva tempestata di lettere, consigli, pacchi di libri e vestiti
europei fuori moda, era morto all'estero un anno prima che
Kuntaw uscisse dai boschi per incontrarla. Lui pensava al padre
di Beatrix, se mai ci pensava, come a un uomo bianco, tutto
autorit e volont ma pieno di affettazioni. Era felice che a
separarli ci fossero un oceano e la morte.
Beatrix insegn ai bambini le lettere e i numeri e diede loro
dei libri da leggere, mentre Kuntaw, che non era riuscito a insegnare
niente a Tonny, mostr ai nipoti ci che Francis-Outger
e Josime sapevano gi: come cacciare e pagaiare su una canoa.
Loro gli stavano attaccati come lappole, e insieme si aggiravano
in cerca di prede nella foresta che si andava restringendo,
intagliavano e scolpivano, aggiustavano indumenti, stufavano
anguille, catturavano i pesci con le mani. Dovete imparare
queste cose disse Kuntaw, voi che siete pi ignoranti dei
sassi sulle cose del mondo. Avete sangue mi'kmaq ma non sapete
nulla. Spieg loro come nutrirsi di animali, piante, e s,
anche di cavallette. Fabbric piccoli archi per Amboise e Jinot,
perch andassero a caccia di cavallette come aveva fatto lui,
perch non ignorassero le usanze mi'kmaq. Tuttavia, per poter
imparare tutto ci che lui sapeva, avrebbero dovuto immergersi
nella vita mi'kmaq: non bastava saper usare certi attrezzi
o riconoscere le piante. I suoi insegnamenti, pensava con malinconia,
non erano la vita reale, ma solo una specie di gioco.
Il mondo che voleva tramandare era svanito, come fumo che
abbandona le braci spente da cui  nato.
Tutto intorno all'insediamento di Penobscot gli alberi cadevano,
le piste si addentravano nelle foreste, prima una o due, poi
sette, poi reticoli di piste che col passare dei decenni diventarono
strade. Le strade erano piene di fango, che a volte sembrava
pastella, a volte rimaneva denso e appiccicoso fino a tarda
estate, quando si trasformava in una polvere sottile e soffocante
che restava nell'aria a lungo dopo il passaggio di una carrozza,
insediandosi sull'erba cos come gli inglesi si erano insediati sul territorio.
Passarono gli anni, le imprese forestali e i coloni spogliarono
le coste della baia e risalirono lungo il Penobscot. La terra
venne occupata da campi di grano e fieno racchiusi entro file
di ceppi, ammassi di radici della foresta che un tempo sorgeva
l, ora messi di traverso per impedire l'ingresso alle mucche e
alle pecore dell'uomo bianco. Lungo la costa, le case coloniali
si succedevano l'una all'altra, cucite insieme dalle palizzate.
La vecchia dimora di Charles Duquet si ergeva solitaria, circondata
da una foresta che non aveva mai conosciuto la scure, una reliquia del mondo silvestre.
Un giorno Beatrix si accorse che suo figlio Josime lanciava sguardi
poco fraterni a Elise, e disse a Kuntaw che forse era arrivato
il momento che la ragazza si sposasse. Elise aveva quindici
anni, piuttosto vecchia per essere ancora nubile. Kuntaw sugger
di mandarla in Nuova Scozia da una sua parente, Aledonia;
l poteva trovare un marito mi'kmaq e vivere una vita da
mi'kmaq. Aveva dimenticato ci che gli aveva detto Tonny di
quel posto: ricordava solo i bei giorni della sua infanzia, prima della caccia all'alce.
Tutti notarono che le ragazzine dell'insediamento, indiane,
francesi, mtis e inglesi, volevano stare con Jinot. Gli correvano
incontro, gli raccontavano i loro piccoli segreti e lo facevano
giurare di non rivelarli - lui non li rivelava mai -, gli portavano
fette di torta allo zenzero rubate dalla dispensa di casa.
Beatrix, che le vedeva bisbigliare, gli chiese: Cosa ti raccontano, Jinot?.
Niente. Mi raccontano i vermi, le rane. Le conversazioni
erano zeppe di risatine. Poche ragazze, e pi tardi ben poche
donne, riuscivano a resistere ai sorrisi maliziosi di Jinot.
Resta cos, mio caro bambino mormorava Beatrix, che non era immune al suo fascino.
Anche Kuntaw osservava Jinot, e cos si accorse che era diverso,
come alcuni mi'kmaq dei vecchi tempi. Ma non riusciva a dare un nome a quella diversit.
Il mondo di legno penetrava nella baia sotto forma di barche.
Amboise e Jinot Sel giocavano sui pontili con i ragazzi del villaggio;
correvano, camminavano e saltavano sui tronchi galleggianti
negli stagni della segheria, immaginando di trasportarli
lungo il fiume. Gli eroi da imitare erano gli uomini che viaggiavano
in equilibrio sui tronchi lungo l'arcigno Penobscot. I
ragazzi della baia pagaiavano in canoa e remavano sugli skiff;
da grandi andavano a lavorare con i pescatori, imparavano a
rammendare e gettare le reti e a tirare le cime, mentre i figli dei
pescatori, quando entravano a loro volta nel mestiere, si spostavano
nelle acque pi profonde. Giorno dopo giorno i bambini
vedevano gli uomini caricare le grandi alberature di pino
e accatastare le assi sul ponte delle navi. I giovani Sel aiutavano
Kuntaw ad aggiustare le pescaie e a radunare e catturare
le anguille, un cibo squisito e sempre reperibile. Per i ragazzi
della cittadina, abbattere i grandi pini e cavalcare le onde tumultuose
dei fiumi primaverili era il futuro ideale. Per Jinot e
Amboise Sel era un richiamo irresistibile.
I bambini crescevano troppo in fretta, pensava Beatrix. Un giorno
erano bambini pieni di domande e innocente entusiasmo, e
il giorno dopo erano uomini dotati di carattere e idee, che preferivano
la compagnia di Kuntaw alla sua. Francis-Outger, a
ventun anni, spos una ragazza mezza francese e mezza mi'kmaq
e si costru una casetta con l'aiuto del suocero. Poi Josime
se ne and di casa per raggiungere i campi dei taglialegna del
Nuovo Brunswick. Un mese dopo tocc ad Amboise. Per Jinot
Sel, l'unico rimasto, il tempo scorreva lentissimo. Gli sembrava
che quell'anno non finisse mai, e all'arrivo della primavera
osserv le migliaia di tronchi sfuggiti alle segherie che scendevano
lungo il fiume fino alla baia, invidiando gli uomini energici
che spingevano e radunavano il muto legname. Dopo la
condotta Amboise torn a casa, pi forte e massiccio, portando
storie straordinarie. E anche soldi. L'estate venne e se ne and.
Amboise part di nuovo, per andare nel Nuovo Brunswick ad
aprire piste nella foresta. Per settimane i versi delle oche risuonarono
come il martellare di fabbri su incudini maestose. Nuvole
impazzite correvano davanti alla luna piena. Jinot smaniava
di partire. Un mattino, presa la decisione, and da Kuntaw.
Nonno, sono grande abbastanza e voglio andare in un campo
a tagliare gli alberi disse. Kuntaw annu. So che stai pensando
di cominciare una vita da uomo disse, anche se forse
molte ragazze vogliono che resti. Sei stato affettuoso con loro.
 possibile che molti bambini ti chiameranno padre?
Jinot, sbalordito, disse no, no. Nonno, le ragazze mi parlano
e basta. Alle ragazze piace parlare con qualcuno. Siamo
amici. Kuntaw osserv il nipote con occhio attento, mettendo insieme brandelli di pensieri.
S, ho capito. Ti capisco. Sono vecchio, Jinot, ma non prendermi
per stupido. Il popolo mi'kmaq non vede niente di sbagliato
in un uomo dal doppio spirito. Ma gli uomini bianchi
dicono che  male. E gli uomini di chiesa.
Jinot non sapeva cosa dire. Dopo un istante, Kuntaw prosegu.
Quando partirai?
Oggi. Ho messo dei vestiti pesanti in una borsa di cuoio.
Devo prendere la scure?
Prendila, se vuoi, ma al campo ti daranno tutte le scuri che
ti servono. Gli attrezzi te li procurano loro. Lo so perch anch'io
ho spaccato legna in quei campi, come anche mio padre
Achille, e prima di lui suo padre Ren Sel, il francese.
Non sapevo di questo francese. E un nostro antenato?
Era mio nonno. Dicono che  stato ucciso da una ragazza
che aveva adottato. Perci, vedi, abbiamo un po' di sangue
francese. Ma Ren Sel non lavorava nei campi dei boscaioli,lui tagliava gli alberi per s. Jinot, prima che parti voglio
che vai con Amboise a Mi'kma'ki per cercare Elise, per vedere
se sta bene, se ha figli. Non abbiamo pi saputo niente. E
voglio che chiedi se  ancora vivo mio cugino Auguste, il figlio
della mia defunta zia Noe. Si metteva sempre nei guai,
perci potrebbe essere morto. Anche se ho notato che molti
piantagrane hanno lunga vita. Se lo trovi, digli di venire
qui a vivere con noi. E stai attento. Boschi e fiumi sono pieni
di inglesi e americani che si fanno la guerra. Se senti sparare, stai lontano.
Partirono insieme, Amboise forte e massiccio, Jinot salutato
da un gruppetto di ragazze ferme sul molo. Risalirono la
costa in nave fino a Halifax e raggiunsero a piedi la stazione commerciale.
Ho un brutto presentimento per Elise disse Amboise.
Tonny ha detto che Mi'kma'ki era un brutto posto, me lo ricordo.
Tolse di tasca un tacchino di legno, un oggetto che aveva intagliato
molto tempo prima per divertire la piccola Elise, e aggiunse:
Se ha dei figli, magari vorranno giocarci.
Buona idea, Amboise. Mi dispiace di non aver portato niente... anche solo una pigna.
La parente di Kuntaw, una donna magra e sdentata di nome
Aledonia, li accolse calorosamente. Indic loro alcune persone
con il patronimico Sel, e disse che s, Auguste era ancora vivo.
Oh, quello!  troppo cattivo per morire!
Ma Amboise e Jinot videro che il villaggio mi'kmaq era un
luogo triste e affamato, un miscuglio di wikuom e case di bianchi.
Le pescaie per le anguille erano in pessimo stato, e gli uomini
facevano pochi sforzi per sistemarle. Era pi facile mangiare
il pane e il maiale dell'agenzia governativa che catturare
anguille. Il marito di Elise, Luon Brassua, giaceva ubriaco nel
fango vicino al loro wikuom malandato. I due fratelli si rattristarono
per Elise, che raccont piangendo di aver perso la figlia
neonata, chiamata Bee in onore di Beatrix.
Pensavo che tutti i matrimoni erano come quello di Bea-
trix e nonno Kuntaw, belli, pieni di risate, sapete? disse, versando lacrime da donna.
Mentre si trovavano nella terra disboscata che un tempo era
Mi'kma'ki, sentirono delle storie sul padre di Kuntaw, Achille
il Grande Cacciatore. Per qualche motivo quelle storie irritavano
Amboise. Sempre ieri! Ogni cosa positiva  successa tanto
tempo fa! Adesso... eh, adesso... Socchiuse gli occhi. Elise,
se Brassua non va bene per te, devi venire con noi. Sapevano
che Brassua non andava bene per lei. Si sentivano in colpa, a disagio, e volevano andare via.
Il vecchio Auguste si era arreso all'alcol. Lo trovarono seduto
con gli occhi socchiusi, confuso e assonnato, davanti al
wikuom di una nipote. Quando si presentarono come i nipoti
di Kuntaw sembr risvegliarsi, e con un sorriso amaro e il fiato
che puzzava di rum disse, con voce da vecchio, che suo cugino
aveva avuto una vita fortunata, al contrario di lui. Poi chiuse
la bocca e tacque. Rimasero l seduti a guardare una decina di
mi'kmaq oziosi che gironzolavano intorno all'emporio come
mosche sulla carne. Amboise si accorse con stupore che quel
vecchiaccio aveva le guance bagnate di lacrime.
Non hanno niente da fare. Quando io e Kuntaw avevamo
quell'et disse, andavamo sempre a caccia, oppure pescavamo
anguille, pesci, foche e storioni. Costruivamo archi e frecce,
fabbricavamo coltelli ricurvi e canoe resistenti, intagliavamo
pagaie. A quei tempi avevamo i nostri giochi di guerra,
non combattevamo contro stranieri armati di fucili. I giovani
- s, anch'io - compivano gesta coraggiose, e c'erano feste e
danze che ora non esistono pi. Ma vedete cosa siamo diventati
disse, indicando prima gli uomini in ozio e poi se stesso.
Si frug sotto la coscia in cerca della fiaschetta.
Elise disse Amboise. Vieni via, adesso. Lei cacci le sue
poche cose dentro un sacco per le rape e corse davanti a loro
verso l'attracco del battello. Luon Brassua non era l per impedirglielo.
 andato a ubriacarsi con i suoi amici disse lei. Partiamo subito!
Aspetta. Dobbiamo cercare Auguste. Kuntaw vuole che lo
portiamo alla casa di Penobscot. Quando gli chiesero di andare
con loro, il vecchio si alz tremando. Si guard intorno. I
fannulloni accanto all'entrata dell'emporio, un cane che si grattava
le pulci. Torn a sedersi con un sorriso sornione.
No. Troppo tardi. Andate voi. Io resto qui.
Provarono a convincerlo, ma lui rifiut. Qualcuno deve restare.
Sar Colui Che Rimane.
Era sempre stato bravo con i nomi.
Amboise us i soldi che gli aveva dato Kuntaw per pagare il
passaggio su una nave che andava da Halifax a Boston, poi
convinse il proprietario di un peschereccio diretto a Georges
Bank a fare una deviazione e lasciarli nella baia di Penobscot.
Elise parl poco durante il viaggio, ma quando la barca entr
nell'insenatura fece un gran sospiro. Beatrix, che li aveva visti
arrivare dal pontile, spalanc la porta d'ingresso. Guard Elise,
i lividi ormai sbiaditi e gli occhi pieni di lacrime, e cap tutto.
Allarg le braccia.
Oh, mia povera Elise, grazie a Dio sei tornata da noi. Ora
sei a casa, al sicuro.
Mamma disse Elise tra le lacrime. Beatrix l'abbracci, e le
due donne si misero a singhiozzare. Amboise e Jinot si guardarono;
non avevano mai visto piangere Beatrix.
Roba da donne mormor Amboise, trattenendo le lacrime.
Usciamo.
Jinot avrebbe preferito restare con Elise e Beatrix, ma lo segu.
...
.
...
Capitolo 39. IL DOTTOR MUKHTAR.
...
.
...
Si pu sapere che cos'ho? domand Beatrix al cane di Elise,
Ami, una creatura lupesca che non riusciva a ignorare gli istrici.
Il cane, spaventato dal suo tono rabbioso, abbass lo sguardo.
Da mesi un dolore le si contorceva nello stomaco, arrivando
come un granchio nella notte per attanagliarle le viscere.
C'erano giorni in cui si dava da fare come al solito, insegnando
a un bambino del villaggio a leggere e scrivere e preparando
pranzi elaborati per Kuntaw, che li rifiutava, nostalgico delle
pietanze semplici della sua infanzia.
Per lui si era aperta una nuova strada: condurre i bianchi a
caccia e a pesca. Tutto era cominciato quando un uomo di Boston,
il signor Williams, gli aveva detto che voleva andare a
caccia nei boschi del Maine e lo avrebbe pagato per fargli da
guida. Gli anni passati nei campi dei taglialegna avevano insegnato
a Kuntaw a conoscere la foresta, i ruscelli e i laghi. Cos
avevano viaggiato verso nord in treno, poi su un carro e infine
in canoa. Il signor Williams era tornato a Boston sporco,
graffiato, con gli occhi arrossati dal fumo dei fal, pi magro
e agile, sentendosi temprato come un boscaiolo. Aveva pescato
pi di cinquanta trote in un solo giorno e parlava agli amici
invidiosi della sua taciturna guida mi'kmaq. Ma c'era dell'altro.
La guerra d'indipendenza aveva unito l'idea di libert a
quella di un paese di foreste selvagge. Gli americani si consideravano
homines sylvestris, uomini della foresta.
Kuntaw era instancabile in quella sua bizzarra attivit: trasportava
i bagagli e la canoa, tagliava gli arbusti di peccio per
creare sentieri, costruiva ripari, spaccava la legna e accendeva
il fuoco, cucinava porridge di mais, trote, selvaggina insaporita
con zenzero e aglio selvatici. Ben presto cominci ad avere
clienti abituali che volevano andare a caccia di alci o carib,
uomini bianchi che trasformavano quei viaggi in racconti di avventure virili.
Gli sembrava di aver trovato l'occupazione pi strana del
mondo, accompagnare in "vacanza" uomini che ignoravano
le foreste devastate, le canoe e le pagaie, i segnali del tempo e
le piante, uomini che non sapevano accendere un fuoco. A volte
lo facevano arrabbiare. Una volta il giudice James, che tutti
trattavano con deferenza, gli disse: Voi indiani avete una bella
vita. Andate a caccia e pesca e fate lavorare le donne. Poi
scoppi a ridere. Kuntaw non rispose, ma pi tardi, mentre
fumava la pipa con Ti-Sabatis, un'altra guida che incontrava
ogni tanto all'attracco del battello, disse: Gli uomini bianchi
non capiscono che quello era il nostro lavoro. Per loro andare
a caccia e pesca  solo un gioco. Pensano che siamo pigri perch "giochiamo" e basta.
Ti-Sabatis abbozz un sorriso. Questi uomini non sanno
niente dei boschi, ma pagano bene. Non so come fanno ad avere
tanti soldi, devono essere proprio furbi.
Era la nostra vita e l'abbiamo vissuta, ma non era facile come
pensano i bianchi. Eppure quelle escursioni gli piacevano.
La malattia aveva trasformato Beatrix in una persona diversa
dall'energica bellezza dai capelli lunghi comparsa davanti
a Kuntaw in groppa a un cavallo sauro. Avevano avuto tanti
anni di felicit, ma ormai erano vecchi. Beatrix era malata,
e Kuntaw, spaventato da quella malattia, avrebbe voluto tornare
indietro, ritrovare la donna di un tempo. Le portava il t.
Lei lo beveva piano piano, gli sorrideva, e poi vomitava. Fu allora,
quando Beatrix aveva pi bisogno di lui, che Kuntaw si
allontan. Non poteva farci niente. I suoi sentimenti non erano
pi gli stessi da anni, da quando Tonny era arrivato con i
suoi tre figli, portando con s la vecchia vita mi'kmaq. La vergogna
che provava per aver abbandonato Tonny e Malaan gli
faceva vedere Beatrix come un'estranea. Quella sensazione era
sempre l, anche nei momenti in cui erano contenti di stare insieme.
Come un tambureggiare lontano, qualcosa dentro di
lui diceva lei non  una mi'kmaq. Non era riuscito a trasformarla
in un'indiana. Aveva tradito la sua gente lasciando Malaan
e Tonny per lei. Aveva tradito Beatrix non riuscendo a soddisfare
il suo desiderio. Ogni primavera, quando si preparava a
portare a pesca qualche bostoniano, era sempre pi contento
di allontanarsi dalla casa di Beatrix per tornare nella foresta.
Le giornate buone di Beatrix diventavano sempre pi rare; ogni
volta il dolore, come rinvigorito dalla pausa, tornava a mordere
la sua vittima con pi forza. Quando Elise le portava del
brodo di merluzzo, Beatrix ne sorseggiava qualche goccia dal
cucchiaio e poi vomitava. L'intestino si ribellava, i lineamenti
diventavano sempre pi scarni e tirati, gli arti sottili come
giunchi, mentre lo stomaco traditore si gonfiava a dismisura.
Il dolore era grande come un castoro, e come un castoro la rodeva con denti gialli e aguzzi.
Elise lavava le lenzuola sporche di Beatrix e le stendeva nel
vento freddo e profumato della baia. Cucinava per Kuntaw e
per s e teneva sempre pronto il brodo per Beatrix, che spesso
non riusciva a mandarlo gi. Per non conosceva le erbe medicinali, e cos and da Kuntaw.
Nonno Kuntaw. Beatrix  malata da sei lune e non so come
alleviarle il dolore. Sta sempre peggio. Non mangia niente. Non
conosci un guaritore che pu capire questa malattia?
Kuntaw scosse la testa. Forse c' ancora qualcuno a
Mi'kma'ki, ma qui no. Beatrix vorr un dottore bianco.
Non so se il dottore verr disse Elise. Ho sentito che  arrogante e vuole curare solo i bianchi.
Be', il padre di Beatrix era bianco. Aveva amici dottori. Forse adesso sono tutti morti.
Kuntaw trascorse uno sgradevole quarto d'ora con la malata
e le strapp i nomi di due medici. Il primo, l'anziano dottor
Woodrit, mand un messaggio per informarli che aveva una
lunga lista di pazienti e non poteva venire. Il secondo, il dottor
Hallagher, un irlandese appena arrivato nella baia di Penobscot,
visit Beatrix e parl un po' con lei. Quando usc dalla
stanza si sedette accanto a Elise e scosse la testa.
Conosce tanti paroloni, questa ind... questa signora. Credo
che abbia una brutta malattia, e vi consiglio di chiamare un medico
di Boston, il dottor Mukhtar, se vorr venire.  un uomo
erudito e ha molta esperienza con... con i problemi di stomaco. Di questo tipo.
Elise voleva chiedergli cosa significava "di questo tipo", ma
si limit a fissarlo con uno sguardo implorante negli occhi scuri.
Hallagher continu, scrutando quella donna ansiosa:  uno
straniero, e i metodi che usa non sono i nostri... i vostri... metodi
tradizionali, ma ha una profonda conoscenza della medicina.
Se c' qualcuno che pu fare qualcosa.... Promise di scrivere
al dottor Mukhtar per persuaderlo ad affrontare il viaggio
fino alla baia di Penobscot. Per un istante Elise cambi espressione
e gli rivolse il sorriso malizioso dei Sel.
Quando seppe com'era andata, Kuntaw sbuff a denti stretti,
sibilando come un animale arrabbiato. Poi usc, furioso per la
propria impotenza. Non sopportava di vederla soffrire.
Il dottor Hallagher torn dieci giorni dopo, in un pomeriggio
feriale, con un bell'abito di lino fresco e pulito. Sperava di trovare
Elise da sola. Invece c'era anche Kuntaw, impegnato a riparare
il suo equipaggiamento da guida per un altro viaggio nel Maine.
Kuntaw continu ad annuire mentre il dottor Hallagher spiegava
che Mukhtar, il medico di Boston, sarebbe arrivato da un
giorno all'altro per visitare Beatrix. Aveva deciso di affrontare
quel viaggio faticoso. L'irlandese, tuttavia, gli raccomand di
non sperare troppo in una guarigione. Beatrix era gravemente
malata. Kuntaw annu, poi gli rivolse una domanda a bruciapelo.
Quanto vivr?
Hallagher balbett che non lo sapeva, che avrebbe deciso
Dio, che forse poteva dirglielo il dottor Mukhtar, ma lui no, non
era in grado. Se ne and senza aver potuto trascorrere qualche minuto a tu per tu con Elise.
Il dottor Mukhtar arriv in un fresco pomeriggio d'autunno,
in groppa a una cavalla araba nera che aveva suscitato grande
ammirazione lungo la strada da Boston. Mentre staccava
le bisacce dalla sella, Elise usc di casa e gli disse che poteva
lasciare la cavalla nel pascolo oppure nella stalla, come preferiva.
Lui scelse il pascolo, con gli aceri ombrosi e il ruscello
mormorante. Era un uomo piccolo e asciutto dalla faccia straniera,
con umidi occhi scuri e il naso a becco di falco. Elise trov
spaventosa, addirittura diabolica, la sua faccia scura, ma la
sua voce, sebbene un po' aspra, era gentile. Con una certa riluttanza lo introdusse in casa.
Appena mise piede nell'ingresso, il medico annus l'aria fetida
e cap cosa doveva aspettarsi. Prima Elise lo condusse nella
stanza della scuola, dove Beatrix riceveva sempre gli ospiti,
e gli port una tazza di t. Lui appoggi le bisacce sul grande
tavolo di pino. Le rivolse molte domande, volle vedere le lenzuola
sporche di Beatrix e le osserv attentamente. Guard Elise
con i suoi scintillanti occhi da straniero.
C' qualcuno che pu aiutare voi? Siete magra e molto stanca.
Prendersi cura di una persona con un cancro allo stomaco in
fase avanzata  estenuante. Dobbiamo trovarvi un aiuto. Elise
rimase sconvolta nel sentir nominare la malattia di Beatrix, e
cap subito che sarebbe finita male. Poi arrivarono le domande
del medico; nessuno gliene aveva mai rivolte cos tante. Volle
sapere tutto di Beatrix, di lei, di Kuntaw e della famiglia, della
loro situazione, di come erano arrivati in quella casa; le domand
anche cosa mangiavano, e quando Elise gli disse che
Beatrix andava matta per la carne affumicata nel camino, annu
come se lo sapesse gi. Riusciva a rivolgere una quantit di
domande snervanti. Elise not come si guardava intorno. Le
due tazze di porcellana sembravano piccole e fragili sull'ampio tavolo di legno.
La casa nella baia di Penobscot era sempre stata la grande
propriet di Outger e Beatrix. Ma lui se n'era andato e lei era
rimasta. Adesso i nuovi arrivati stavano riempiendo la baia di
case pi grandi, rivestite di tavole di legno verniciate. La grande
casa di tronchi di Charles Duquet era diventata un fatiscente
pugno nell'occhio, sbeffeggiato dai coloni bianchi come "il
wigwam di legno". Quando alla fine Beatrix aveva venduto il
terreno con le piante da taglio, la casa annerita dagli anni era rimasta nuda e decrepita.
Spariti gli alberi, Beatrix aveva visto il deterioramento della
casa. Il tetto e i davanzali non potevano aspettare, e proprio
quando si era ammalata aveva venduto gli ultimi grandi pini
del terreno per pagare le riparazioni. Kuntaw semplicemente
non notava quei difetti; per lui era solo una casa, una grande
casa inamovibile.
Elise accompagn il dottor Mukhtar nella stanza della malata.
Sotto la finestra c'era un tavolo carico di libri, quelli che Beatrix
stava leggendo prima che diventassero troppo pesanti da
tenere in mano. Il medico guard i titoli, poi si sedette accanto
al letto, su una sedia di palissandro con una gamba rotta. La
donna dormiva, agitata da brevi respiri superficiali e febbrili.
Il medico continu a fissarla finch lei d'un tratto non gemette e spalanc gli occhi.
Sono all'inferno? mormor, squadrando l'uomo che aveva davanti.
Il dottor Mukhtar, consapevole che Beatrix, svegliatasi per
il dolore, lo aveva preso per il diavolo, le rispose: No, signora,
non siete all'inferno, anche se cos pu sembrare. Permettetemi
di presentarmi, poi potremo lavorare insieme per capire
come posso aiutarvi. Ma al momento credo che il dolore vi
impedisca di avere una conversazione razionale, perci vado
a prendervi un sedativo che vi dar un po' di sollievo.
And a rovistare nelle bisacce e torn con una fiala nera e un cucchiaino.
Per favore, aprite la bocca e deglutite.
Vomiter disse Beatrix.
No, non vomiterete. Vi calmerete e il dolore si placher. Per
un po'. Aprite. Sotto il suo sguardo vigile, Beatrix deglut dolorosamente,
trattenendo a stento i conati. Lui la sorresse finch
il sedativo cominci a fare effetto.
Qualche minuto dopo Beatrix, ansimando di sollievo, guard
il dottor Mukhtar e disse: Oh... oh, oh. Mi sento meglio. Grazie.
Il dolore torner, ma lo combatteremo in tutti i modi possibili.
Le esamin le gambe, le tast lo stomaco gonfio, le chiese
se riusciva a mangiare qualcosa, da quanto tempo aveva difficolt
a deglutire, se vomitava sangue, se aveva sangue nero e
grumoso nelle feci, se le mancava spesso il fiato. Beatrix si addorment
nel bel mezzo di una risposta, per adesso respirava
profondamente.
Quando si risvegli, nella stanza c'era una luce fioca. Il dottor
Mukhtar era ancora seduto, la faccia scura nascosta nel buio, i
vestiti neri che si confondevano con l'ombra color indaco della
sedia. Il dolore di Beatrix era ancora sotto controllo, e questo gli fece piacere.
So che la morte si sta avvicinando disse Beatrix. Che cos'ho? Il dolore torner presto? Tra quanto... La sua voce si
affievol.
Avete un tumore allo stomaco, ma il vostro stomaco  anche
pieno di liquido, e questo posso eliminarlo, anche se torner,
come il dolore.  una battaglia, signora Beatrix, una battaglia
che a questo stadio non potete vincere. Avete ancora un
mese, forse due. Far tutto ci che posso per lenire il dolore.
Mi permettete di restare? Vostra figlia Elise ha bisogno di riposo,
e io devo rimanere a vostra disposizione. Non preoccupatevi,
ho portato tanto elisir che potrei sedare un elefante per dieci anni.
Voglio morire disse Beatrix. Voglio farla finita con il
dolore, con la vita. Ma non era del tutto vero. Nelle sei settimane
successive matur un profondo sentimento per il
dottor Mukhtar, mentre parlavano di libri e idee, di posti
immaginati e mai visti, di pace e tranquillit e cavalli, di cui
il medico era esperto. Beatrix amava pensare ai cavalli, alle
criniere setose che ondeggiavano durante il galoppo. All'inizio
era stato il dottore a parlare mentre lei ascoltava, mezza
addormentata, mezza morta. L'elisir contro il dolore divent
meno efficace, e lui ne prov un altro. Kuntaw entrava
di tanto in tanto, ma lui e Beatrix non riuscivano pi a guardarsi con affetto.
Beatrix disse al dottor Mukhtar: Una volta mio padre mi ha
detto che per curare questa malattia basta inghiottire delle lucertole del Guatemala.
Non  affatto vero. Si dice che le lucertole del Guatemala
siano una cura efficace solo perch a Boston e dintorni non si
trovano. Allora anche il latte di unicorno pu essere una cura.
Non esiste nessuna cura. Quando il dolore resister a tutti i
miei elisir, vi dar una droga soporifera che vi condurr al sollievo finale.
Il medico entrava da lei tutte le mattine, apriva la finestra dal
telaio scricchiolante e le somministrava l'elisir benedetto. Dal
letto Beatrix guardava il cielo e vedeva nuvole leggere, come
nastri di panna versati sopra un raso azzurro. Nei momenti di
tregua dal dolore cominci a parlargli con voce roca, sussurrando se la gola le faceva troppo male.
Gli raccont della sua infanzia solitaria, dell'istruzione ossessiva
- libri su libri - impartitale da Outger, il quale aveva dichiarato
che a sedici anni l'avrebbe mandata a "perfezionarsi"
in Europa, probabilmente in Svizzera, allora tanto di moda, ma
poi, come sempre, non aveva mantenuto la promessa. Gli parl
dell'ostilit dei Duke, che dopo il tentativo fallito di strapparle
il grande tavolo di Outger avevano deciso di ignorare la
sua esistenza. Gli raccont di Kuntaw e dei loro anni felici, dei
suoi figli, Francis-Outger e Josime; parl di Tonny e dei nipoti,
ormai adulti, ma tornava sempre alle ore trascorse con Outger,
che le inculcava il latino e il greco, le assegnava libri da leggere,
discuteva delle sue teorie e invenzioni.
Ora capisco disse, che tutta la sua pedagogia era un esperimento.
I libri e l'istruzione erano stati un tentativo di trasformarla
in una sorta di uomo bianco erudito come lui. Dopo che
era partito per Leida, l'istruzione era continuata sotto forma
di pacchi di libri, saggi, lunghe lettere piene di consigli e ordini,
ma piano piano Beatrix aveva capito di non contare niente:
per Outger era solo un soggetto su cui sperimentare le sue
idee sullo sviluppo intellettuale. Per qualche motivo non era
riuscita a diventare una Selvaggia Illuminata, e cos era rimasta
sola in quella casa. Quando la solitudine era diventata un'insopportabile
frustrazione, aveva cominciato a cercare qualcuno
che l'aiutasse a diventare un'indiana. Kuntaw era arrivato
per spaccare la legna ed era rimasto per molti anni. Avevano avuto dei figli.
Per non sono riuscita a diventare un'indiana concluse tristemente.
Certo che no disse il dottor Mukhtar. C' tutto un mondo
di segnali, simboli e spiriti che devono essere assorbiti dalla
nascita. Non si pu sperare di coglierne i significati, se non
si vive quella vita fin dal principio.
Beatrix gli spieg che riusciva a dimostrare affetto solo attraverso
l'insegnamento, offrendo libri come pegno d'amore.
Al crepuscolo, quando il medico, esausto dopo tanto ascoltare,
si alz e spense la candela per andare nella sua stanza al
piano di sopra, Beatrix lo preg di lasciare aperte le tende e la
finestra. La porta si chiuse adagio e lei pot guardare la luna,
un tuorlo striato di sangue che rotolava nel guscio del cielo.
Nella sua ultima settimana di vita, Beatrix ebbe l'illusione di essere
sospesa in un'immensa ciotola d'acqua. In principio l'acqua
era facile da respirare come l'aria, ma poco alla volta, a mano a
mano che la massa tumorale spingeva contro i polmoni, divent
viscosa come miele vecchio. La ciotola somigliava a quella di
terracotta gialla in cui lei un tempo mescolava l'impasto per il
pane. A volte riaffiorava in superficie, e da lontano ne vedeva
il bordo chiaro. C'erano giorni in cui l'acqua era limpida e cedevole,
altri in cui era trafitta da forti correnti di dolore arancione.
Sott'acqua infuriavano le tempeste, e allora lei cercava di
piegare le gambe per proteggere dai lampi le viscere doloranti.
Il dottor Mukhtar tent in diversi modi di renderle pi tollerabile
l'approssimarsi della fine. Francis-Outger, che abitava
ad appena un miglio di distanza, arrivava ogni giorno con
rami di abete balsamico per la stanza, affinch l'odore pungente
della foresta purificasse l'aria. Portava bacche di ginepro
che il medico frantumava, sprigionando un profumo secco
e amaro che faceva sorridere Beatrix: un sorriso che sembrava
una smorfia, ma di pi non riusciva a fare. Mor circondata da
quella fragranza corroborante. Cinquantadue anni strani, per poi innamorarsi in punto di morte.
Elise piangeva davanti alla finestra. Francis-Outger le disse:
Andr al campo di Josime per avvisarlo. Forse sa dove lavora
adesso Amboise, forse sa dov' Jinot. Non ti hanno detto dove andavano?.
Jinot ha mandato una lettera per chiedere se stavamo tutti
bene, ma non ho avuto tempo di rispondergli. Ha scritto che
lavorava per un canadese, Marchand. Su al Nord. Amboise non lo so.
Kuntaw si era indurito per sopportare il dolore della perdita
di Beatrix. Aveva perso Tonny, aveva perso Malaan. Aveva
perso Beatrix. Aveva perso se stesso. Tramut in rifiuto i suoi
sentimenti dolorosi, dicendosi che gli anni trascorsi con Beatrix
erano stati sprecati. Lei non era un'indiana, ma una donna
bianca troppo istruita in un corpo da indiana. Negli anni passati
con lei era diventato debole e indifeso. Eppure sapeva che
poteva riacquistare la forza perduta, perch si sentiva giovane,
anche se forse non pi cos giovane da danzare pestando i
piedi fino a conficcarli nel terreno.
Sarebbe andato al Nord, dove le foreste erano ancora quasi
selvagge. Pens alla sua gente, che viveva un po' lungo la costa
e un po' in quelle foreste, pens ad Achille, suo padre, con
quell'orso da quattrocento libbre sulla schiena. Lui, Kuntaw,
non poteva trasportare un orso adulto, ma poteva vivere alla
vecchia maniera, anche se ormai gli alberi della foresta erano
ridotti a oggetti, oggetti dell'uomo bianco. I bianchi guardavano
gli alberi e vedevano solo materiale per navi o per case-gabbia
dalle pareti piatte. Lui voleva conoscere di nuovo gli alberi
come li conoscevano gli anziani.
L'anno prima che Beatrix si ammalasse, Kuntaw aveva ucciso
un alce - ne erano rimasti alcuni, per chi sapeva trovarli - e
si era confezionato una vera giacca mi'kmaq. Non aveva mai
sostituito i suoi mkisn ingrassati con le scarpe dell'uomo bianco.
Aveva un mantello di castoro e un paio di gambali in pelle
di cervo, flessibili e silenziosi per muoversi nella boscaglia. E
adesso che Beatrix era morta sarebbe andato nelle foreste del
Nord e avrebbe costruito un accampamento per due, proprio
come faceva per i suoi clienti, solo che ora non ci sarebbe stato
nessun cliente. Avrebbe preparato tutto per due: indumenti,
panni da letto; non avrebbe portato le pentole di metallo
dell'uomo bianco perch avrebbero rovinato la magia dell'accampamento.
Avrebbe cucinato per due, riempiendo un piatto
per La Persona Giusta. Un tempo aveva pensato si trattasse
di Beatrix, e sicuramente anche lei lo aveva pensato di lui.
Aggiust gli archi e fabbric nuove frecce. Sarebbe vissuto
tra gli alberi finch non fosse apparsa La Persona Giusta, e
sapeva che all'inizio sarebbe stata come le ombre delle foglie
mosse dal vento, e poi si sarebbe piano piano consolidata, fino
al giorno in cui avrebbe accettato gli indumenti e gli sarebbe
apparsa davanti, concreta e reale come un albero. Sarebbero
andati a caccia insieme, veri compagni, e lui, Kuntaw, avrebbe
condiviso il potere magico di quella nuova amicizia. Sarebbe stato di nuovo forte. Sarebbe stato di nuovo un mi'kmaq.
...
.
...
Capitolo 40. TAGLIALEGNA E UOMINI DI FIUME.
...
.
...
A diciassette anni Jinot Sel aveva una faccia sorridente, simpatica
e dissoluta nello stesso tempo, con le guance paffute e
le palpebre pesanti. Aveva i capelli folti ed elastici come pelo
d'orso, la bocca sottile piegata all'ins e un'espressione bramosa
da visone. Era lesto nei movimenti come nonno Kuntaw.
Non erano solo le ragazze e le donne a volergli stare accanto:
anche gli uomini maturi lo guardavano in un certo modo.
Dopo un anno passato a sramare alberi in un fatiscente campo
lungo il Penobscot, fu assunto come taglialegna e uomo di
fiume da Simon Marchand. Il campo sorgeva lungo un affluente
del grande Penobscot. Marchand, un subappaltatore, aveva
preso un appezzamento di vecchi alberi giganteschi cresciuti
su una cresta scoscesa, che quasi tutti i tagliaboschi reputavano
troppo grandi e troppo scomodi da abbattere.
Naa disse Marchand, io dico che sar una cosa lunga, ci
vorranno due stagioni per arrivarci. Poi per li prenderemo,
quei ragazzoni, ma solo se apriamo una pista per una bella strada
di ghiaccio. Il tronco pi grande del mondo scivola come
niente su una strada di ghiaccio. Uno spettacolo.
Marchand doveva essere nato albero, un frassino con la corteccia
raschiata e intagliata fino alla fibra robusta. Gli occhi
brillavano sotto le palpebre cadenti, il collo era circondato
da una schiuma di peli ruvidi che salivano dal petto. Era un
testardo uomo del Maine, che si era fatto strada a calci e stava ancora scalciando.
Marchand, timorato di Dio, proibiva di profanare i sacri nomi
nei suoi campi. L'uomo che bestemmia verr giudicato, sapete.
Citava innumerevoli esempi di uomini che avevano bestemmiato
e immancabilmente erano finiti spappolati, annegati, congelati,
squartati, infilzati e fritti. Tutti i taglialegna conoscevano
quelle storie. E cos i campi di Marchand erano costellati di imprecazioni
come "corpo di mille balene", "accidempoli", "poffarbacco",
"perdiana!". Jinot manteneva un religioso silenzio.
Come la maggior parte dei campi, anche quello di Marchand
sembrava temporaneo, con la cucina relegata all'estremit nord
della baracca. In fondo al pendio sorgeva uno scalcinato ricovero
per i buoi. C'era un continuo andirivieni di taglialegna in
camicia rossa, uomini del Nord e pescatori della costa, irlandesi,
uomini della Nuova Scozia e delle province marittime,
qualche franco-canadese, indiani di St Francis, passamaquoddy
e mi'kmaq, gente venuta dall'isola del Principe Edoardo e
a volte persino da lidi stranieri. C'erano sempre due o tre uomini
del Qubec in fuga dalla misera vita dell'habitant. Il confine
liquido tra Maine e Qubec era talmente tortuoso che non
si riusciva a tenerne traccia; era una linea che si poteva spostare
a piacimento, e cos gli uomini la varcavano liberamente.
Nei campi dei taglialegna vigeva la fratellanza della scure.
Gli uomini erano uniti da una sorta di orgoglio per il loro
lavoro smodato e pericoloso. Si alzavano prima dell'alba per ingurgitare
un pezzo di carne salata di maiale con una tazza di t bollente,
poi raggiungevano la zona di taglio portandosi dietro i loro
pensieri e le loro scuri affilate. Tornavano alla baracca che era
quasi buio, mangiavano ancora un po' di maiale e un acquoso
porridge di fagioli e poi crollavano in un sonno profondo, dal
quale li risvegliavano i versi felini del tuttofare. Ma era ancora
troppo buio per vedere, troppo buio per tagliare. Restavano l
ad aspettare la luce nell'aria immobile, spietatamente fredda,
con la testa della scure infilata sotto l'ascella per non far gelare l'acciaio,
i peli delle sopracciglia e delle narici irrigiditi dal ghiaccio.
Non c'erano brande, si dormiva sul terreno inumidito dal
succo di tabacco e da avanzi di cibo calpestati; lungo una parete, una coperta sudicia copriva una fila di uomini infestati
dai pidocchi. Di notte sentivano i tarli del legno rosicchiare
le pareti. Se pioveva di traverso e la coperta si infradiciava,
ci voleva una settimana perch il calore dei corpi l'asciugasse.
Dopo la condotta primaverile quasi tutti sperperavano la
paga nei bar e nei bordelli fatiscenti della cittadina pi vicina,
gozzovigliando finch non arrivava un appaltatore in cerca di
manovalanza. La vocazione distruttiva si addiceva a quegli
uomini: era impossibile trovare altri lavori, non c'era niente
da perdere tranne la vita, ma loro erano giovani e immortali,
e chi era veloce non correva rischi. Alcuni lavoravano per Marchand
tutto l'anno, tagliando alberi in inverno, trasportandoli
in primavera e segandoli in estate. In quel primo anno Jinot
aveva abbattuto alberi e lavorato alla condotta; aveva provato
la segheria, ma dopo qualche giorno di segatura e rumore
era tornato a casa a ingozzarsi di anguille e verdure fresche
e a crogiolarsi nelle attenzioni di Beatrix e Kuntaw, per poi tornare al campo con le gelate autunnali.
Marchand, come quasi tutti i capi dei campi, assegnava il
lavoro sul fiume a indiani e mtis. Gli indiani erano
i migliori nelle lunghe condotte di legname. La prontezza di
riflessi e l'innato senso dell'equilibrio li rendevano agili sui tronchi in movimento.
Figli di porcospino nati su una canoa diceva Marchand,
che si descriveva come mezzo francese, mezzo malecite, mezzo
penobscot e mezzo scozzese e, come uomo al duecento per
cento, per natura piuttosto abile sui bateaux. Al momento della
condotta primaverile quasi tutti i taglialegna tornavano alle
loro fattorie, lasciando a Marchand e agli indiani la responsabilit
del fiume e del suo manto di tronchi aggrovigliati, simili
a bastoncini dello shangai lanciati a grande velocit.
Jinot si adatt a quella vita fin dalla prima stagione. In
fondo alla baracca, il cuoco Peter e il suo aiutante Panette preparavano
maiale, polenta fritta e fagioli gialli, patate, pane, manzo
bollito e pur di rape; Jinot mangiava tutto con gusto. Nel
tardo pomeriggio, prima che gli uomini tornassero, il cuoco
preparava una ciotola d'acqua con dentro un mestolo. Tutti masticavano
tabacco, e dopo aver bevuto rimettevano il mestolo
nella ciotola. Una sottile pellicola di saliva al gusto di tabacco
si spandeva sulla superficie dell'acqua. Jinot prov una volta
a usare il mestolo, poi intagli un contenitore di legno che
riempiva con acqua fresca di ruscello.
Cos' disse Panette in tono minaccioso, l'acqua di tutti
non va bene per uno sporco indiano? Devi avere la tua acqua personale?
Non bevo acqua al tabacco.
E invece la bevi sbott Panette, se non vuoi prendere i
vermi. Poi tacque, ma una presa di tabacco mezza masticata
apparve nella razione mattutina di fagioli di Jinot, e anche il
caff sapeva di tabacco, o anche peggio. Jinot allontan il piatto
e chiam fuori il tuttofare con un cenno.
Cosa credi di fare, indiano? disse Panette saltellando sulle
punte dei piedi per ricordare a Jinot che era un noto scazzottatore
da saloon. C'era una sola risposta possibile: Jinot
pieg le ginocchia, spicc un salto e gli piant i talloni nel
petto, e quando Panette cadde a terra lo prese a calci dalla testa ai piedi.
Era successo tutto senza clamore, e i taglialegna si sentirono
defraudati di una bella rissa. Ma il cuoco raccont i dettagli, e
Jinot si ritrov con parecchio spazio intorno. Dormiva con la
scure sotto la pelle di martora arrotolata che lui e il suo amico Franceway usavano come cuscino.
Di sera gli uomini sedevano su una panca a guardare il fuoco,
con le braccia appoggiate sulle cosce e le mani penzoloni; fumavano,
masticavano tabacco e parlavano, e le loro vite strisciavano
fuori dalle storie come falene dalla crisalide. La prima serata
nella baracca con un gruppo appena arrivato trascorreva con
circospezione, mentre gli uomini si prendevano le misure a vicenda:
da dove venivano, chi aveva portato un violino o un'armonica,
chi era l'idiota insopportabile, chi conosceva qualche
nuova canzone, chi raccontava storie, chi faceva ridere, su quali
fiumi avevano lavorato, cosa avevano visto nei boschi. C'erano
cinque o sei discreti cantanti e un piccolo e snello
montagnais con un collo sottile da bambino, noto solo come Franceway,
che attirava l'attenzione di tutti con la sua voce triste e sincera.
Franceway e Jinot non si erano pi separati dal primo istante
in cui si erano visti. Franceway conosceva canzoni che molti
non avevano mai sentito, come The Randy Shanty Boy, e quando cantava
la sua versione di Roy's Wife modificava un po' i versi che
parlavano di lascivia e orgoglio ferito. Gli uomini che riuscivano
solo a gracidare o muggire lo ascoltavano. Franceway era uno
sramatore e un uomo di fiume, agile e scattante. Quando affilava
l'ascia, i suoi occhi scuri brillavano per la concentrazione.
Spesso cantava mentre lavorava, vecchie canzoni e ogni tanto
qualcuna nuova che inventava lui, per celebrare gli eroi del fiume,
raccontare incidenti o persino descrivere i piatti pi originali
del cuoco, come la torta di ciliegie fatta con le prugne secche.
Alla fine di novembre l'inverno cominci a fare sul serio.
Dopo aver cenato in silenzio, alcuni si buttavano gi a dormire,
ma molti si sedevano a guardare il fuoco.
Un ex marinaio sulla cinquantina, senza un sopracciglio,
era uno dei quattro uomini del campo che sapevano scrivere
il proprio nome. Sosteneva di avere solcato oceani lontani su
cinquanta navi diverse, e raccontava che prima di prendere in
mano la scure aveva visto elefanti e schiavi incatenati.
Sash era il pi basso di tutti; parlava sempre in tono piatto
della sua casa e dei suoi tanti parenti morti, quasi tutti annegati.
La primavera dopo, Sis  scivolato nel fiume ed  annegato
disse. Nella nostra famiglia si muore cos.
Il prossimo sarai tu comment sottovoce qualcuno, e Jinot
rabbrivid. Il presagio si sarebbe avverato.
Sam Keyo e i suoi figli, Ted e Tom il Puzzone, abbandonavano
la loro fattoria ogni inverno per guadagnarsi un gruzzoletto
come taglialegna. Sam lasciava ai figli il faticoso lavoro nei
campi per andare a setacciare i boschi con i suoi cani, e sosteneva
che dopo un anno trascorso in quella fattoria aveva gi
ucciso novantacinque cervi e diciotto orsi, intrappolato undici
lupi, sei linci e "un'infinit di altre bestiacce". Come tanti
altri nel campo odiava gli indiani, e Jinot gli stava alla larga.
Suo figlio Ted passava le domeniche a cercare gomma e
nodi di peccio. In citt un nodo particolarmente contorto - da
cui si poteva ricavare un'ottima testa di maglio - veniva pagato
cinquanta centesimi. Il fratello Tom, dopo una settimana
di duro lavoro, aveva ancora la forza di posizionare le trappole il sabato notte e tornare a controllarle il
pomeriggio successivo.
Puzzava pi di chiunque altro, un acre odore muschiato che veniva dalle trappole.
Uno che lavorava in silenzio era Op den Ool, che se ne stava
in disparte in fondo al ricovero per i buoi, dove aveva il suo
pagliericcio. Le bestie gli tenevano compagnia. Alla fine della
giornata liberava dal ghiaccio le loro zampe pelose e le massaggiava
con un unguento a base di erbe medicinali, grasso di
orso e una polvere rosso ocra. Chiunque riconosceva i suoi animali
con le zampe rosse da mezzo miglio di distanza.
Tutti sapevano che il lavoro fluviale era il pi pericoloso; sulle
rive continuavano a spuntare croci di legno. Ecco perch il
capo lo affidava agli indiani. Se cammini lungo il fiume dopo
una condotta, vedrai gli indiani galleggiare nelle pozze d'acqua
stagnante. Annegano proprio come i bianchi.
Ernie, slogature, braccia e gambe rotte e rotule distrutte facevano
parte del lavoro, e tutti rischiavano di finire stritolati,
anche quando sfidavano la morte con ostentazione. I giovani
avevano stile e lo sapevano, con il loro passo baldanzoso, i pantaloni tagliati sotto il ginocchio, la camicia rossa e il cappello elegante. Una vita breve e una canzone triste disse Byers, quando Sash rimase con il piede incastrato fra i tronchi che rotolavano nel fiume e mor annegato come il resto della sua famiglia.
Recuperarono il corpo il giorno dopo e lo seppellirono dentro due botti per la farina.
Adesso avr tutte le briciole che vuole disse Byers, perch
chiunque sapeva che Sash era ingordo di gallette, e quando
lo infilarono nella prima botte una pioggia di farina cadde
dalle doghe sui suoi pantaloni bagnati, mescolandosi al sangue
che usciva dalle gambe schiacciate. Franceway cant una
canzone triste, e la sua voce malinconica parlava di Sash come di tutti loro.
Dopo il taglio, Marchand selezionava gli uomini di fiume. I
pi importanti erano quelli delle acque ferme, che governavano
i tronchi come se fossero mucche ribelli, con gaffe lunghe
venti piedi. Molti manovravano il legname incastrato usando un'asta
con un uncino fastidiosamente mobile fissato all'estremit.
Correvano e saltavano tutto il giorno sui tronchi sgroppanti,
muovendosi cos in fretta che sembravano danzare sulla spuma
delle onde, mantenendosi in equilibrio anche nelle rapide.
Tu disse Marchand a Jinot, indicando con il pollice in direzione dei bateaux.
Il fiume scuro era disseminato di ghiaccio marcio e costellato
di scogli che luccicavano come carbone appena estratto. La
corrente spumeggiava e ribolliva, formando onde ferme alle
spalle degli scogli e placidi rombi d'acqua ai loro piedi, dove
un tempo, prima che i fiumi trasportassero milioni di tronchi
sobbalzanti e cozzanti, si fermavano grossi salmoni.
Dalla mattina alla sera gli uomini di fiume, con le gambe cosparse
di sanguisughe, schivavano i tronchi cercando di raggiungere
la riva, una riva fangosa come un recinto di maiali
che non offriva alcun appiglio a un uomo stremato. Le giornate
trascorse nell'acqua fredda provocavano geloni, e le gambe
gonfie, rosse e pruriginose si coprivano di vesciche; alcuni,
per il dolore, non riuscivano neppure a sedersi vicino al fuoco.
Eppure, malgrado le loro fatiche, un paio di volte i tronchi si
saldarono in un ammasso inestricabile e ondeggiante, un enorme
groviglio di legno che ostru il fiume e lo fece straripare. I
contadini accorsero gridando perch avevano rovinato i loro
prati da fieno. Venti uomini attaccarono il primo ingorgo, facendo
leva per separare i tronchi che sembravano saldati l'uno
all'altro. I minuti diventarono ore, finch d'un tratto un fremito
scosse l'accozzaglia di legname e gli uomini corsero a riva
come scoiattoli, girandosi a guardare quel che avevano evitato:
migliaia di tronchi lanciati a valle a tutta velocit, che si accatastavano
e sibilavano nella corrente, acri di foresta in movimento.
Ma il secondo ingorgo era un assassino, e lo videro tutti.
Il cielo era coperto di nuvole plumbee. Marchand sperava nella pioggia, un bell'acquazzone che avrebbe alzato il livello dell'acqua. Ma la pioggia tardava, e il problema arriv proprio l dove se lo aspettavano. Una barra di granito si snodava
al centro del fiume come la spina dorsale del mondo, affondava sottoterra lasciando uno spiraglio largo due o tre pertiche,per poi riaffiorare verso l'altra riva. I tronchi dovevano passare
per il canale centrale. Con l'acqua alta lo scoglio non era un
problema; i tronchi ci scorrevano sopra con grazia. Con l'acqua
bassa, invece, il trucco era mettere uomini in gamba su
entrambe le rive, pronti con le loro gaffe, e altri uomini sui bateaux
per spingere la legna verso quel passaggio angusto. Jinot
Sel era su uno dei tre bateaux. Pi avanti vide James Ketchum
e Franceway, con l'acqua fino alle ginocchia, che radunavano
i pezzi vaganti. La processione ordinata di tronchi rallent e
fu sul punto di bloccarsi, mentre i guardiani a monte separavano
i tronchi piantagrane prima che si accumulassero. Dalla
riva, Tom Keyo vide un tronco un po' curvo, lungo almeno quaranta piedi, farsi largo fra gli altri.
Attenti, ne arriva uno brutto, lo vedete? disse.
In quel mentre, gli uomini pi a monte spinsero verso le
acque pi rapide un mucchio di tronchi che inghiottirono il piantagrane.
Cristo Santo! grid Tom Keyo, senza curarsi della regola di
Marchand sulle bestemmie. Un ammasso di tronchi raggiunse
lo scoglio, e fra loro c'era il piantagrane, che rimase incastrato.
Gli altri tronchi cominciarono ad accatastarsi sul Vecchio Storpio,
come l'avevano ormai battezzato, simili a pecore che si
spintonavano nella boscaglia per sfuggire a un branco di lupi.
Accorrete tutti! grid qualcuno.
La catasta di tronchi continuava a crescere, un folto covone
di grano per giganti, coprendo lo scoglio e spingendo Franceway
e James Ketchum verso riva. Il mucchio divent cos
alto che qualche tronco rotol gi dalla cima e cadde nella corrente centrale.
Marchand saltava per la frustrazione. Dall'alto, fateli rotolare
dall'alto gridava, senza sapere che il tronco curvo sul
fondo bloccava tutti gli altri. Una dozzina di uomini si arrampic
sulla catasta e cominci a spingere gi i tronchi, ma l'ammasso
centrale non si spostava e nuovi tronchi continuavano
ad aggiungersi. Franceway lasci la gaffa e corse a prendere la
scure. Grid a Marchand, che non lo sent: C' un tronco incastrato
l sotto, quel vecchio storpio maledetto!. Con la scure
in mano corse sullo scoglio, raggiunse il centro dell'ingorgo e
vide il piantagrane deforme. Accorgendosi che era incastrato
con altri cinque o sei grossi fusti, chiam James Ketchum perch
lo aiutasse a risolvere il problema con la scure.
Marchand! url Byers sopra il rombo dell'acqua, hai un
tronco incastrato sullo scoglio. Quello annu. Alcuni uomini
scesero dalla catasta per fare leva sui tronchi. Franceway e
Ketchum si fecero largo a colpi di scure fino al piantagrane e
cominciarono a spaccarne la parte ricurva. Si sent uno scricchiolio.
Ketchum grid: Scappiamo!, e se la diede a gambe.
Ma Franceway alz le braccia e vibr il colpo finale al diavolo
storto. Il tronco si spezz, l'ammasso di legname fremette e si
disincagli. I tronchi eruppero da sopra lo scoglio. Jinot, su un
bateau a monte dell'ingorgo, vide un tronco da trenta piedi impennarsi
in cima alla catasta e lanciarsi in picchiata come una
freccia, colpendo Franceway in mezzo alla schiena. Gli uomini
a riva udirono lo schianto. Franceway si pieg all'indietro
come un foglio di carta, i talloni gli oltrepassarono le orecchie
e venne maciullato come un pacco di carne del macellaio.
Jinot spalanc la bocca per gridare, ma aveva la gola paralizzata.
In quel momento termin la sua infanzia.
La giornata lavorativa continu fin dopo il tramonto, la lunga
luce dell'estate lasci lentamente spazio all'oscurit, e Jinot, affranto,
scosso da gemiti e singhiozzi, si infil sotto il bateau per
sdraiarsi accanto al posto vuoto di Franceway. Non dorm, ma
continu a rigirarsi e a piangere. Fu la prima di molte notti insonni.
Sgobbava per tentare di dimenticare il dolore. Tagliava
gli alberi con una sicurezza e una rapidit che rendevano difficile
lavorare al suo fianco. Si offriva sempre come volontario
per la condotta primaverile, e lungo i fiumi la gente riconosceva
il suo stile fluido, dal passo veloce. Jinot! gridavano.
Jinot Sel. E lo salutavano con la mano.
Lavor ancora due anni per Marchand, poi, come i suoi fratelli,
si spost in altri campi, su altri fiumi. D'estate tornava a
casa e tagliava la legna per Beatrix e Kuntaw, ottanta corde
per riscaldare la casa d'inverno, e a volte anche per Francis-Outger,
che viveva l vicino. Era bello quando c'erano anche Josime e
Amboise, e tutti e tre si mettevano a segare, tagliare e
spaccare con spirito cameratesco. Jinot andava a pesca con Kuntaw
ed douard-Outger, il giovane figlio di Francis-Outger. Una
volta Beatrix prepar un picnic con pollo arrosto e patate cotte
nella brace. Un altro anno Kuntaw e Beatrix andarono alle
piane di marea e tornarono con una tinozza piena di molluschi,
che Kuntaw cucin alla maniera mi'kmaq, ricoperti di alghe.
Jinot aiutava Elise, togliendo dal fuoco le grosse pentole
di metallo dove bollivano le conserve di verdura e frutta per
l'inverno, barbabietole viola luccicanti nelle loro prigioni di vetro
sugli scaffali della cantina accanto a barattoli variopinti di
mirtilli, piselli, fagioli, salsa di mele, uova in salamoia e mezze
pere. Poi arrivava la mattina in cui, stanco della vita domestica,
impacchettava un po' di tacchino e partiva per Bangor,
dove i capi dei campi reclutavano il personale. Se c'erano anche
Josime e Amboise, la sua voglia di partire li contagiava e
si mettevano in viaggio con lui. A volte cercavano lavoro insieme,
e i capi litigavano per averli: era risaputo che i fratelli
Sel erano i migliori della foresta.
Gli anni passarono in fretta, distinguendosi solo per gli incidenti,
le ferite, gli incendi e gli episodi strani. Poi, per qualche
motivo ignoto, verso l'inizio del nuovo secolo i fratelli ripresero
a lavorare in campi diversi. Ancora una volta Jinot si
un a Marchand, per errore, visto che era arrivato tardi a Bangor
e i campi migliori avevano gi la loro quota di uomini. Il
campo di Marchand era spartano e primitivo come ai vecchi
tempi, ma si trovava sullo spartiacque di Allagash, dove Jinot
non era mai stato. L c'erano gli ultimi bei pini bianchi rimasti,
e Jinot si chiese come avesse fatto Marchand a ottenere un
appezzamento tanto prezioso. Dorm sotto un bateau anzich
nella baracca, pensando a Franceway e alla loro giovinezza.
Come sarebbe stato adesso, se anche lui fosse arrivato ai trenta
inverni? Quando dormiva sotto una barca pensava sempre a Franceway.
Si sent chiamare da una voce rauca.
Jinot! Jinot! Svegliati! Ebbe un tuffo al cuore. Stava sognando
Franceway. Ma non era lui, non sarebbe mai pi stato
lui: era il suo fratellastro Francis-Outger, che teneva una lanterna
nella mano sinistra e con l'altra gli scuoteva il ginocchio.
Alzati! Vieni. Subito.
Cosa? Cosa?
Nostra madre  morta. Kuntaw vuole che torni a casa. L'ho
detto a Marchand, che mi ha mandato al diavolo. Quello ci va
gi pesante, con le bestemmie. Josime  andato ad avvisare
Amboise. Vieni via. Adesso!
Beatrix fu sepolta nel terreno che Outger aveva predisposto
dietro la casa. Il giudice lesse il testamento subito dopo il funerale,
alla presenza di tutti i famigliari. Beatrix aveva lasciato la
casa, i mobili e la propriet a Elise, in segno di gratitudine per
le cure ricevute e come ammenda per averla consegnata da giovane
a un matrimonio infelice. I suoi libri erano destinati al dottor
Mukhtar. Il bosco di pini che possedeva in segreto nel Nord
del Maine, una propriet di quarantamila acri, andava ai suoi
figli, Francis-Outger e Josime. A Kuntaw lasciava due dei loro
cinque cavalli, una coperta di lana rossa inglese che gli era sempre
piaciuta e una lettera. Lui la apr e lesse le poche frasi che
conteneva, fece una breve risata e poi tacque. Beatrix lo aveva
fatto ridere ancora una volta, e ancora una volta lo aveva sconcertato.
Disse che sarebbe tornato in Canada. Jinot e Amboise
ricevettero un pacchetto per ciascuno. Amboise lo scart e trov
un piccolo acquarello dipinto da Beatrix, che ritraeva lui, Elise
e Jinot seduti sulla panchina sotto il melo. Ricordava vagamente
che molto tempo prima li aveva piazzati l'uno accanto
all'altro e li aveva disegnati sul suo album rosso. Ma non aveva
mai visto quel quadro. C'era anche una piccola calza di pelle
di cervo con dentro cinque monete d'oro. Asciugandosi gli
occhi, Amboise ripose con attenzione la sua eredit nel taschino
della camicia, e disse che sarebbe andato nel Nuovo Brunswick
per la nuova condotta. Jinot apr il suo pacchetto: dentro
c'era il cavallino di pezza alto quattro pollici che Beatrix aveva
fatto per lui il giorno dopo che Tonny li aveva portati l. E
anche lui aveva un sacchetto di pelle di cervo pieno di monete.
Un foglio ripiegato, scritto con la grafia incerta di Beatrix,
diceva: "Ricordatemi". Come avrebbero potuto dimenticarla?
Quella sera Amboise disse a Jinot: Vieni al mio campo alla
fine di luglio, cos decidiamo dove andare. Ho qualche idea.Ma prima vai da Marchand a farti pagare. Ho l'impressione
che tu abbia avuto dei problemi, non solo per la morte della
mamma. Meglio che vieni a lavorare.
Marchand gli disse: Non devo darti un bel niente. Mi hai
piantato su due piedi, te ne sei andato nel cuore della notte.
Tuttavia alla fine lo pag, e Jinot si ritrov con quasi duecento
dollari in tasca, oltre alle monete dell'eredit. Ma il suo cuore
era afflitto per la perdita di Beatrix. L'aveva amata fin dal
giorno in cui lo aveva issato sulla sedia e lo aveva chiamato
snoezepoes. Aveva amato il cavallino di pezza con la criniera
di filo e gli occhi disegnati, ma lo aveva perso, e ora gli sembrava
di stringere di nuovo in mano la sua infanzia. Lo mise insieme
all'altro suo cimelio prezioso, il piccolo canzoniere di
Franceway, due o tre parole come promemoria per tante canzoni.
Cos poteva sentire l'affettuosa vicinanza di Beatrix e la
voce amata di Franceway.
In quell'ultimo giorno alla casa di Penobscot, Jinot riemp
lo zaino di vimini con qualche indumento, un coltello ricurvo,
pietre focaie e un paio di mocassini di riserva, come se partisse
per un lungo viaggio. Entr in cucina per l'ultima volta.
Elise, seduta al tavolo, stava scrivendo un elenco di faccende
da sbrigare. Lo guard.
Quando tornerai? gli chiese.
Non lo so. Non posso prevederlo. Lavorer per un po', magari
andr a cercare Amboise, forse torner su al Nord. Forse
cercher nonno Kuntaw. Non lo so.
Tagliare alberi era il suo sedativo. Le foreste della Nuova Inghilterra
erano scosse dai colpi d'ascia. Sciami di uomini sramavano
gli alberi abbattuti e li trascinavano verso i fiumi. Le
segherie funzionavano giorno e notte, e la grande sovrabbondanza
di legname portava nuovi coloni, promuovendo un'espansione
edilizia senza precedenti.
Pass un anno e poi un altro, e Jinot cont di avere pi di
trenta inverni. Era giunta l'ora di trovare Amboise, sempre che fosse ancora in quel campo del Nuovo Brunswick.
...
.
...
Capitolo 41. I CAMPI SUL GATINEAU.
...
.
...
Il campo del Nuovo Brunswick era deserto, tranne che per un
malinconico ex taglialegna con la testa bendata e la faccia piena
di croste, seduto a pelare patate sui gradini della cucina. Be',
dicono che sono fortunato. Dicono che sono fortunato che riesco
a sbucciare le patate. Non c'ho pi met dei denti, vedi?
Mostr le gengive violacee e vuote. Nella condotta un tronco
mi ha portato via mezza faccia, perdevo sangue come un
maiale. Mi hanno dato 'sto lavoro da cuoco, ma per l'autunno sar guarito.
Cerco mio fratello, Amboise Sel.
Ma s, adesso lo vedo, c'hai la faccia da indiano come Amboise.
L'ho visto uscire dalla baracca con quel suo vecchio zaino
indiano e ho capito che se ne andava per conto suo. Diceva
che voleva farsi una capanna nei boschi, vicino al lotto
tagliato. Gli piaceva quel posto, ma non so cosa c'era di tanto
bello,  tutto un pantano. Di, bevi un po' di t! A quest'ora
me lo faccio sempre. Mi chiamo Mikla. Joe Mikla. Continuava
a parlare, come capita spesso a chi passa molto tempo
da solo. Entrarono nella cucina da campo. Jinot not delle pagnotte
lasciate a lievitare sotto un panno, e guard il cuoco
con aria interrogativa.
S, c' una squadra di apripista, ma nessun taglialegna.
Guarda, ti faccio vedere dove abbiamo tagliato. Immerse il
dito nella tazza di t e con quello disegn una cartina sul
tavolo, indicando il vecchio taglio dove forse si trovava Amboise.
Un taglio cos non puoi non vederlo. Amboise si sar scelto
un bel posto vicino alla palude, per beccarsi tutte le zanzare.
Io ero contento di andarmene da l.
Dopo tre giorni di cammino nella palude disboscata, Jinot trov
Amboise, chino a intagliare qualcosa. Di fianco a lui vide una fila di radici sagomate.
Sto prendendo queste disse Amboise, indicandole con un
gesto.  roba del vecchio Perley Palmer. A lui non dispiace se
prendo i ginocchi, tanto per lui sono tutti ceppi inutili.
Forse  impazzito, pens Jinot. Cambi argomento e gli chiese di Kuntaw.
Nonno Kuntaw? Dopo il funerale di Beatrix ha fatto i bagagli
ed  andato a nord.  tornato in Canada, da dove era venuto.
Non so altro. Magari scrive a Elise?
Elise  a Boston con quel dottore che ha sposato, Hallagher.
E nella casa chi ci abita?
Non lo so. Adesso se ne occupa Francis-Outger. Forse Elise
l'ha venduta? Nessuno mi ha detto niente.
Restarono in silenzio, pensando a Kuntaw, un vecchio che partiva da solo per i boschi del Nord. Lo invidiavano.
Fratello disse Amboise. Ho un lavoro che possiamo fare insieme.
Quale? Non chiedermi di aprire piste. Ho detto a Marchand che torner a novembre. Se potr.
No, un'altra cosa; ho parlato con dei taglialegna gi al cantiere
navale di Portsmouth dopo... dopo la condotta. Ho sentito
dire che pagano bene per queste. Indic la sua raccolta
di radici. Mentre lavoravo al taglio ho visto che la palude era
piena di tamarack. Vogliono il legname per le navi, vogliono
le radici curve per fare i ginocchi delle navi. Dicono che "le navi si costruiscono nei boschi".
Jinot guard la fila di radici curve. Legno di tamarack, duro
come il ferro, apprezzato per le radici dalle fibre resistenti e contorte.
Lo facciamo solo per un po', d'accordo? Poi, quando Marchand
comincia, vai da lui. D'inverno riprendo a tagliare.
Si pu fare. Allora questa  una buona palude di ginepri e tamarack?
Amboise disse che sarebbe stato meglio prendere le radici
qualche mese dopo, quando la linfa avesse smesso di scorrere.
D'estate erano un po' appiccicose. Ma adesso si asciugano
abbastanza bene. Pensavo di lavorare qui fino alle gelate e
poi tornare nei campi.
Si misero a scavare intorno alle radici di tamarack. Quando
ne trovarono una con una bella piega la ripulirono dal terriccio,
tagliarono il tronco a due piedi da terra e cercarono il fittone.
L'albero vacill e cadde, e loro segarono via il moncone
di radice fino a cinque piedi d'altezza.
Adesso abbiamo un ginocchio disse Amboise, e insegn
a Jinot a misurare e a tagliare in modo da formare un angolo
di novanta gradi all'esterno e una curva dolce all'interno, con
il retro e il fondo lisci e piatti.
A Jinot non piaceva molto scavare nella palude, e non voleva
tornare da Marchand. Sentiva di doversene andare, proprio come Kuntaw.
Fratello disse ad Amboise. Andiamo a ovest. Ho sentito
che l ci sono grandi foreste. Non voglio stare qui a raccogliere radici.
Amboise alz lo sguardo verso la cima degli alberi. S rispose.
Quando Jinot si svegli era buio. C'era qualcosa - qualcuno
- fuori dalla baracca. Allung il braccio per toccare Amboise,
e cap dalla sua spalla rigida che lo aveva udito anche lui ed
era sveglio. Adagio, senza fare rumore, Jinot si mise a sedere.
La scure era vicina all'ingresso. Si stava allungando per prenderla
quando sent una voce: Tanto tanto tempo fa tre bambini si persero nella foresta....
Josime! grid Amboise. Idiota! Potevo spararti.
Ma non hai il fucile disse Jinot, cercando a tentoni la candela.
Josime accese il fuoco, Amboise riemp il bollitore. Si sedettero
davanti al fuoco, tre fratelli con le camicie macchiate e
i cappelli bucati dalle scintille. Alle prime luci dell'alba il loro
fratello-zio Josime vide le radici di tamarack.
E questo sarebbe un lavoro da uomini?
No, ora siamo viaggiatori e cacciatori. Andiamo nelle foreste
dell'Ovest, Pennsylvania, Ohio, non sappiamo ancora
dove. Kuntaw diceva che la foresta arriva fino alla fine del
mondo. E noi ci andremo disse Jinot. Amboise annu. Questo  il nostro piano.
Josime scoppi a ridere. Non  il vostro piano.  il mio piano.
Non mi interessa il terreno che dovevo dividere con Francis-Outger.
Lui  stato contento quando gli ho detto: "Fratello,
puoi tenertelo tutto". Penso a voi, miei nipoti-fratelli. Vi
conviene venire con me, ma io sto per partire. Oggi. Questo  il mio piano.
Quella decisione cominci a saldare la loro vita con il lavoro,
mentre si dirigevano a nord attraverso la foresta, lasciandosi
dietro un mondo di alberi abbattuti e spezzati, boschi convertiti
in campi di granoturco e pascoli. Desideravano trovare un
posto dove gli alberi crescessero ancora fitti e selvaggi. Josime
aveva sentito parlare di un'impresa di legname al Nord, nella zona del Gatineau.
Appartiene a un tizio di Boston. Ha tre campi e manda gi
i tronchi fino a Montreal. Io dico di andare al Nord.
Per loro la parola importante era nord. Erano del Nord e sarebbero
andati al Nord.
Dopo dieci giorni di cammino arrivarono a Three Rivers - Trois
Rivires -, dove trovarono alcuni omamiwinini che si preparavano
a risalire il Kichisipi fino a Montral e oltre. Quei viaggiatori,
in buona parte donne e bambini affidati a un uomo
alto con la faccia seria e scura, erano contenti di avere altri tre
uomini forti per aiutarli con il trasporto via terra prima dei rigori
invernali. Stavano gi cominciando le brinate mattutine.
Quando si fermarono per la prima notte, un gruppetto di ragazze
circond Jinot. Alcune erano bellissime. Gli omamiwinini
dissero a Josime che fra loro c'erano degli odaawa, diretti
all'isola di Manitoulin per ricongiungersi alla loro gente.
Tanto tempo prima vivevano tutti su quella grande isola, ma poi erano
arrivate le malattie dell'uomo bianco, e i sopravvissuti
avevano incendiato i villaggi; alcuni si erano spostati a Trois-Rivires.
Ora stavano tornando a casa, perch le malattie erano
scomparse. Avrebbero interrotto il viaggio per qualche giorno
al primo punto d'incontro, a Montral. Josime fiss a lungo
una ragazza che si trovava su un'altra canoa, poi torn a
girarsi verso gli uomini e chiese informazioni sul Gatineau. S,
disse quello dalla faccia seria, era vero, i bianchi tagliavano i
pini su quel fiume. Prendevano i tronchi rotondi e li appiattivano
su tutti i lati. Molto strano.
A Jinot non piaceva il fiume Ottawa, che rimaneva ingannevolmente
tranquillo per molte miglia e poi esplodeva in cascate
torbide e impetuose. Ne percepiva il carattere malevolo.
La selva di vecchie croci di legno sotto le cascate dimostrava
quanto fosse letale. Si chin sulla pagaia.
Al primo punto d'incontro una delle odaawa pi graziose
gli regal un ramo di felce, frettolosamente raccolto mentre
la canoa passava accanto a una verdeggiante parete rocciosa. I
pagaiatori non indugiarono, ma gridarono addio e proseguirono lungo l'Ottawa insieme ai Sel.
Si fermarono sotto le cascate Chaudire, e l'uomo dalla faccia
seria disse a Josime che i campi dei taglialegna erano a due
giorni di cammino su per il fiume. Oppure poteva andare con
loro a Manitoulin e godersi la vita lontano dai traffici degli uomini
bianchi. Sarebbero tornati indietro a prendere gli odaawa
rimasti a Trois-Rivires, poi avrebbero continuato lungo il fiume,
avrebbero raggiunto via terra il lago Nipissing e infine sarebbero
scesi lungo il Rivire des Franais fino a Manitoulin.
Ancora due o tre settimane concluse.
Siete brava gente disse Josime, seguendo con gli occhi la
loro canoa che si allontanava. E adesso, fratelli, mettiamoci in cammino.
Sul sentiero che girava intorno alle cascate oltrepassarono
due gruppi di bianchi che parlavano di mettere in piedi un'impresa
forestale. Il capo del primo gruppo era un uomo robusto,
con i capelli bianchi e la faccia paonazza.
Perch? Perch l'Inghilterra ha bisogno di legname disse
a Josime, che gli aveva chiesto perch si fosse avventurato lontano
da casa. L'uomo si gir dall'altra parte, aggiungendo che
non aveva tempo da perdere in chiacchiere inutili con i selvaggi.
Il secondo gruppo era pi amichevole, e il suo capo rispose:
Non sai che l'Inghilterra  affamata di legname? Nella Nuova
Inghilterra i pini sono quasi finiti, perci i taglialegna vengono
qui, nella regione dell'Ottawa.  un posto ancora incontaminato,
con grandi pini. Qui si pu fare fortuna.
Durante quegli incontri con i bianchi scoprirono di non essere
indiani ma mtis, oppure, come li defin con disprezzo un
imprenditore anglosassone, "mezzosangue". I loro vicini bianchi
del Maine li consideravano in via di estinzione; s, disse
Josime ai fratelli, stavano scomparendo, non perch morivano
di malattia o di dolore come pensavano i bianchi, ma perch
erano assorbiti dai nuovi arrivati. Bastava guardare Elise, la sorella
che aveva sposato il dottor Hallagher, l'irlandese che per
primo aveva visitato Beatrix. I suoi figli sono gi quasi bianchi
disse Josime. L sul Gatineau, i Sel erano qualcosa di diverso,
n mi'kmaq n bianchi, e di certo non entrambe le cose.
Siamo taglialegna disse Josime, ecco cosa siamo.
Uomini in cerca di legname, di siti per le segherie o di terreni
con buoni pini avevano calpestato la pista fino a renderla
un'ampia strada; i pini restavano gli alberi ideali. Piccoli imprenditori
dell'Est si precipitavano a comprare appezzamenti
di terreno e licenze di taglio, costruendo dighe lungo i ruscelli
per fornire energia alle loro segherie. I grossi guadagni andavano
agli uomini che, dotati di credito e contatti, riuscivano
a ottenere velocemente il legname meglio squadrato per il
mercato britannico. Il pi importante era William Scugog, un
uomo del Massachusetts che aveva combattuto contro gli inglesi
durante la Rivoluzione e ora diceva di essersene pentito.
Ci sono tantissimi campi disse Josime. Avevano sentito che
c'erano imprese di boscaioli lungo l'Ottawa e i suoi affluenti: a
nord il Black, il Dumoine, il Coulonge, il Gatineau e il Livre,
a sud il Rideau, il Madawaska, il Petawawa, il Mattawa e il
Bonnechre, fiumi potenti che ingrossavano l'enorme flusso
di acqua dalla foresta all'imponente St Laurent; tutte le valli
erano coperte di grandi pini.I fratelli Sel vennero ingaggiati da William Scugog, che li mand
in un campo sul Gatineau. Ancora prima di arrivarci, per,
cominciarono a detestare il campo, gli uomini che ci lavoravano
e lo stesso Scugog. Ma quello aveva assunto un cuoco straordinario,
Diamond Bob, cos chiamato per un tatuaggio sul collo
e un vistoso anello. Sapeva ricavare pietanze raffinate da una
coscia di carib, ma capiva che i taglialegna prendevano forza
da fagioli e gallette, perci gliene cucinava in abbondanza.
Scugog e il figlio maggiore, Cato, viaggiavano fra le loro
case sul Gatineau, a Montral e in Qubec, strappando ai
mercanti promesse di pagamento per pini che non avevano ancora
tagliato e, nella maggior parte dei casi, neppure visto.
La foresta del Gatineau era rumorosa, echeggiante di colpi
d'ascia, scricchioli e schianti, grida di avvertimento e ordini.
I taglialegna abbattevano i grandi pini, ma solo alcuni erano
adatti alla squadratura. Gli altri venivano lasciati per terra
a marcire. Jinot detestava rimanere chino per ore a spianare i
tronchi per lo squadratore; preferiva abbattere gli alberi. Ad
Amboise invece, che aveva le braccia pi lunghe, spianare non
dispiaceva, e Josime era bravo a squadrare con l'accetta grossa
e pesante, lisciando e appiattendo quasi sulla linea del gesso.
Lo scarto era impressionante: il venticinque per cento di ogni
albero squadrato andava perso; gli alberi scartati giacevano a
terra, e dappertutto c'erano rami tagliati, cumuli di corteccia e
montagne di trucioli. Ma i tronchi squadrati si trasformavano
pi facilmente in zattere, e non rotolavano quando venivano
caricati sulle navi dirette in Inghilterra. Ce n'erano cos tanti,
perch stare a preoccuparsi? Gli uomini del Maine erano abituati
allo scarto - era normale -, ma non avevano mai visto
nulla del genere. I mucchi di schegge e trucioli prodotti
dalle scuri degli squadratori arrivavano al ginocchio.
Alla fine dell'inverno gli Scugog avevano legname a sufficienza
per due zattere. Quella pi grande, composta da cinquanta
zattere pi piccole, apparteneva al vecchio William, e
quella pi piccola al figlio Cato. Le zattere viaggiarono abbastanza
bene sulle acque tranquille, ma arrivate alle cascate si
sfasciarono. Non c'era altro da fare che smantellarle, mandare
avanti quelle pi piccole, una alla volta, e poi rimetterle insieme. Jinot pens spesso ai tronchi liberi trascinati dalla turbolenta piena primaverile del Penobscot. Ma naturalmente le zattere non creavano ingorghi mortali.
Quando arrivarono a Montral non trovarono posto per attraccare.
Scugog non aveva preso nessun accordo per quell'ingombrante
massa di legname. Agli uomini sembr che li pagasse
malvolentieri, indugiando con le dita sulle banconote. Nelle
taverne girava voce che avesse difficolt a vendere il legname.
Un altro figlio, Biade Scugog, dirigeva una baracca pi a monte.
I Sel si spostarono l, contenti di lavorare con tronchi rotondi.
Era un peccato lasciare la cucina di Diamond Bob, ma
il rimpianto svan quando seppero che il famoso cuoco aveva
abbandonato Scugog pre a met stagione per andare a Montral,
dove aveva aperto un ristorante di ostriche. Il giovane
Scugog, la cui voce profonda e graffiante suonava familiare ai
taglialegna del fiume, disprezzava non solo l'impresa incerta
delle zattere, ma anche la stupidit del padre che tagliava gli
alberi senza autorizzazioni. Si procur in fretta un permesso
di taglio, dopo aver dichiarato che il legname era destinato all'uso
domestico e non all'esportazione.
Cosa credi di fare? grid il vecchio al rampollo ribelle.
Quando finir la guerra arriveranno migliaia di coloni. E
avranno bisogno di assi e scandole per le case. A bassa voce aggiunse:
Non di quei maledetti tronchi squadrati per le navi da
guerra, che la Corona pu confiscare senza sborsare un soldo.
Sei uno stupido incosciente, caro mio. Ci saranno sempre
guerre, ci sar sempre bisogno di tronchi squadrati. Andrai in
fallimento, con la tua attesa di fantomatici coloni che non si
stabiliranno mai in una terra cos dura. E non chiedermi aiuto
quando sarai povero in canna.
E tu non venire da me con i tuoi tronchi squadrati sperando
che ti presenti qualche compratore disse il figlio con la
sua voce ruvida.
La segheria di Biade Scugog lavor tutta l'estate, ma alla fine
di un settembre asciutto fu investita da un violento incendio
che la rase al suolo. Il figlio ambizioso non volle ammettere
di essere in rovina, e corse in Quebec a chiedere un prestito
per ricostruire la segheria. Non ne sapr molto di tronchi squadrati
disse, ma so come si fanno i soldi.
Alla fine i coloni arrivarono, e insieme a loro ponti, disboscamenti
fulminei, progetti per costruire scivoli da legname intorno
alle cascate pi pericolose, canali per schivare le acque
turbolente, nuovi e ampi insediamenti, cimiteri, mulini e servizi
postali. Respinsero le foreste selvagge. La civilizzazione
si lanci a capofitto tra gli alberi.
Dopo l'incendio del campo di Scugog, i Sel si spostarono altrove.
A ogni stagione arrivavano nuovi taglialegna dal Maine,
ogni tanto qualcuno che conoscevano. Nel suo primo giorno al
taglio di Fischer-Helden, mentre andava verso gli alberi segnati,
Jinot riconobbe dietro un gruppo di taglialegna la camminata
spavalda di Joe Martel, del vecchio campo di Marchand
sul Penobscot, ai tempi di Franceway.
Joe! grid. Joe Martel, che ci fai qui?
Martel si volt, la barba nera arruffata come il petto di un tetraone
dal collare, un luccichio di denti, un'esclamazione gioiosa.
Jinot Sel, Jinot. Sei qui? Aspett che l'amico lo raggiungesse
e si incammin al suo fianco.
Ho visto quattro o cinque uomini del Penobscot quass in
Canada. Sai, adesso nel Maine le cose vanno male. Non ci sono
pi pini bianchi. Ora tagliano i pecci e le latifoglie. Ma
questa disse, indicando con un gesto le ricchezze del Gatineau, sembra
una buona occasione, eh? Disse che Marchand era finito
sul lastrico, e ora maneggiava la scure come tutti loro da qualche
parte sul Gatineau. Tom Keyo era morto, decapitato da un
tronco vagante. Quella sera, dopo cena, chiacchierarono dei
vecchi tempi, quando erano uomini di fiume sul Penobscot e
correvano sull'acqua, i pi bravi del mondo. Abbiamo lasciato
il segno, per Giove.
L'inverno successivo fu ventoso e costellato di incidenti. La
testa di una scure si stacc dal manico e dopo un volo di venti
piedi port via la faccia a un giovane boscaiolo; i rami spezzati
- i cosiddetti fabbricanti di vedove - colpirono tre uomini,
uccidendone due sul colpo e ferendo il terzo in modo cos
grave che non pot pi lavorare. Due segatori si tagliarono il
piede fino all'osso, e tutte le sere gli uomini discutevano della
necessit di stivali pi robusti. La maggior parte portava ancora
pesanti mocassini in pelle d'alce a met polpaccio. La scure
li tagliava come pancake inzuppati di sciroppo.
Il sabato sera i fratelli Sel e Martel raggiungevano l'insediamento
pi vicino, per "bere e guardare gli stupidi", come sosteneva
Amboise, oppure, come diceva Jinot, per "parlare con
le ragazze". Lui ci andava esclusivamente per bere e stare in
compagnia, almeno cos dichiarava. Nei due bordelli dell'insediamento
le ragazze avevano occhi soltanto per lui, e se Amboise
o Josime ci andavano da soli si sentivano sempre chiedere:
Dov' Jinot?.
Ma cosa ci trovano? diceva Martel. Per lui Jinot era solo
Jinot, un abile uomo di fiume, simpatico, ma niente di speciale
quando non correva sui tronchi. Non sapeva cantare, non suonava
il violino, non era neanche tanto bravo a ballare. I suoi segreti
dovevano essere il sorriso e gli scherzi bonari, perch era
sempre di buon umore quando gli altri erano tristi, e ascoltava
le lamentele delle ragazze con sincero interesse.
Nessuno conosce le donne meglio di lui disse Josime a Martel.
Ascolta le loro chiacchiere da tanti, tantissimi anni. Mi sa
che la met dei mocciosi del Maine sono figli suoi. Martel lo
guard dubbioso, pensando a Franceway, ma non disse nulla.
Qualche inverno dopo tornarono a squadrare tronchi nel bacino
del fiume Ottawa, questa volta nel campo di Harold Honey.
La baracca era affollata di uomini lerci e pidocchiosi, forti oltre
ogni moderna comprensione. L'ambiente era sempre fumoso
e pieno di spifferi. La sera, dopo una giornata passata a
maneggiare la scure, gli spartani giacigli sul pavimento sembravano un lusso.
Le giornate si erano allungate, e gli uomini sentivano in bocca
il sapore della primavera. Mancavano poche settimane alla
condotta. Una sera Honey entr nella baracca.
Ragazzi, vi porto brutte notizie. Il mercato del legname 
crollato. Scugog ha in mano tutto il commercio del Canada,
perci non riesco a vendere i tronchi che abbiamo gi pronti
per il trasporto. Sono al verde, dovr tornare nel Maine a cercarmi
un lavoro. Non posso pagare nessuno, ma potete prendere
i tronchi, se riuscite a spostarli. Sorrise dolorosamente.
Non restava altro che fare i bagagli e scendere lungo il fiume
insieme al resto della squadra.
Jinot era l'unico ad avere un po' di soldi. I Sel decisero di spenderli
in un'abbuffata a Montreal, e poi scegliere se tornare nel
Maine o restare nella valle dell'Ottawa.
Nel Maine tagliano ancora gli alberi; i pini bianchi sono finiti,
ma ci sono ancora pini rossi, pecci e latifoglie. C' lavoro.
Tanto lavoro agli sbarramenti. C' ancora qualche condotta.
Andiamo a ovest borbott Amboise. Non torniamo al Penobscot
e a tutto il resto. Sapevano cosa voleva dire: la tomba
di Beatrix, la vecchia casa, i taglialegna conosciuti, i boschi
spelacchiati e le foreste di ceppi, i fantasmi dei morti. Martel
disse che sarebbe andato a ovest con loro.
A Montral si fermarono al Pino d'Oro, un bordello sudicio
che per accettava taglialegna e mercanti di pelli, e persino
mtis e "selvaggi". Si accordarono per vedersi dopo al Re
Alato, un saloon il cui proprietario vendeva alcolici e affittava
letti per la notte nel suo ampio magazzino.
L'attrazione del Pino d'Oro era un tronco verticale che sosteneva
il soffitto, intagliato come un membrum virile e dipinto
di giallo oro. Non si serviva da mangiare, solo un forte sidro
di mele che Madam Georgine chiamava "calvados" o "brandy
di Napoleone" o soltanto "liquore", a seconda del cliente.
Quando entrarono, la stanza era affollata. Contro una parete
era schierata una lunga fila di sedie, sulle quali sedeva la mercanzia.
C'erano robuste ragazze irlandesi dalle guance rosse, alcune
bionde inglesi con gli occhi azzurri e la carnagione lattea,
un'ebrea sensuale, due o tre campagnole francofone e, nell'angolo
delle occasioni, qualche donna indiana. Martel fece la sua
battutina, chiedendo a Jinot se voleva andare a sedersi con le
ragazze, poi si mise a parlare con una di Qbec, rivolgendole
domande sciocche sulla sua famiglia. Madam Georgine, che
conosceva Jinot, lo tir per la manica della giacca.
Vieni qui disse, conducendolo verso una buia alcova.
Prova questo. Vers un bicchierino di liquore da una bottiglia
nera. Su, bevi.  quello vero. Brandy. Il brandy di Napoleone.
Ce lo ha lasciato un pezzo grosso che  passato di qui.
Jinot mand gi la bevanda infuocata, pensando che Napoleone
sarebbe morto presto, se avesse davvero bevuto quella
roba. Sorrise, diede un buffetto sulla guancia imbellettata di
Madam Georgine e torn dalle ragazze.
Jinot! Guarda. Era Josime, che indicava con una smorfia
una donna piegata in due per evitare gli sguardi degli uomini.
Hai visto chi ?
No. Chi ?
 quella ragazza che abbiamo incontrato sulla canoa mentre
venivamo qui. Tanto tempo fa. La ragazza odaawa. Quella
che ti ha regalato la felce.
Jinot la osserv. Come poteva riconoscerla, cos curva? Felce,
quale felce? Chi si ricordava la faccia della ragazza sulla canoa,
dopo sei o otto anni? Josime, Josime se la ricordava. Jinot
and da lei e disse: Ehi, bellezza. La ragazza alz lo sguardo
ed esclam: Jinot?. Le si riempirono gli occhi di lacrime.
Era magra, quasi patita. Jinot non si ricordava, ma lei s. Non
piangere, si sistemer tutto. Torn da Josime, che respirava affannosamente.
Non me la ricordo disse.
Com' arrivata qui quella ragazza? chiese poi a Madam
Georgine.
Secondo te? Ce l'ha portata qualcuno. Qualche mercante
di pelli.  una piantagrane, quella l, una buona a nulla. Graffia
e morde. Me ne liberer presto.
Quando torn a girarsi, Jinot vide che Josime aveva portato
la ragazza a un tavolo e le stava parlando seriamente, rivolgendole
domande con quel suo modo di sporgersi in avanti
per cogliere anche il pi lieve sussurro. D'un tratto si sent disgustato
da quel posto. Il bruciabudella gli torceva le viscere.
Sulla porta si volt ancora. La ragazza lo fissava con aria implorante,
senza neppure vedere Josime, che continuava a parlarle
con la testa vicino alla sua.
Non sente una parola di quello che le dice mormor Jinot.
Poi ricord che i soldi li aveva lui. Torn da Madam Georgine
e le ficc in mano le banconote.
Pago per i miei fratelli e il nostro amico Martel. Dopo li aspetto
al Re Alato. Lo sanno gi, ma ricordateglielo comunque.
S'incammin sulle assi del marciapiede. Pens a Josime, pens
alla ragazza. Continuava a non ricordarsela. Ci che ricordava
di quei giorni in canoa era lo sguardo luminoso e intenso
di Josime, uno sguardo fisso e persistente che gli era sembrato
rivolto a tutte le ragazze. Ma in realt era solo per quella.
Gli dispiaceva un po' per lui.
Il mattino dopo, Amboise e Martel lo aspettavano fuori dal Re Alato.
Dov' Josime? Jinot aveva mal di testa, e anche gli altri due sembravano sofferenti.
Amboise scosse la testa. Ci fu un lungo silenzio. Vado a preparare il t disse infine.
Dov' Josime?
Ha portato via la ragazza. La vecchia Madam strillava
come una gatta selvatica che lei non poteva andarsene, che lui
doveva pagare, e lui non aveva niente ma alla fine le ha dato
qualcosa, forse ha trovato degli spiccioli che si era dimenticato
in tasca, e cos lei ha chiuso il becco. Josime ha detto di dirti
che  andato a Manitoulin con quella ragazza, ci ha chiesto di aspettare che torni.
Aspettare dove? Qui non c' un posto dove aspettare. Non abbiamo soldi.
Cerchiamo un lavoro. Ci sono un sacco di segherie. Possiamo
trasportare i tronchi, dividerli nella gora. E altro ancora.
Ci sono tanti lavori per chi conosce i tronchi e l'acqua, no?
Aveva ragione. Trovarono lavoro nelle segherie, e il proprietario sdentato e strabico del Re Alato, ex taglialegna e uomo di fiume, disse che potevano restare finch avevano i soldi per pagare.
I soldi li avevano, ma Amboise e Martel cominciarono a berseli. Amboise diceva che se.infischiava, il whiskey gli piaceva.
Jinot, che pure amava il whiskey e non sapeva quanto distasse
da l Manitoulin, sperava che Josime tornasse presto, per potersene andare dalla citt e tornare alla sobria vita del campo.Pi di due mesi dopo, Jinot entr nel magazzino del Re Alato e trov Josime sdraiato sul suo letto, con gli occhi chiusi. Quando lo sent si drizz a sedere.
Perch ci hai messo tanto? chiese Jinot.
Fratello, la mia vita  cambiata parecchio. Ho smesso di tagliare alberi. Ora vivo con quella ragazza sull'isola di Manitoulin e ho rinunciato alle abitudini dei bianchi, al lavoro dei bianchi. Quella ragazza  mia moglie. Sono venuto a dirti che torno da lei.
Sei come Kuntaw disse Jinot, schiavo di una donna. E parli anche diversamente. Hai passato troppo tempo con quella ragazza.
Io sto bene nella foresta con lei, lontano dagli uomini puzzolenti che feriscono la terra.  quello che voglio.
Jinot pens che somigliava molto a Beatrix, soprattutto negli occhi chiari. Lo so disse.
 una felicit che tu non conosci disse con freddezza
Josime. Tacquero a lungo, poi Josime parl di nuovo.
Ti chiedo di venire con me. Anche se so che non verrai. Non siamo pi tanto giovani. Ti piacerebbe mangiare il coregone
e vedere quella gente che vive una buona vita, non la vita falsa dei bianchi che si vive nei campi dei taglialegna. Un giorno verrai a Manitoulin e vedrai che  vero.
Certo che verr, Josime, verr a trovare te, i tuoi figli. Ma questa tua decisione mi spaventa. Forse vorrei averla presa io.
Josime scoppi a ridere. Tu! Tu che abbandoni la scure? No, non credo proprio. Ma voglio dirti cosa ho visto a una giornata di canoa a sud di quella regione. Fratello, ho visto con i miei occhi i pini bianchi pi grandi del mondo. La gente di Manitoulin mi ha raccontato che  una foresta enorme, lunga forse mille miglia inglesi. Appartiene a loro, che si muovono sulla terraferma e lungo i fiumi perch sono mercanti da molte generazioni. Sono brava gente, che non ha dimenticato le vecchie usanze. Non devi dire mai a nessun bianco della foresta di pini, perch arriverebbero in massa come ples, piccioni migratori, e la distruggerebbero. Non dirlo mai a nessuno. Mai.
Jinot non lo avrebbe detto a nessuno, ma i bianchi sarebbero arrivati lo stesso.
Qualche settimana dopo, Jinot, Amboise e Martel si spostarono di nuovo nel Maine. Prima di andare a Bangor in cerca di lavoro tornarono nella baia di Penobscot. Jinot aveva una camicia troppo piccola che voleva dare a suo nipote, douard Outger, il figlio di Francis Outger. Ormai doveva essere quasi adulto.
...
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...
FINE Parte 2.